Una notte da Bulls: Chiusi si stringe intorno alla sua squadra

by redazione
Certe vittorie non finiscono con la sirena. Restano addosso. Entrano nel cuore della gente, si infilano nei discorsi dei bar, negli abbracci sulle tribune, nei sorrisi increduli di chi, fino all’ultimo respiro, ha continuato a crederci.
La San Giobbe Umana Etruria Chiusi ha riscritto mercoledì sera una pagina che profuma di orgoglio, coraggio e appartenenza, piegando in rimonta una corazzata come la T Gema Montecatini con un incredibile 78-77 che ha incendiato il Palapania Estra Forum e acceso nuovamente il sogno playoff.
È stata una battaglia vera. Di quelle che fanno tremare le gambe e battere il cuore più forte. Di quelle in cui il talento conta, ma l’anima conta ancora di più. E i Bulls, quando tutto sembrava indirizzato verso il dominio della squadra del quotato Jackson, hanno scelto di non arrendersi. Hanno stretto i denti, si sono guardati negli occhi e hanno continuato a correre dentro la fatica, dentro la paura, dentro il destino.
Poi è arrivato lui.
Lorenzo Raffaelli.
Il capitano.
L’uomo delle notti che valgono una stagione.
A fil di sirena, con il peso del mondo sulle mani, ha trovato il canestro che ha fatto esplodere Chiusi. Un lampo improvviso nel cielo di maggio, una carezza crudele per Montecatini, un grido liberatorio per un popolo intero vestito di rosso e blu.
Ma sarebbe ingiusto raccontare questa impresa senza parlare della forza collettiva di una squadra che ha saputo rialzarsi insieme. I punti pesantissimi di Bertocco e Gravaghi, la lucidità, la fame, il sacrificio di ogni possesso. E soprattutto la guida silenziosa e feroce di coach Zanco, capace di tenere vivi i suoi ragazzi anche nei momenti più bui della serata.
Adesso la serie dice ancora 2-1 per i termali. Ma il vento, improvvisamente, sembra cambiato. Perché le vittorie così non spostano soltanto il punteggio: spostano le emozioni, le certezze, la paura.
Domani sera, venerdì 15 maggio alle 20.30, ancora al Palapania Estra Forum, andrà in scena gara 4. Un’altra notte da vivere senza fiato. Un’altra occasione per spingere questa meravigliosa follia fino alla “bella” di lunedì al PalaTerme di Montecatini.
E Chiusi lo sa.
Sa che adesso non è più soltanto basket.
È amore per una maglia sudata.
È una città che si riconosce nei suoi ragazzi.
È il rumore di mani che applaudono anche quando manca il respiro.
È la poesia popolare dello sport, quella che trasforma una palla a spicchi in una questione di cuore.
Servirà ancora coraggio. Servirà energia. Servirà crederci oltre ogni logica.
Ma dopo mercoledì notte, nessuno, davvero nessuno, può più dire cosa sia impossibile per questi Bulls.
Giacomo Testini

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