Chiusi. Come Rocky: la San Giobbe cade, si rialza e trascina Montecatini alla bella

by redazione

Certe notti non bastano quaranta minuti di sport per raccontare quello che accade dentro un palazzetto. Servono immagini, emozioni, simboli. E allora, per spiegare la straordinaria vittoria della San Giobbe Etruria contro la T Gema Montecatini, viene naturale pensare a Rocky Balboa. Colpito, ferito, dato per spacciato. Ma ancora in piedi. Sempre. Fino all’ultimo secondo.

Nel gremitissimo PalaPania, trasformato in una bolgia biancorossa, i Bulls hanno fatto esattamente questo: hanno incassato i colpi, hanno vacillato, ma poi si sono rialzati con il cuore enorme di chi non vuole smettere di sognare. Gara 4 dei quarti di finale playoff finisce 69-64 per i ragazzi presieduti da Giuseppe Trettel e diretti da Matteo Martini. Una vittoria clamorosa, a tratti epica, costruita contro tutto e tutti, in un certo senso..

A fine terzo quarto la partita sembrava scivolare verso Montecatini. Dieci punti da recuperare, inerzia completamente dalla parte dei termali e, come se non bastasse, l’espulsione di coach Zanco, timoniere della squadra che difende i colori della città di Porsenna. In quel momento, probabilmente, in molti hanno pensato che fosse finita.

E invece no.

Come Rocky all’ultimo round, Chiusi ha trovato dentro di sé energie sconosciute. Prima Bertocco, poi Rasio: canestri pesanti come macigni che hanno incrinato le certezze della corazzata rossoblù, la squadra che ha dato i natali cestistici a campioni come Mario Boni e Andrea Niccolai. Poi il capolavoro tattico di Jacopo Bressan, capace di guidare con un quintetto piccolo una rimonta che sembrava impossibile.

Ed è lì che l’Estra Forum ha tremato davvero.

D’Alessandro e Passoni hanno provato a respingere l’assalto, ma la fame de la Roja era troppo forte. Gravaghi e Raffaelli hanno sentito l’odore del sangue sportivo come squali in mare aperto e hanno aggredito ogni pallone, ogni possesso, ogni centimetro di parquet. Difesa feroce, rimbalzi conquistati con rabbia, mani su ogni possesso. Una squadra trasformata dall’orgoglio.

Adesso la serie è sul 2-2. Tutto si deciderà lunedì alla “bella” del PalaTerme. E paradossalmente la pressione sarà tutta sulle spalle di Marco Andreazza e della squadra che aveva chiuso brillantemente al secondo posto il proprio girone di Serie B Nazionale. La San Giobbe, invece, arriverà a Montecatini con il vento dell’entusiasmo e la leggerezza di chi ha già compiuto qualcosa di straordinario.

Servirà ancora la difesa efficace di Candotto, serviranno i rimbalzi sporchi di Molinaro, le rotazioni preziosi di Minoli e le giocate di Petrucci, il coraggio di tutti per provare a fermare talenti del calibro di Bargnesi e Isotta. Ma questa squadra ha dimostrato di avere qualcosa che va oltre la tecnica e oltre i pronostici: ha un’anima.

E forse è proprio questo il bello.

Perché dopo gli straordinari anni della A2, dopo le vittorie storiche contro la Fortitudo Bologna, Pallacanestro Cantù e Trapani Shark, l’Umana si trova ancora una volta davanti alla possibilità di scrivere una pagina indimenticabile della pallacanestro del nostro territorio.

E allora rispetto per tutti, paura di nessuno.

Lunedì non sarà soltanto una partita. Sarà una battaglia sportiva, un viaggio collettivo, un’altra notte da vivere tutta d’un fiato.

Tutti a Montecatini. Tutti insieme dietro questa splendida realtà biancorossa.

Giacomo Testini

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