GESTIONE RIFIUTI. “OSSICHÉ? RITORNO AL PASSATO?”UN APPROFONDIMENTO DI SEBASTIANO BALLONE
Se gli impianti hanno bisogno di rifiuti, che fine fa l’economia circolare?
C’è una parola che negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere: economia circolare. Produrre meno rifiuti, riutilizzare, recuperare, riciclare. Fare in modo, insomma, che ciò che resta da smaltire sia sempre meno. Poi arriva l’ossicombustione.
Tecnologia innovativa? Certamente. E proprio per questo da conoscere e valutare senza pregiudizi. Ma innovazione non significa smettere di fare domande. Anzi. Anche perché parliamo di una tecnologia sulla quale, proprio per il carattere innovativo e per l’applicazione prevista su scala industriale, non mancano posizioni differenti e richiami alla prudenza.
Il progetto previsto a Peccioli, in provincia di Pisa, nel territorio della Valdera, nell’area di Legoli dove da anni opera il polo di gestione dei rifiuti, ne pone una che, a mio avviso, viene prima di molte altre: se vogliamo produrre sempre meno rifiuti, come si concilia questo obiettivo con impianti che per funzionare hanno bisogno di rifiuti?
Non mi interessa dividere il campo tra favorevoli e contrari, né credo che un tema così complesso possa essere liquidato con un semplice sì o no. Mi interessa capire. La documentazione della Regione Toscana parla, per il progetto di Peccioli, di una capacità massima richiesta di 177 mila tonnellate l’anno di rifiuti solidi, oltre ai percolati, e indica come bacino di provenienza l’ATO Toscana Costa. Numeri importanti.
Interessante è anche ciò che è accaduto sul piano politico. La Giunta regionale toscana ha dato il via libera al progetto, ma non senza distinguo. Alessandra Nardini, assessora regionale del Partito Democratico ed espressione proprio del territorio pisano, era assente al momento del voto. Alberto Lenzi di Alleanza Verdi e Sinistra ha votato contro, mentre l’assessore all’Ambiente David Barontini del Movimento 5 Stelle ha espresso voto favorevole pur ribadendo le perplessità già manifestate sulla tecnologia e spiegando di considerare il proprio voto una presa d’atto della conclusione dell’iter amministrativo.
Un voto contrario, un’assenza che non può essere trasformata in un voto né interpretata oltre i fatti, e un sì accompagnato da perplessità. Una fotografia politica quantomeno interessante attorno a una tecnologia sulla quale, evidentemente, il confronto non può dirsi concluso. E allora viene spontanea un’altra domanda: quando una scelta è destinata a incidere per decenni sulla gestione dei rifiuti, dove finisce l’atto amministrativo e dove comincia la scelta politica?
Proviamo allora a rovesciare il ragionamento. Se la raccolta differenziata aumenta, se recuperiamo sempre più materia e se davvero riusciremo a ridurre il rifiuto residuo – come diciamo di voler fare – quei rifiuti continueranno ad esserci, negli anni, nelle quantità necessarie ad alimentare gli impianti? E se un giorno non dovessero bastare?
Non è una domanda campata in aria. Basta spostarsi dalla Toscana alla Puglia, nell’area industriale tra Bari e Modugno. Anche qui il progetto NEWO, basato sull’ossicombustione, ha prodotto negli anni un confronto tutt’altro che lineare: da una parte un articolato iter autorizzativo regionale, dall’altra l’opposizione dei Comuni di Bari e Modugno. Nel dibattito istituzionale è entrata anche la questione della provenienza dei rifiuti destinati all’impianto.
Toscana e Puglia sono realtà diverse e sarebbe sbagliato sovrapporle. Ma entrambe ci ricordano una cosa: quando si parla di rifiuti, la tecnologia non è mai soltanto tecnologia. È anche programmazione, territorio e scelta politica.
Qualcuno, giustamente, potrebbe chiedermi: e allora qual è l’alternativa? Le discariche? Certamente no. Ma proprio qui dovrebbe entrare in gioco l’economia circolare: prevenire, riutilizzare, recuperare materia, riciclare e lasciare allo smaltimento finale ciò che davvero non può avere altra destinazione. Altrimenti rischiamo un paradosso piuttosto curioso: lavoriamo per produrre meno rifiuti e contemporaneamente investiamo in impianti che hanno bisogno di rifiuti per funzionare.
E allora, birboni? No. Sarebbe troppo facile, oltre che sbagliato. L’innovazione tecnologica è necessaria e può essere parte della soluzione. Ma prima di innamorarci di una tecnologia dovremmo forse chiederci quale modello vogliamo costruire intorno ad essa. Quanti rifiuti serviranno? Quanti ne produrremo fra dieci o vent’anni? Da dove arriveranno? E soprattutto: un impianto nato per risolvere il problema dei rifiuti potrebbe un giorno avere bisogno che quei rifiuti continuino ad esistere?
Sono domande, forse anche scomode. Ma in un tempo nel quale sembrano esserci molte risposte già pronte e sempre meno voglia di porre domande, credo valga ancora la pena farsele. Perché la vera questione, alla fine, è una sola: stiamo davvero andando verso un’economia sempre più circolare oppure rischiamo di tornare, sotto altre forme e con tecnologie più moderne, a un’economia lineare nella quale il rifiuto torna ad essere una risorsa necessaria al funzionamento del sistema?
Non ho la pretesa di avere la risposta. Ma credo che, prima di scegliere tra favorevoli e contrari, sarebbe utile almeno porsi la domanda.
Poi, come sempre, dalle parole ai fatti.
Sebastiano Ballone
FONTI DA CONSULTARE
Toscana – progetto Peccioli-Legoli
- Regione Toscana – Scheda ufficiale PAUR Novatosc, Peccioli-Legoli
- Movimento 5 Stelle Toscana – dichiarazioni dell’assessore David Barontini
- la Repubblica – Firenze, 8 settembre 2026: voto della Giunta, assenza dell’assessora PD Alessandra Nardini e posizioni nella maggioranza
- Il Tirreno – 8 settembre 2026: confronto politico sull’ossicombustore e voto contrario di AVS
Puglia – il precedente NEWO Bari-Modugno
- Consiglio regionale della Puglia – Impianto NEWO Bari-Modugno
Rifiuti ed economia circolare
- ISPRA – Rapporto Rifiuti Urbani 2025
- Commissione europea – Economia circolare
FONTI DA CONSULTARE
Toscana – progetto Peccioli-Legoli
- Regione Toscana – Scheda ufficiale PAUR Novatosc, Peccioli-Legoli
https://www.regione.toscana.it/documents/d/guest/20-2-schedaweb-paur-novatosc_maggio2026-pdf
- Movimento 5 Stelle Toscana – dichiarazioni dell’assessore David Barontini
https://m5stoscana.it/comunicati/2026-09-07-634/
- la Repubblica – Firenze, 8 settembre 2026: voto della Giunta, assenza dell’assessora PD Alessandra Nardini e posizioni nella maggioranza
https://firenze.repubblica.it/cronaca/2026/09/08/news/regione_toscana_spaccatura_campo_largo_ossicombustore_peccioli-425572244/
- Il Tirreno – 8 settembre 2026: confronto politico sull’ossicombustore e voto contrario di AVS
https://www.iltirreno.it/toscana/2026/09/08/news/l-ossicombustore-di-peccioli-spacca-il-campo-largo-in-toscana-giani-la-grande-assente-e-la-giravolta-a-5-stelle-1.100915123
Puglia – il precedente NEWO Bari-Modugno
- Consiglio regionale della Puglia – Impianto NEWO Bari-Modugno
https://www.consiglio.puglia.it/-/impianto-ossicombustione-newo-nella-zona-industriale-tra-bari-e-modugno.-galante-valutare-nuovi-elementi-completamente-assenti-nell-aia-2018-
Rifiuti ed economia circolare
- ISPRA – Rapporto Rifiuti Urbani 2025
https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/rapporto-rifiuti-urbani-edizione-2025
- Commissione europea – Economia circolare
https://environment.ec.europa.eu/topics/circular-economy_en
