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Pieve Nostra 1964: Pietro Saracini, Ciarapica risponde a Mazza, Serafini sindaco, l’ipogeo etrusco

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Tanta carne al fuoco anche a Città della Pieve in quel 1964 e tante cose interessanti sulle pagine di Pieve Nostra. L’estate e soprattutto il Ferragosto pievese comincia ad assumere anche se molto embrionalmente quelle caratteristiche che ne faranno alcuni decenni più tardi il periodo di maggiori iniziative e di maggiore affluenza turistica. C’è un curioso “inserto” lo “Strapievese”curato da Ernesto Ciarapica che poi vivacizzerà altri numeri di Pieve Nostra con il suo confronto dialettico con Mario Mazza a proposito di turismo, ferragosto e nascenti iniziative rieducative dei terzieri.

Sempre di Ernesto Ciarapica c’è un interessante articolo su Pietro Saracini, l’artigiano- artista del ferro che è ancora poco conosciuto e apprezzato per il suo valore. E c’è una notizia che mi ha colpito. In quel periodo Pietro Saracini stava scolpendo il volto di Sophia Loren. Niente male, come soggetto e come sfida artistica. Un solo rammarico, non averla mai vista. Che sia possibile, anche attraverso queste pagine ritrovarlo?

Come abbiamo anticipato in un articolo specifico dedicato all’argomento, c’è in questo numero di Pieve Nostra l’articolo in cui don Uberto Volpi dichiara apertamente e continuamente la sua idea sull’ipogeo etrusco che sarebbe stato violato e poi quasi interrato poche curve sotto la vecchia strada di Ponticelli. Noi abbiamo fatto qualche domanda agli interlocutori di oggi. Se non ci saranno risposte, tra non molto torneremo alla carica.

Poi nella seconda parte dell’anno ci sono le elezioni amministrative, per il Comune e per la Provincia. Vince il PCI, che fa una giunta monocolore, senza il PSI che aveva chiesto determinate responsabilità. Ma il passaggio storico è l’inizio dell'”era Serafini”. Marino Serafini, che era presente già nella precedente amministrazione con Bombagli, diventa sindaco per la prima volta. Lo sarà ancora altre due volte fino al 1980. Mario Barzanti è il vice sindaco, ma lo sarà per poco. Entrano in giunta figure che rimarranno sulla scena politica pievese per tutti gli anni sessanta e settanta, come Piero Fallarino e Fosmeo Imbroglini. In quel 1964 si presenta per la prima volta una lista civica, guidata da Ugo Cesaroni, ma promossa da Vincenzo Mazzuoli. Non avrà molto successo e per qualche decennio di liste civiche a Città della Pieve, non se ne sentirà più parlare. Fino al 1999. Quando guarda caso una lista civica verrà promossa da una Associazione di cittadini chiamata “Pieve Nostra”. Ma questa è tutta un’altra storia. Anche se a distanza di quasi venti anni ormai anche quella è storia.

(g.f) 

corrierepievese@gmail.com

 

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