(AKR) L’attività cinematografica a Castiglione del Lago, sulla base di testimonianze orali, è iniziata negli anni Venti del secolo scorso ma una prima data certa, sulla base di documenti cartacei rinvenuti, è il 1935, anno in cui inizia la gestione del Cinema “Cesare Caporali” da parte della famiglia Sodini. Lagodarte Impresa Sociale, che gestisce la piccola multisala nel centro storico, in quest’ultimo scorcio del 2025 ha deciso di festeggiare i primi 90 anni del Caporali con una serie di iniziative cinematografiche di qualità che culmineranno con una mostra, allestita nel foyer, dal titolo “Cine-memorie, dall’album della famiglia Sodini” che verrà inaugurata mercoledì 26 novembre alla presenza dello storico e saggista Giordano Bruno Guerri. La mostra racconterà la nascita e il primo periodo di attività della storica sala cinematografica castiglionese, dalla metà degli anni Trenta fino alla fine degli anni Cinquanta, quando l’ingresso era ancora in via del Forte e la sala era gestita dalla famiglia di un discendente del letterato Angelo Sodini, che sarà protagonista da marzo 2026 di una mostra a Palazzo della Corgna dal titolo “Anima Umbra, il mondo di Angelo Sodini”.
Ferdinando Sodini (detto “Cerino”), insieme alla moglie Maria dal 1935 fece crescere e rese professionale la gestione del cinematografo di Castiglione del Lago chiedendo in affitto al Comune il locale della ex chiesa di Sant’Agostino, utilizzata fino ad allora per proiezioni cinematografiche, teatro e come salone delle feste, per farne appunto un cinema di buon livello che fu denominato “Cesare Caporali” in omaggio al poeta della famiglia Della Corgna le cui ceneri sono sepolte proprio accanto al cinema nella chiesa di San Domenico. Sempre i Sodini nel periodo estivo realizzarono nel giardino del loro palazzo la mitica “Arena Sodini” che ha allietato le estati e ha fatto sognare generazioni di castiglionesi.
Dopo il film “Duse” a settembre, questa settimana due film che evocano il periodo d’oro del Caporali. Da oggi è in programmazione “Anna” di e con Monica Guerritore, Tommaso Ragno, Beatrice Grannò e Lucia Mascino. È il primo film sulla più grande interprete italiana, amata in tutto il mondo, Anna Magnani. La storia si concentra nella notte del 21 marzo 1956 quando vince il Premio Oscar come miglior attrice per “La rosa tatuata”, in assoluto prima attrice in lingua non inglese. La notte dell’attesa la passerà tra i vicoli e le piazze di Roma, tra la gente del popolo che la ama e le memorie che abitano il suo cuore, il suo lato più intimo e privato, lei che è stata pure “Mamma Roma” ovvero “il simbolo della città” come la chiama Federico Fellini nel suo film “Roma” e lei sorniona risponde: «Che so’ io?».
Lunedì 10 e martedì 11, per la serie “I grandi classici restaurati” il film di Billy Wilder “Viale del tramonto” (Sunset Boulevard), nuovo restauro in 4K a cura della Cineteca di Bologna per il 75° anniversario dell’opera. Con William Holden, Gloria Swanson, Erich von Stroheim, “Sunset Boulevard” è ancora il più crudele e beffardo film su Hollywood, una storia a metà tra il thriller, il noir e il melodramma. Innovativo e rischioso nel descrivere l’inferno patinato di Hollywood, è un sarcastico e cinico ritratto del mondo degli attori che vivono melanconicamente fuori della ribalta.
Tra i prossimi film in programmazione legati alla ricorrenza dei 90 anni del Caporali, fino a metà dicembre, il film documentario appena uscito “Roberto Rossellini. Più di una vita” di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti, “I colori del tempo” commedia francese diretta da Cédric Klapisch e il thriller psicologico e metacinematografico di Michael Powell “L’occhio che uccide” del 1960.
Uno degli appuntamenti più importanti sarà la proiezione di due capolavori di Georges Méliès “Viaggio nella Luna” e “Viaggio attraverso l’impossibile”, eventi della serie “il Cinema Rimusicato dal vivo”. Una curiosità che lega la programmazione alla famiglia Sodini: “Viaggio nella Luna” si ispira non solo, come tutti sanno, al romanzo di Jules Verne “Dalla Terra alla Luna” ma anche al romanzo “i primi uomini sulla Luna” del famoso scrittore britannico Herbert George Wells (H.G. Wells) tradotto per la prima volta in italiano da Angelo Sodini per le edizioni Vallardi di Milano. (AKR)
