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Città della Pieve. l bullismo si combatte a scuola

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Città della Pieve. Un importante incontro sul tema del bullismo e del cyberbullismo ha visto a Città della Pieve la partecipazione di tutto il plesso della scuola secondaria di primo grado dell’istituto Comprensivo Pietro Vannucci incontrare la Polizia di Stato – Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni dell’Umbria. L’incontro, promosso dal Comune di Città della Pieve si è svolto alla presenza della dirigente scolastica Maria Caligiuri, dei ragazzi e di tutto il corpo docente, si è tenuto nella sala Sant’Agostino. L’Amministrazione ha promosso l’evento nell’ambito del Progetto Minerva, attivandosi già dal mese di ottobre con la Questura di Perugia per portare a Città della Pieve questa attività organizzata dalla Polizia di Stato.

Imparare a usare Internet. L’obiettivo è di insegnare ai ragazzi che navigano in Rete e frequentano piattaforme di caricamento e riproduzione video e social network come sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi alla privacy, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri. “Internet è una risorsa fondamentale soprattutto per i giovani, per i quali ormai rappresenta un’occasione di crescita sia culturale sia sociale, uno strumento di aiuto nello studio e nella ricerca di nuove informazioni – spiega l’assessore a scuola e sociale Barbara Paggetti – E’ necessario che i ragazzi imparino ad usare internet in maniera sicura, e che acquisiscano le competenze necessarie affinché navigare nel web rimanga un’opportunità e non si trasformi in un pericolo”.

I ragazzi hanno partecipato con entusiasmo, con domande, interventi e chiarimenti. La Polizia ha proiettato video, dialogato con gli studenti mettendoli in guardia dai tanti pericoli della rete, su quelle “bravate” spesso alimentate dalla “forza” del gruppo che possono ferire l’altro a volte anche con conseguenze drammatiche. Ma su tutto un messaggio di fiducia “ragazzi se avete un problema, parlatene subito non aspettate, parlatene con qualcuno senza paura e vergogna; che siano i genitori, gli insegnanti, l’allenatore o un amico. Apritevi perché se affrontato subito non diventerà un problema insormontabile”. La giornata si è conclusa con un invito ai ragazzi alla riflessione “valutate la conseguenze delle vostre azioni quando queste rischiano di emarginare e discriminare il prossimo”

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