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Massimo Moratti a Tavernelle

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Venerdì 9 ottobre, dalle ore 15, giornata speciale per i colori gialloverdi per l’intitolazione dello stadio alla memoria del padre Angelo

Tutto pronto per l’arrivo di Massimo Moratti a Tavernelle. Dopodomani, venerdì 9 ottobre, a partire dalle ore 15, l’ex presidente ed attuale amministratore delegato Saras S.p.a., sarà ospite presso lo stadio comunale di Tavernelle, per la cerimonia di intitolazione dell’impianto sportivo al padre Angelo. Ad accompagnarlo saranno la sorella Bedy e il figlio Angelomaria e il responsabile del settore giovanile gialloverde Salvatore Bagni, autentico deus ex machina dell’iniziativa.

Una giornata storica e di festa, al di là della fede calcistica, per un viaggio nella memoria, dai tempi in cui Angelo Moratti arrivò da imprenditore a Tavernelle, e nel presente, con la presenza della famiglia Moratti a suggellare il nuovo corso in casa gialloverde con la costruzione dei nuovi spogliatoi e la volontà di investire sempre di più sul settore giovanile.

Nell’occasione verrà anche allestita una mostra fotografica per riportare alla memoria i trascorsi imprenditoriali e sportivi di Angelo Moratti a Tavernelle dove fondò la storica società di calcio Somintra.

Verrà anche  consegnato a Massimo Moratti il libro “Leggenda Gialloverde. Il Tavernelle delle origini tra Velox e Somintra” di Michele Marzoli che ripercorre il legame tra la famiglia Moratti e la Valnestore.

Ad allietare il pomeriggio un’esibizione di Pulcini e Piccoli Amici di Tavernelle, Chiusi, Madonna Alta e Pievese sul manto verde dello stadio di Tavernelle che, per l’occasione, verrà diviso in tanti piccoli campi, in un mosaico di giochi e colori con i bambini grandi protagonisti.

A seguire, alla presenza delle autorità sportive e istituzionali, guidate dal sindaco di Panicale Giulio Cherubini, la cerimonia di intitolazione dello stadio, fortemente voluta dai presidenti Mauro Antolini e Giulio Panfoli e da tutto il consiglio direttivo dell’Asd Tavernelle.

 

Programma
Ore 15: inizio torneo Pulcini e Piccoli Amici

Ore 15,45: arrivo Massimo Moratti a Tavernelle

Ore 17: taglio del nastro

Ore 17,30: presentazione dell’Asd Tavernelle

Cenni di storia

Angelo Moratti arriva a Tavernelle di Panicale (Perugia), nella valle del Nestore, a circa una decina di km dal lago Trasimeno, negli anni Trenta del Novecento lavorando come rappresentante di oli lubrificanti per veicoli. Con l’autarchia fascista l’importazione di prodotti petroliferi subisce una battuta d’arresto, così nel 1936 decide di acquistare una partecipazione della Società Mineraria del Trasimeno, società estrattiva di lignite (una forma di carbone naturale) concessionaria della miniera di Pietrafitta nel Comune di Piegaro. Nel 1942 ne diventa unico proprietario. In questo periodo soggiorna a Tavernelle ed iniziano le sue frequentazioni al locale campo sportivo.

Durante il conflitto bellico la miniera diventa il suo principale centro d’affari. Nello stesso periodo si avvicina al calcio. Per distendere il clima di guerra organizza nel 1943 una squadra di calcio composta perlopiù da minatori e maestranze. L’11 luglio ottiene il suo primo successo sportivo. Blocca sul pareggio la corazzata Turrita Mugnano che schiera ex atleti professionisti e rifugiati di guerra tra cui il magiaro Ferenc Hirzer, ex centravanti della nazionale ungherese e della Juventus, che prima dell’incontro avverte: “Segneremo non meno di dieci reti!”. Sotto di tre gol, i minatori di Moratti riescono a pareggiare 3-3. Quel giorno un giovane tifoso dell’Inter, il milanese Angelo Moratti, era riuscito ad imbrigliare l’ex leader juventino Ferenc Hirzer, pupillo di Edoardo Agnelli e idolo del figlio Gianni. E lo aveva fatto in un modesto campo di periferia, nella provincia di Perugia, distante anni luce dai riflettori dei grandi templi del calcio.

Negli anni di guerra Moratti, con la collaborazione del ragioniere Pantaleone Poggio, porta la piena occupazione in miniera e dopo la caduta di Mussolini e della rottura dell’alleanza con il Nazismo,  evita a molti lavoratori della zona la deportazione in Germania, gonfiando fittiziamente i numeri della manodopera occupata in miniera. Al passaggio del fronte i tedeschi in ritirata sabotano la centrale termoelettrica provocando gravissime perdite economiche alla Società Mineraria. Nel 1945 Moratti riesce ad evitare l’esproprio delle miniere da parte dei lavoratori, offrendo nuovi posti di lavoro. Costruisce una fornace di mattoni ed una vetreria. Nel 1946 mette in piedi una vera società di calcio, la Somintra, acronimo di Società Mineraria del Trasimeno, che iscrive al torneo di Prima Divisione regionale con il proposito di centrare la serie C. Realizza un nuovo stadio e ingaggia il tecnico Peppino Italiani, ex capitano del Perugia.

Le divise, a strisce verticali nero e azzurre, vengono confezionate su ordinazione di Moratti dalla sartoria di Milano che rifornisce l’Inter. Suo pupillo è Gino Mosconi, con esperienze in serie C e nella Seconda divisione francese. La squadra è composta da Tippolotti (portiere), Ricci, Pastorelli, Cabras, Versiglioni, Cacciamani, Formica, Gargaglia, Segatori, Gallastroni I, Gallastroni II, Mosconi e Bartocci (secondo portiere). “Olio, petrolio, benzina minerale, per batter la Somintra ci vuol la Nazionale” cantano i tifosi allo stadio. La Somintra vince il campionato, ma perde gli spareggi per la promozione in serie C. Il sogno sfuma ad Orvieto. I neroazzurri perdono 3-2 contro l’Orvietana, allenata dal meneghino Carlo Cevenini, ex ala di Milan e Inter che schiera tra i pali Gigi Conti, futuro portiere della Lazio. Nel 1947 Moratti investe in Sicilia e lascia – temporaneamente – il calcio. Promette anche la costruzione di una moderna centrale termoelettrica, da realizzare grazie a un progetto innovativo, acquistato dalla Siemens. Il progetto presuppone un forte impegno finanziario che Moratti non può affrontare con le sue sole forze. E’ costretto a cercare investitori e, finalmente, entra in società con l’ingegner Carlo Pesenti, dell’Italcementi di Bergamo. La Moratti-Pesenti riesce nell’intento solo nel 1958, quando la centrale di Pietrafitta entra in funzione. La nuova centrale rifornisce di luce la città di Roma. Contestualmente crea un villaggio destinato ai propri dipendenti nell’abitato di Tavernelle. Nel 1963 il complesso industriale viene ceduto ad ENEL, Ente Nazionale per l’energia Elettrica, con il quale vengono nazionalizzate tutte le aziende private che nelle regioni d’Italia gestiscono la distribuzione dell’energia elettrica.

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