Il “Patto di Paciano”. Un patto fra cittadini per denunciare l’emergenza sanità della zona.

by redazione

Nello stesso giorno  in cui a Chiusi, istituzioni e cittadini hanno scritto una sorta di  primo patto per chiedere ed argomentare, a chi ha il potere,  trasporti ferroviari e stradali uguali al resto d’Italia per i nostri comuni e per tutta la nostra Italia di Mezzo, poche ora dopo a Paciano, presso Palazzo Baldeschi, promossa dall’ Associazione Salute Pubblica si è tenuta una affollata riunione sul tema dell’emergenza sanitaria nella zona.

In questo caso, a parte il padrone di casa, il sindaco Dini, le grandi assenti sono state proprio le Istituzioni, cioè coloro che hanno i poteri di intervento. Assente la Presidente Proietti che inizialmente aveva garantito la sua partecipazione. Assenti anche gli altri sindaci ed dirigenti sanitari. Tutti invitati.

L’assemblea è stato comunque numerosa e qualificata. Il messaggio forte ed inequivocabile. “Così non si può continuare.” Lo ha detto Vasco Caiarelli nella sua introduzione. Lo ha hanno detto nei loro interventi le consigliere comunali di opposizione Lucia Fatichenti e  Ida Calzini, rispettivamente di Città della Pieve e di Panicale. Lo hanno detto i due esponenti del Comitato Articolo 32, Elda Cannarsa e Fabio Costantini. Della necessità di intervenire sulle liste di attesa dei servizi sociali e della Case Protette ha parlato il responsabile dei pensionati della CGIL, Giorgio Fioretto. Delle insufficienze e carenze presenti hanno parlato alcuni medici presenti. Bottini nelle conclusioni ha ricordato la necessità di adeguare le risorse per la sanità alle percentuali di PIL degli altri paesi europei e della  necessità di mantenere il primato della sanità pubblica.

Ma un coro unanime è stato anche quello che ha sottolineato la progressiva riduzione della sanità pubblica in questa zona ed in questo distretto,  con la scomparsa degli Ospedali di Città della Pieve, quella in corso dell’Ospedale di Castiglione del Lago, quella tentata del Cori di Passignano e le pressoché mancanza di servizi in quelle scatole vuote che sono le varie Case di Comunità presenti o inaugurate da poco. Territorio che resta unico nella regione per mancanza di Ospedali di primo livello ed a distanza siderale per disponibilità di posti letto , come del tutto insufficienti sono  i servizi di pronto soccorso. Senza dimenticare le gite in giro per l’Umbria alla ricerca delle visite specialistiche scomparse dai nostri servizi. Scomparse, si dice la dove si dovrebbe dare risposte,  per scarsi numeri o perché i medici non vengono. Ma cosa viene prima l’uovo o la gallina ? Perché gli scarsi numeri dipendono dalla mancanza o dalla qualità del servizio, i medici che non vengono può valere per i vecchi contratti non per quelli nuovi,  se fatti bene.

La riunione si è conclusa con l’impegno di redigere un documento da inviare a tutti: istituzioni, tecnici, forze sociali e politiche e con un impegno a rivedersi presto per verificare le risposte. (g.f)

Potrebbe interessarti