DALLE PAROLE AI FATTI
Dall’Alto Adige arriva un altro esempio su cui riflettere: 34,1 milioni di euro per ammodernare 23 treni e continuare a investire sulla ferrovia.
E forse la parola più importante è proprio “continuare”.
Lo abbiamo visto con la Val Venosta: una ferrovia riaperta nel 2005, arrivata a circa 2 milioni di passeggeri l’anno, sulla quale non ci si è fermati allo spot del momento. Si è continuato a investire, passo dopo passo, fino all’attuale elettrificazione.
Certo, parliamo di una realtà autonoma, con possibilità economiche diverse. Ma il punto non è confrontare i bilanci: è avere programmazione, continuità e una visione del bene comune.
Parliamo tanto di sviluppo sostenibile e transizione ecologica. Ma chi ne deve pagare il prezzo? Se a farlo sono sempre i territori più piccoli, i pendolari e chi ha meno servizi, qualcosa non torna.
La ferrovia è mobilità, ambiente, sviluppo e coesione territoriale. E forse è arrivato davvero il momento di capire che cosa vogliamo fare da grandi.
Perché il treno, qualche volta, passa una volta sola.
E questo non possiamo permetterci di perderlo.
Dalle parole ai fatti, appunto.
Sebastiano Ballone.
FONTI E APPROFONDIMENTI
• Alto Adige – 34,1 milioni per la flotta ferroviaria
• Provincia autonoma di Bolzano – Val Venosta ed elettrificazione
• Corriere Pievese – Dalle zone interne del Nord una lezione anche per l’Italia di Mezzo
