“Patto di Chiusi”. Istituzioni e cittadini “Non siamo serie B. Vogliamo trasporti ferroviari e stradali veloci”

by redazione

Non c’era, come invece era stato  annunciato, Giani. Non c’era la Proietti. Non si è parlato delle responsabilità politiche precedenti nazionali e locali. Sonnini introducendo ha detto “  Non parleremo di stazione Media Etruria, non parleremo di scalo merci.  Parleremo solo di servizi sulle stazione intermedie.”

Come premessa potrebbe sembrare l’inizio di un flop clamoroso. Invece così non è stato. E’ stata una mattinata quella di sabato 7 marzo molto interessante, che potrebbe, e sottolineo il condizionale, diventare importante.

Intanto perché, pur nell’assenza dei due presidenti, c’erano tutti. Insieme ai due sindaci benemeriti promotori dell’iniziativa, Sonnini di Chiusi e Burico di Castiglione del Lago, c’erano i due assessori competenti, Boni per la Toscana e De Rebotti per l’Umbria. C’era a regolare il dibattuto Chiara Lanari, per due legislature vice sindaco del Comune di Chiusi e  e nello staff del Presidente Giani,dalla scorsa legislatura.   C’era la presidente della provincia di Siena e sindaco di San Casciano, Carletti.  C’erano i sindaci di tutti i maggiori comuni interessati. Sia umbri che toscani. C’era la Tardani di Orvieto, la Torelli di Chianciano, Risini di Città della Pieve, Cherubini di Panicale, il sindaco di Paciano Dini, il sindaco di Sinalunga Zacchei, Volpini sindaco di Abbadia San Salvatore, il sindaco di Fabro Barbanera, quello di Ficulle Maravalle,  l’assessora di Cortona, Spensierati.  C’era il capogruppo PD della regione Umbria, Betti, il senatore toscano Franceschelli. C’erano diversi esponenti politici locali,umbri e toscani. C’erano tanti semplici cittadini.

C’era il rettore dell’Università di Siena Roberto di Pietra. C’era il Presidente di Federalberghi Toscana il chiancianese Barbetti.

C’erano i Comitati dei pendolari. C’era Opzione zero. C’era la stampa locale, con in prima fila i due giornali che in questi anni hanno mantenuto il mirino e la luce accesa puntati su questi problemi e sul colpevole lungo sonno della politica, nazionale e locale, Prima Pagina di Marco Lorenzoni e Corriere Pievese di Gianni Fanfano. Ora sembrerebbe che quella locale si sia svegliata, resta da svegliare quella nazionale. Cosa non semplice.

Sonnini nell’introduzione, di cui pubblichiamo  le slides in un articolo specifico, ha fatto un lavoro di contesto veramente completo. Ha fatto il quadro della situazione attuale, assolutamente insostenibile ed ha indicato alcune prime risposte immediate ed altre di prospettiva.

Burico, ha fatto una affermazione , non nuova per lui, ma importante. “Parlare di Chiusi è parlare di Perugia”. Se magari ce lo venisse a dire qualche amministratore del Comune di Perugia, sarebbe ancora più importante.

Barbetti ha ricordato i 2,2 milioni di presenze annue della zona senese, la metà di tutta la provincia. Ha ricordato anche  l’accesso strategico per il grande turismo rappresentato dagli aeroporti.

Il rettore dell’Università di Siena ha detto che  Siena universitaria chiede collegamenti veloci e parità di opportunità con le altre università a cominciare da Firenze, Pisa e Perugia.

L’assessore toscano Boni ha condiviso in pieno l’intervento di De Rebotti, sottolineando gli obbiettivi immediati e quelli a medio termine.

Le conclusioni, di fatto,  sono state tirate dall’assessore regionale umbro De Rebotti. De Rebotti in primo luogo ha ricordato a tutti l’origine del problema, la prevalenza cioè da tempo, del trasporto a mercato rispetto a quello definibile come servizio pubblico. Ha anche aggiunto che gli interlocutori per quanto riguarda il problema dei diritti non possono essere le aziende , ma in questo caso sono la proprietà delle aziende, cioè il Ministero, cioè il governo. L’assessore umbro ha detto chiaramente che se non si ottiene un “riequilibrio” fra questi due obbiettivi, fra queste due diverse tipologie di trasporto,  i nostri problemi non avranno soluzione, tanto più che si è annunciato un prossimo ingresso nella linea Direttissima di 18 treni francesi da fine anno.

De Rebotti ha anche allargato il campo delle regioni da coinvolgere al Lazio ed alle Marche, per ragioni territoriali e per aumentare il potere contrattuale. Ribadendo che occorre recuperare, o meglio, dotarsi di un nuovo protagonista della vicenda politica nazionale, cioè “l’Italia Centrale”. Per interrompere una traiettoria negativa  che riguarda anche altri temi.

Importante che De Rebotti abbia anche ricordato, come avevano già fatto Cherubini e Gliatta l’importanza del collegamento Perugia Chiusi cui ha aggiunto l’aeroporto di San’Egidio. Un collegamento che Gliatta ha chiamato con il nome giusto: “Una superstrada”. De Rebotti ha parlato anche del tema sottinteso da tutti. Dicendo “attenzione non usciamo dalla partita “Stazione Medietruria”. Può sempre servire stare in partita. L’assessore umbro, infine, ha indicato il primo passaggio ed il primo impegno concreto.

Un Tavolo Tecnco-Politico con Regioni, Comuni, Associazioni e poi il confronto con le Aziende, si certo, ma alla presenza del Ministero. “Così conosceremo anche cosa ne pensa Salvini” questo lo aggiungo io.

Dunque,  anche se di treni delle opportunità perse e di anni persi ne sono passati tanti, quasi quanto i Frecciarossa giornalieri, qualcosa si è mosso e qualcosa si può muovere. A noi non resta che attendere, vigilando, intervenendo, come giornali locali e come cittadini. Come abbiamo sempre fatto. Come faremo.

Gianni Fanfano

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