Treno Natura a Chiusi: può una stazione diventare la porta della Valdichiana?

by Sebastiano Ballone

 

Per oltre un secolo la ferrovia ha portato a Chiusi persone, lavoro e sviluppo. Oggi, mentre i piccoli centri fanno i conti con crisi demografica e spopolamento, forse quegli stessi binari possono suggerire una funzione nuova: non soltanto partire dalla Valdichiana, ma utilizzarli anche per arrivare in Valdichiana. Il Treno Natura del 27 settembre ha offerto l’occasione per ragionarci.

Ci sono immagini che raccontano il passato e altre che, proprio mentre sembrano riportarci indietro nel tempo, finiscono per porre domande sul futuro. Vedere una locomotiva a vapore entrare nella stazione di Chiusi-Chianciano Terme appartiene certamente alla prima categoria. Ma ciò che è accaduto domenica 27 settembre potrebbe appartenere anche alla seconda.

Il punto, infatti, non è soltanto il fascino delle carrozze storiche. È chiedersi quale funzione possa avere oggi la ferrovia in un’area che perde abitanti, vede indebolirsi alcuni servizi e cerca nuove occasioni per riportare vitalità nei propri borghi.

Chiusi conosce bene la risposta che la ferrovia seppe dare in passato. Dal suo arrivo nel 1862 e soprattutto con lo sviluppo dello Scalo tra Otto e Novecento, attorno ai binari sono cresciuti lavoro, attività economiche, servizi e relazioni. La stazione non era semplicemente il luogo dal quale partire: era uno degli accessi attraverso cui persone, merci e idee entravano nella città.

Quel mondo non esiste più e sarebbe inutile inseguirlo con nostalgia. Più interessante è domandarsi se quella funzione di collegamento possa assumere oggi una forma diversa, utile non soltanto a Chiusi ma all’intera Valdichiana.

La giornata del Treno Natura offre un elemento concreto dal quale partire. Secondo i bilanci diffusi dopo la manifestazione, oltre quattrocento viaggiatori sono arrivati domenica a Chiusi con il convoglio storico. Una volta scesi si sono distribuiti tra centro storico, Festa dell’Uva e del Vino, musei, attività commerciali, Sentiero della Bonifica e Lago di Chiusi. Il numero, preso da solo, dice poco. Diventa più interessante per ciò che rappresenta: centinaia di visitatori hanno raggiunto quest’area attraverso la stazione ferroviaria.

Quella del 27 settembre, inoltre, si inseriva nel calendario 2026 del Treno Natura e apriva la programmazione autunnale dopo la pausa estiva. Il viaggio diventava così parte di un’esperienza più ampia nella quale patrimonio storico, ambiente, enogastronomia e iniziative locali potevano dialogare tra loro.

Ed è proprio qui che il ragionamento incontra una questione ben più grande di una giornata di festa: la crisi demografica.

Chiusi contava 8.836 residenti al censimento del 2011; alla fine del 2024 erano 8.081. Nello stesso 2024 sono nati 34 bambini e sono morte 109 persone. Numeri che non rappresentano soltanto una statistica locale, ma si inseriscono in un fenomeno più ampio. La Valdichiana Senese è stata infatti individuata dalla Regione Toscana tra le aree interessate dalla strategia regionale per le Aree interne 2021-2027. Il relativo quadro conoscitivo mostra come il tema demografico riguardi l’intero comprensorio: tra il 2011 e il 2020 la popolazione dell’area è diminuita di circa il 5 per cento e, nello stesso periodo, Chiusi registrava una flessione superiore all’8 per cento.

Naturalmente nessun treno turistico può invertire da solo una crisi demografica costruita nel corso di decenni. Lo spopolamento chiama in causa lavoro, sanità, scuola, servizi, mobilità e opportunità per le nuove generazioni. Sarebbe ingenuo attribuire al turismo ferroviario capacità che non possiede, ma sarebbe altrettanto riduttivo considerare iniziative come il Treno Natura soltanto manifestazioni folkloristiche.

Riportare visitatori nei nostri centri significa far conoscere luoghi, creare occasioni per le attività economiche e mettere in relazione patrimonio culturale, ambiente e comunità locali. Il programma predisposto da Fondazione FS andava proprio in questa direzione: dopo il viaggio da Siena attraverso le Crete Senesi e la sosta a Monte Antico, una volta raggiunta Chiusi i viaggiatori potevano scegliere tra centro storico, patrimonio etrusco, musei, Sentiero della Bonifica, Lago di Chiusi e Festa dell’Uva e del Vino.

Un treno turistico, del resto, funziona davvero quando ciò che accade dopo essere scesi dal vagone diventa importante quanto il viaggio stesso.

Domenica ad aspettare i viaggiatori non c’erano soltanto monumenti e paesaggi. C’era una città impegnata nella propria festa. Dietro taverne, cantine, mercatini e piazze animate c’era il lavoro dei Terzieri Città di Chiusi e dei tanti volontari che hanno reso possibile la 43ª Festa dell’Uva e del Vino. È un patrimonio difficile da misurare attraverso le statistiche, ma fondamentale: una destinazione non è fatta soltanto di ciò che possiede, ma anche della comunità capace di accogliere chi arriva.

Da qui il ragionamento può superare i confini comunali. La Valdichiana offre, nel raggio di poche decine di chilometri, un insieme straordinariamente diversificato di archeologia, terme, borghi storici, paesaggi, produzioni agricole ed enogastronomiche. La stessa strategia regionale individua nel patrimonio culturale, nelle risorse naturali, nelle produzioni agroalimentari e nel turismo sostenibile alcuni degli elementi sui quali costruire nuove opportunità di sviluppo.

La stazione di Chiusi-Chianciano Terme potrebbe allora essere guardata da una prospettiva differente: non soltanto come la stazione di Chiusi, ma come una possibile porta ferroviaria della Valdichiana.

E forse anche questa definizione rischia di essere troppo stretta. Chiusi è, per posizione geografica e per storia, una sorta di terra di mezzo: Toscana, certamente, ma a pochi chilometri dall’Umbria e da Città della Pieve. Una collocazione che talvolta può essere percepita come periferica rispetto ai rispettivi centri regionali, ma che, letta da un’altra prospettiva, potrebbe trasformarsi in un punto di forza.

Essere terra di mezzo, infatti, non significa necessariamente essere ai margini. Può significare trovarsi nel punto in cui territori diversi si incontrano.

La stazione potrebbe rappresentare un accesso ferroviario non soltanto per i comuni della Valdichiana Senese, ma anche per Città della Pieve e per il vicino territorio umbro. Per chi viaggia, del resto, i confini amministrativi contano molto meno delle distanze, dei collegamenti e della possibilità concreta di raggiungere una destinazione.

La prospettiva diventerebbe allora ancora più interessante: Chiusi non come centro che pretende di attrarre a sé tutto ciò che la circonda, ma come cerniera tra territori diversi. Una funzione che appartiene, in fondo, alla sua stessa storia ferroviaria. I binari hanno sempre messo in comunicazione luoghi che le carte amministrative separano e potrebbero continuare a farlo anche attraverso nuove forme di turismo.

Non si tratta di inventare uno slogan né di rivendicare primati. Una funzione del genere avrebbe senso soltanto se sostenuta da un sistema organizzato: collegamenti con le diverse località, trasporto pubblico, itinerari coordinati, informazione turistica e servizi capaci di consentire a chi arriva in treno di proseguire il viaggio.

Un visitatore potrebbe così scendere a Chiusi, conoscere il patrimonio etrusco e da qui raggiungere le terme di Chianciano, Sarteano, Cetona, Montepulciano, Pienza e le altre località della Valdichiana, oppure dirigersi verso Città della Pieve e il vicino territorio umbro. La stazione diventerebbe in questo modo non il punto terminale del viaggio, ma il luogo dal quale il viaggio nel territorio comincia.

Tra le località della Valdichiana, San Casciano dei Bagni merita oggi un’attenzione particolare. Il Santuario Ritrovato del Bagno Grande, con il suo straordinario patrimonio archeologico etrusco e romano, ha aggiunto negli ultimi anni un nuovo elemento di richiamo culturale a un comprensorio che già possiede una forte identità storica e paesaggistica.

C’è poi un particolare capace quasi di ricucire attraverso la storia luoghi che oggi siamo abituati a leggere attraverso confini amministrativi. Tra le iscrizioni rinvenute al Bagno Grande compare anche “Cleusi”, il nome etrusco di Chiusi. Il Ministero della Cultura documenta infatti voti recanti il nome etrusco della città accanto a dediche alle Ninfe e alla Fonte calda. Un legame antico che ricorda come le relazioni fra questi centri abbiano radici ben più lontane delle delimitazioni contemporanee.

Non si tratta dunque di cancellare le identità locali, che costituiscono anzi la ricchezza della Valdichiana e dei territori che la circondano, né di stabilire quale località debba prevalere sulle altre. La questione è capire se realtà così vicine e complementari possano trovare convenienza nel presentarsi anche insieme. Chiusi potrebbe offrire l’accesso ferroviario; gli altri centri, ciascuno con le proprie caratteristiche, contribuirebbero a comporre un’offerta nella quale archeologia, terme, borghi, paesaggio ed enogastronomia non siano esperienze separate, ma parti di un unico viaggio.

In questo scenario i binari potrebbero tornare ad avere, in un contesto completamente diverso, una funzione di sviluppo. Non più migliaia di ferrovieri, merci e attività concentrate attorno allo Scalo, ma visitatori che arrivano a Chiusi e da qui possono proseguire alla scoperta della Valdichiana e dei territori vicini.

L’esperienza del 27 settembre può allora essere letta come un piccolo laboratorio. Non perché quattrocento visitatori possano cambiare il destino demografico di un’area, ma perché dimostrano concretamente che la ferrovia conserva la capacità di avvicinare persone e luoghi.

La storia ferroviaria di Chiusi racconta che per oltre un secolo i binari hanno prodotto lavoro, economia e relazioni. Il futuro non può essere la riproposizione nostalgica di quel passato, ma forse proprio quella storia può suggerire una funzione nuova: utilizzare la ferrovia non soltanto per partire dalla Valdichiana, ma anche per arrivare in Valdichiana e, da qui, aprirsi a un territorio che supera persino il confine regionale.

Il Treno Natura è ripartito, la locomotiva a vapore ha lasciato la stazione e le fotografie resteranno negli archivi e sui social. La domanda, invece, può rimanere sul tavolo: se una ferrovia riesce ancora a portare visitatori nei nostri territori, siamo capaci di costruire intorno al loro arrivo qualcosa che li convinca a fermarsi e, soprattutto, a tornare?

Sebastiano Ballone

FONTI E RIFERIMENTI

Fonti ferroviarie e turistiche

Fondazione FS Italiane – Treno Natura: Festa dell’Uva e del Vino. Programma ufficiale della corsa storica Siena-Chiusi del 27 settembre 2026, effettuata con locomotiva a vapore e carrozze storiche, e delle attività previste all’arrivo a Chiusi: centro storico, Sentiero della Bonifica, Lago di Chiusi, patrimonio etrusco, musei e Festa dell’Uva e del Vino.

https://www.fondazionefs.it/it/treni-storici/2026/9/27/treno-natura–festa-dell-uva-e-del-vino.html

Terre di Siena Lab – Treno Natura – Calendario 2026. Calendario delle corse del Treno Natura e programmazione turistica ferroviaria sul territorio senese.

https://www.terredisienalab.it/

Fonti demografiche e territoriali

Regione Toscana – Popolazione in Toscana: dati 2024 su movimento naturale, famiglie e convivenze. Dati definitivi sul movimento naturale della popolazione, con dettaglio comunale di nati, morti e popolazione residente.

https://www.regione.toscana.it/-/popolazione-in-toscana-dati-2024-su-movimento-naturale-famiglie-e-convivenze

Regione Toscana – Banca dati Demografia in Toscana. Banca dati dell’Ufficio regionale di statistica contenente i dati ISTAT ufficiali sulla popolazione residente e sul movimento demografico dei comuni toscani.

https://www.regione.toscana.it/-/banca-dati-demografia-in-toscana

Regione Toscana – Strategia regionale per le Aree interne 2021-2027. Documentazione ufficiale relativa alle sei aree interessate dalla strategia regionale, tra le quali la Valdichiana Senese.

https://www.regione.toscana.it/pr-fesr-2021-2027/strategia-aree-interne

Regione Toscana – Quadro conoscitivo di supporto alla strategia regionale per le Aree interne 2021-2027. Analisi demografica, economica e territoriale delle aree interessate. Per la Valdichiana Senese documenta l’andamento della popolazione nei dieci comuni dell’area e la variazione demografica registrata tra il 2011 e il 2020.

https://www.regione.toscana.it/documents/10180/0/Quadro_conoscitivo_aree_SNAI_2021_27.pdf/dec82d2a-07a1-0ef0-0af6-5abadf2d36d2?t=1704978422694

Fonti archeologiche e storiche

Ministero della Cultura – Archeologia, nuovi ritrovamenti a San Casciano dei Bagni. Documentazione ufficiale sui ritrovamenti del Santuario del Bagno Grande e sulle iscrizioni in etrusco e latino. Tra queste sono attestati voti recanti “Cleusi”, nome etrusco di Chiusi, insieme a dediche alle Ninfe e alla Fonte calda.

https://cultura.gov.it/comunicato/27053

Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali Toscana – Chiusi, [Ri]scrivere il Passato. Approfondimento sul nome etrusco della città e sulla forma “Cleusi/Clevsi”.

https://museitoscana.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2024/07/Ri_scrivere_il_Passato-1.pdf

Fonti giornalistiche

SienaFree – Chiusi, Festa dell’Uva e del Vino da record, 28 settembre 2026. Bilancio della 43ª edizione della manifestazione, con il dato degli oltre quattrocento turisti arrivati domenica con il Treno Natura e riferimenti alle attività svolte in centro, al Sentiero della Bonifica e al Lago di Chiusi.

https://sienafree.it/188942-chiusi-festa-delluva-e-del-vino-da-record

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