MEDIOETRURIA: MA QUAL È OGGI IL VERO PROGETTO PER L’ITALIA DI MEZZO?
Le dichiarazioni recenti del presidente della Toscana Eugenio Giani a La Nazione mi hanno fatto tornare su una questione della quale discutiamo ormai da anni. Giani punta su Rigutino per la futura stazione Medioetruria e annuncia un confronto con il ministro Salvini a settembre. Ma dice anche una cosa importante: per realizzarla serviranno 4-5 anni e, nel frattempo, occorre «dare risposte subito sul piano dei servizi», affrontando anche la questione delle fermate delle Frecce ad Arezzo e Chiusi.
E allora qualche domanda viene spontanea. Medioetruria nasce più di dieci anni fa come progetto di area vasta, non come stazione al servizio di una singola città. Nel Tavolo tecnico Toscana-Umbria-RFI furono prese in considerazione cinque alternative: Arezzo, Rigutino, Creti, Chiusi-Chianciano Terme e Chiusi Sud. Si parlava di un bacino potenziale di circa 2,5 milioni di utenti. Nel 2015 Rigutino e Creti risultarono le due nuove localizzazioni complessivamente più rispondenti agli obiettivi individuati. Gli approfondimenti successivi portarono poi, nel 2023, a indicare Creti come soluzione preferibile, dopo uno studio RFI di 60 pagine che aveva preso in esame circa 30 parametri. Oggi l’indirizzo politico sembra invece tornare decisamente verso Rigutino.
Ma non credo che abbiamo bisogno dell’ennesima guerra di campanile: Rigutino contro Creti, Arezzo contro Siena, Toscana contro Umbria. La questione, secondo me, è molto più semplice: che cosa vogliamo che sia Medioetruria? Una stazione realmente al servizio dell’Italia di Mezzo oppure una stazione destinata a gravitare soprattutto sull’area aretina?
Perché, se la strada intrapresa fosse quest’ultima, una battuta viene quasi spontanea: ⚰️ De profundis per Siena, Perugia e Chiusi? Spero proprio di no. Ma è anche per questo che sarebbe utile tornare a discutere partendo dai numeri: bacini di utenza, traffico previsto, accessibilità, tempi di percorrenza, costi e benefici per tutti i territori interessati.
Nel frattempo, però, c’è una realtà che rischiamo di dimenticare: Arezzo e Chiusi-Chianciano Terme esistono già. Chiusi, in particolare, è uno storico nodo della Firenze-Roma, è collegato con Siena e serve la Valdichiana e una parte importante del territorio umbro.
Già nel 2015 lo studio su Medioetruria stimava l’adeguamento delle stazioni esistenti tra 2,5 e 4 milioni di euro, contro circa 40 milioni ipotizzati allora per una nuova stazione AV. Parliamo naturalmente di stime di oltre dieci anni fa e quindi non di costi attuali. Ma quel dato ci ricorda una cosa: anche il potenziamento delle stazioni esistenti faceva parte, fin dall’inizio, del ragionamento su Medioetruria.
E allora torno alle parole di Giani. Se per la nuova stazione serviranno almeno altri 4-5 anni, perché aspettare? Rafforziamo subito le fermate AV e della lunga percorrenza ad Arezzo e Chiusi, miglioriamo i collegamenti con Siena e l’Umbria e, nello stesso tempo, continuiamo a discutere della futura Medioetruria sulla base di dati aggiornati e trasparenti.
Non mi interessa stabilire chi debba “vincere” tra Rigutino, Creti o Chiusi. Mi interessa capire quale soluzione sia davvero la migliore per l’intero territorio e, soprattutto, sulla base di quali dati aggiornati si stiano assumendo oggi decisioni diverse da quelle emerse negli studi precedenti.
Perché qui sta il punto. Medioetruria era nata come progetto capace di mettere insieme Arezzo, Siena, Valdichiana e Umbria. Se oggi quella visione è cambiata e la scelta politica è diventata quella di realizzare una nuova stazione sostanzialmente gravitante sull’area aretina, è legittimo farlo. Ma bisogna dirlo con chiarezza. Perché a quel punto viene meno proprio quella funzione di equilibrio territoriale che aveva dato senso al progetto Medioetruria. E per Siena, Perugia e Chiusi il rischio del De profundis smetterebbe di essere soltanto una battuta.
C’è poi un’ultima questione che riguarda direttamente Chiusi. Se lo stesso presidente Giani riconosce che per i prossimi 4-5 anni sarà necessario intervenire sulle fermate delle Frecce ad Arezzo e Chiusi, allora Chiusi-Chianciano Terme non può essere considerata semplicemente una soluzione nell’attesa che venga costruita Rigutino. Chiusi non è una stazione provvisoria. È un nodo ferroviario esistente, serve un territorio vasto e ha una funzione che dovrà continuare ad avere anche dopo l’eventuale realizzazione di Medioetruria.
Per questo la richiesta dovrebbe essere molto chiara: più fermate e migliori servizi adesso, ma soprattutto una strategia permanente per Chiusi, Siena e la Valdichiana, indipendente dalle sorti della futura stazione AV.
Altrimenti rischiamo un paradosso: discutere per altri cinque anni di una stazione chiamata Medioetruria e accorgerci, alla fine, che nel frattempo l’Italia di Mezzo è diventata un po’ più piccola.
Fonti: Regione Toscana – documentazione e Rapporto finale del Tavolo tecnico Medioetruria, 2015; Regione Umbria – conclusioni del Tavolo tecnico Medioetruria, 30 novembre 2023; Regione Toscana – documentazione di programmazione e monitoraggio infrastrutturale; La Nazione, 20 ago
Sebastiano Ballone
