Lettera al Direttore ” Sullo spostamento della “battaglia della farina” e il futuro del Palio”
Gentile Direttore, cari amici del Corriere Pievese, ho il privilegio di avere casa a Città della Pieve dal 2009 e frequento assiduamente questa comunità, che trovo semplicemente splendida. Per chi, come me, fa il giornalista di professione, questo luogo rappresenta da anni un rifugio perfetto in cui trovare il tempo per rilassarsi, ma anche l’ispirazione e la serenità per lavorare.
Proprio in virtù del forte legame che sento con questa città, vorrei soffermarmi, se mi è concesso, su una questione d’attualità che mi preoccupa: la battaglia della farina. Questo momento è da sempre un’attrazione importante, viscerale e identitaria del Palio dei Terzieri. Vedere arrivare, a pochi giorni dall’evento, un’ordinanza che – pur non vietando esplicitamente la manifestazione – ne decentra il luogo di una cinquantina di metri, mi lascia perplesso.
Le motivazioni addotte (la salute pubblica, il rischio per le persone con intolleranze e la volontà di non sporcare la nuova sistemazione dell’incrocio) mi sembrano francamente un eccesso calato dall’alto. La battaglia della farina è una tradizione storica. Le persone intolleranti al glutine, alle quali va tutto il rispetto, ci sono sempre state e, come immagino abbiano sempre fatto, sanno tutelarsi tenendosi a debita distanza dal fulcro dell’evento.
Il mio timore è che si stia imboccando una china pericolosa. Se si comincia così, quale sarà il prossimo passo? Metteremo il bavaglio alle cannonate per non spaventare i più piccoli? Rimuoveremo il carro dei condannati perché ritenuto un’immagine troppo cruenta? Procedendo di questo passo, privando l’evento della sua anima più verace e popolana, del Palio non resterà che un generico momento di confronto agonistico (la pur bellissima Caccia al Toro) seguito da una mangiata in taverna. Una festa come ce ne sono tante altre, priva della sua unicità. A questo, aggiungo una criticità di ordine pratico e di sicurezza: il nuovo luogo indicato per la battaglia della farina è in pendenza. Una condizione che lo rende oggettivamente più pericoloso per tutti, protagonisti e turisti.
Oggi più che mai, occorre che i Terzieri, pur mantenendo saldamente ognuno la propria identità e la sana rivalità, trovino la forza e la lucidità di compattarsi e unirsi per salvare la vera anima del Palio di Città della Pieve.
Ringraziandovi per lo spazio e per il prezioso lavoro che fate per la comunità, vi porgo i miei più cordiali saluti.
Giuseppe De Maria
