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La scommessa di domenica

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23 05 014 La scommessa di domenica

Per che cosa si vota davvero domenica prossima? I comuni hanno da tempo meno risorse e anche meno competenze. Su alcuni problemi, come quello del lavoro e della vita delle imprese, non possono fare molto. Ma il Comune resta il primo attore dello Stato, il primo riferimento del cittadino, il primo strumento che la comunità può usare per costruire il proprio sistema dei servizi principali, per vivere insieme, per organizzare un’idea di presente e di futuro condiviso. Oggi è senz’ altro il primo mattone su cui provare a ricostruire un nuovo Stato, riconosciuto come tale, dai più.

 

E’ questo il senso profondo del voto di domenica! Cosa possiamo fare nel nostro piccolo per pensare ed operare un po’ più in grande? Che modello di città , di democrazia, di società locale possiamo costruire? Come rendere più efficienti ed efficaci i servizi? Come stimolare l’economia? Come fare di cultura, e quindi anche di turismo, il nostro” core business” e la nostra specializzazione? E dentro quale realtà  territoriale più ampia e con maggior potere contrattuale?

 

Abbiamo ospitato, nel Corriere Pievese, in queste settimane il punto di vista di tutti i contendenti, di tutti i candidati sindaci, di diversi candidati consiglieri, di pievesi comuni, in modo che i nostri lettori   potessero formarsi una loro autonoma opinione, assolvendo, in questo caso, da privati cittadini, al ruolo civico che ci siamo dati. Non ruolo pubblico, perché quello spetta alla Rai, ai giornali ed ai mezzi di informazione pagati dai contribuenti. Tutto questo per dire che non abbiamo però affittato il nostro cervello e abbiamo conservato la libertà  di avere le nostre idee ed il gusto di esprimerle.

 

Ed io una mia idea personale ce l’ho. E anche abbastanza chiara. Io voterò perchè a Città  della Pieve si provi a cambiare. Si provi a fare un cambiamento di sostanza, di persone, di contenuti e di metodi. Parola grossa, ma perché no, di “classe dirigente”. Voterò perché a Città  della Pieve si provi a realizzare un progetto di paese competitivo, affinché, con tutte le componenti sociali, si realizzi una sorta di banca dei progetti che dovrebbe essere un autentico capitale sociale ed economico con il quale investire per il futuro nostro e di chi verrà  dopo di noi.

 

Con questo spirito ho osservato questa campagna elettorale. Apprezzando l’impegno di tutti in questa palestra, poco frequentata e poco fatta frequentare, in passato, della democrazia. Che si dovrà continuare a tenere aperta ed in funzione, nell’interesse di tutti, magari facendo esercizi meno propagandistici e più di sostanza.</br></br>

 

Con questo spirito continuerò a dare il mio contributo da cittadino a chiunque sarà il sindaco della nostra Pieve il 26 maggio, continuando a rompere le scatole, soprattutto nei campi di mio interesse e professionalità. Ma intanto intendo fare una scommessa. </br></br>

 

La mia scommessa di domenica sarà quella di stare insieme ai tanti che, a marzo, hanno dato la spallata per vincere una partita decisiva per il cambiamento. Quello vero. Quella delle primarie del centro sinistra. Quella partita giocata nel cuore della storia pievese. Dove vedo le maggiori possibilità di ottenere risultati concreti. E che oggi sostengono Fausto Scricciolo.

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