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Città della Pieve. Il Terziere Castello prende posizione contro l’ordinanza del Comune sull'”Infarinata”
(un post sulla pagina fb del Nobile Terziere Castello) Il Terziere Castello ritiene necessario intervenire in merito all’ordinanza n. 19 del 27 luglio 2026 emanata dal Comune di Città della Pieve, esprimendo la propria posizione sulle conseguenze che questa determina sul Palio dei Terzieri e, in particolare, sulla tradizione popolare dell’Infarinata.
L’ordinanza impone ai partecipanti una modalità nuova e, a nostro avviso, profondamente distorta di vivere una tradizione nata spontaneamente dalla volontà dei cittadini e dei contradaioli, da sempre motore e custodi del Palio, patrimonio inestimabile per Città della Pieve.
Le motivazioni alla base della decisione sono per noi futili e poco realistiche, dalla tutela della sicurezza e delle persone con intolleranze al glutine alla necessità di garantire il normale svolgimento delle attività economiche.
L’ordinanza finisce così per limitare una volontà popolare, portando il potere politico e amministrativo all’interno di dinamiche che appartengono innanzitutto ai Terzieri e alla loro comunità. Confinare l’Infarinata in un perimetro delimitato, privandola della sua partecipazione spontanea, significa rischiare di uccidere una tradizione nel tentativo di salvaguardarla.
Per questo il Terziere Castello si è espresso contro lo spostamento dell’Infarinata dal suo luogo originario e contro l’attribuzione al singolo partecipante di responsabilità legali. Con decisione unanime, non parteciperà quindi all’Infarinata 2026 nelle modalità previste dall’ordinanza, riservandosi la possibilità di celebrare questa tradizione in altro modo.
È una scelta difficile, che nasce dalla volontà di tutelare la storia, il significato e la memoria collettiva del Palio.
Le tradizioni possono cambiare, ma perché continuino a essere tali il cambiamento deve nascere insieme alla comunità che le vive, non essere imposto dall’alto.
Il Palio appartiene a Città della Pieve, ai suoi Terzieri e alle generazioni che lo hanno costruito e continueranno a costruirlo. Difenderne l’identità è una responsabilità di tutti, Terzieri e Amministrazione comunale, chiamati ad esserne prima di tutto custodi.
