Home Rubriche Storia pievese Riaperto il caso dell’omicidio del Beato Giacomo Villa

Riaperto il caso dell’omicidio del Beato Giacomo Villa

Condividi

Singolare vicinanza quella che si sta instaurando tra le misericordie di Città della Pieve e Chiusi. Fino a qualche tempo fa normali rapporti tra associazioni che fanno capo alla stessa organizzazione. Poi la scintilla. Ad accenderla è Bistarini Stefano, studioso e storico chiusino che da un po’ di tempo si è messo a fare ricerche su tante vicende che hanno visto coinvolti il territorio pievese e quello di Chiusi. Il punto principale di incontro sembra sia proprio il Beato Giacomo Villa, fondatore nel XIII secolo dello Spedale di Castel della Pieve (chissà cosa avrebbe da dire adesso?) morto in territorio chiusino per mano di sicari inviati dal vescovo di Chiusi, come narra la secolare leggenda.

Ma a sollevare più che un dubbio su questa conclusione sono proprio gli studi di Bistarini che riaprono completamente il caso e portano a ricondurre la morte nei pressi di Moiano per mano di un signorotto del’epoca , forse il figlio illegittimo del conte Pepone Manenti chiamato Rimbottuccio. Questa ipotesi scagionerebbe completamente il Vescovo di Chiusi che, sino ad ora, era da taluni ritenuto il colpevole.

La storia è avvincente ed a breve uscirà un libro con cui Stefano Bistarini tenterà di fare luce sull’intera vicenda. Sembra veramente proprio un romanzo e chissà che non lo si riesca a raccontare a puntate proprio sulle colonne di storia di questo giornale? Per adesso c’è solo la presentazione che si è tenuta il 25 Giugno nel palazzo vescovile di Chiusi. Una serata che ha raccolto l’attenzione di molti studiosi di storia locale e di tanti rappresentanti delle misericordie di Chiusi e Città della Pieve che hanno trovato un motivo in più per riaffermare una vicinanza tra realtà confinanti che hanno radici comuni storiche, economiche, personali. Un buono spunto per continuare a guardare con favore ad un rapporto privilegiato tra due realtà vicine che hanno molti più punti in comune di quanti non li dividono.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here