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La “Fornace della Memoria” e lo Stemma di Città della Pieve

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A metà dicembre sarà presentato a tutti i cittadini interessati il progetto di costituzione della Associazione/Fondazione “La Fornace della Memoria” che avrà come scopo principale quello di incrementare, qualificare e valorizzare la ricerca storica sulla nostra città.

Per iniziare la presentazione dell’iniziativa abbiamo scelto un argomento diciamo basilare, lo stemma cittadino. Il testo è tratto da uno scritto di Valerio Bittarello del 2001.

Come riferisce il Canuti (“Nella Patria del Perugino”- Note d’Arte e di Storia su Città della Pieve, Città di castello, 1926, pp 63-64) lo stemma di Città della Pieve “raffigura una rocca turrita in campo azzurro sotto la quale due biscioni affrontati ripiegano le code all’insù, quasi all’altezza della torre; in capo, una banda d’oro doppio merlata, accostata da sei stelle d’oro a otto punte”. Sicuramente in origine, lo stemma era costituito dalla sola rocca in ovvio riferimento all’antica denominazione di Città della Pieve : Castel della Pieve.

Che nel Medioevo lo stemma fosse composto solamente da una rocca turrita è testimoniato dagli stemmi in pietra che si trovano nello sperone della Torre Civica, nella facciata del Palazzo dei Priori, nella facciata di Sant’Agostino.

Un altro stemma, in pietra serena, situato nella facciata del Palazzo dei Priori e databile al secolo XV, evidenzia poi l’aggiunta di due biscioni affrontati. Il Canuti afferma che si tratta dei serpenti viscontei in omaggio alla Lega della Libertà del 1375, alla quale Castel della Pieve partecipò contro il Papa, alleandosi con i Visconti di Milano. Ma questo non è certo, in quanto i serpenti viscontei hanno altra forma. Comunque i biscioni affrontati non dovettero costituire parte essenziale dello stemma, come si vede nella tavola del Perugino situata nell’abside della Cattedrale, firmata e datata 1514. Infatti i protettori di Castel della Pieve, Gervasio e Protasio, sostengono degli orifiammi in cui è raffigurata la sola rocca in campo rosso. Che fosse questo il colore del campo dello stemma invece dell’azzurro riferito dal Canuti? Anche questo non è certo. E’ probabile pertanto che il Perugino abbia usato il rosso per evidenziare gli orifiammi che si stagliano sul cielo azzurro.

Con l’elevazione di Castel della Pieve a Città e a sede di Diocesi per volere di Clemente VIII Aldobrandini con la bolla “In Supereminenti” del 25 settembre 1600, si definisce lo stemma cittadino aggiungendo sopra la rocca quello gentilizio degli Aldobrandini: banda d’oro doppiomerlata accostata da sei stelle d’oro a otto punte.”

 

 

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