Home Rubriche Il punto di vista del direttore Sui tre anni del Corriere Pievese si può dire che….

Sui tre anni del Corriere Pievese si può dire che….

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Si può dire che ha tre anni ma non li dimostra, che ha tre anni ma, come si diceva dalle nostre parti, “ha già sviluppato”. Si possono dire tante altre cose belle e altre meno belle. E se volete farlo vi potete accomodare. Io intanto vi dico quello che è stato ed è per me.

“Che ne pensi di fare un giornale on line della Pieve?”. Tutto cominciò con una telefonata del genere. L’idea e quella telefonata furono di Fausto Scricciolo, attuale sindaco di Città della Pieve. .

Era reduce da un ottimo successo avuto con il sito web della Pievese calcio. Mi contattò perché pensava di chiamarlo “Pieve Nostra” come il giornale storico pievese, ed io ero stato l’ultimo ad utilizzare il nome depositandolo come logo di una lista civica che avevo presentato qui a Città della Pieve, per le elezioni comunali.  Mi chiese anche se mi interessava il progetto e se potevo occuparmi dell’impostazione e dell’architettura dei contenuti del giornale. Come si può vedere, accettai.

Fu subito un grande successo per la nostra realtà. E all’inizio parteciparono diverse persone e realtà, che poi hanno scelto di un fare cose loro. Credo che è stato il Corriere Pievese,  tre anni fa,  a fornire lo specchio delle Pieve ai pievesi. Il confronto politico si può dire che non esisteva, venuti meno manifesti e assemblee, ma anche le associazioni, singole personalità, eventi hanno cominciato a parlare ad una platea ampia con il Corriere Pievese.

Poi a marzo del 2014 quando il mio “socio”, Fausto Scriccciolo, su richiesta di una parte del Pd, iniziò il suo impegno in politica e si candidò prima alle primarie e poi alle elezioni comunali, quella prima vita del giornale terminò. Lui uscì da tutto ed io continuai ma cambiando “mission e target”, direbbero gli esperti.

A Fausto Scricciolo la passione per i giornali on line e la comunicazione credo che sia restata, tanto che oggi il Comune pubblica un periodico on line molto simile al primo Corriere Pievese e non solo, tanto che abbiamo avuto anche serie divergenze su questioni relative alla comunicazione.

A primavera del 2014 , Cambiammo testata, format e procedure di accesso, anche per difenderci da fastidiosi attacchi di hacker che ci avevano presi di mira. Decidemmo, anche,  di iscriverci al registro del tribunale come vero e proprio giornale. Perché il sogno, nemmeno tanto nel cassetto,  è quello di diventare anche un piccolo soggetto economico.

Oggi ci collochiamo a metà della classifica dei giornali on line della zona, Perugia e Valdichiana compresi,  per lettori, pagine lette, contatti e interazioni.

Da quel marzo 2014  il giornale ha avuto l’impronta che le ho dato io e alcuni giovani collaboratori che si occupano degli eventi, della pubblicità e di alcune rubriche.

Il Corriere Pievese era già una specie di “autobiografia quotidiana” della Pieve, dove ogni giorno si scriveva la sua storia, con tutti i protagonisti delle associazioni di volontariato, delle forze politiche, dello sport, delle aziende più rilevanti e della cultura. Quello è stato il filo conduttore fondamentale di questo giornale. Questa continuerà ad essere la sua terra, il suo humus, il suo “core business”.   Abbiamo aperto le nostre pagine a tutti. Abbiamo pubblicato, sempre,  tutto quello che ci è stato inviato. La soddisfazione più grande è stata quella di vedere letture record che riguardavano semplici uomini e donne, nostri compaesani. Abbiamo cercato di tenere insieme storia, radici  e futuro. Abbiamo anche detto le nostre idee, ma quello è nella normalità e comunque in misura molto equilibrata. Ho censurato un solo articolo, scritto, quando si occupava di politica , dall’amico Lorenzo berna. L’aveva sparata troppo grossa.

Ma la novità, la scelta  fondamentale, la scommessa attuale, di cui mi assumo tutta la responsabilità, è stata ed è quella di diventare un giornale di area, che parlasse di questa terra di confine fra Umbria e Toscana, che contribuisse a darle una identità unitaria. Che la facesse conoscere anche al suo interno,  tra un colle e l’altro, tra un campanile e l’altro , tra un confine e l’altro. Che ogni tanto raccontasse anche di quello che succede a Perugia o a Siena o Firenze, per svelare qualche retroscena dei posti di comando, come abbiamo fatto di recente per l’aeroporto di sant’Egidio o la crisi della Giunta Regionale. Per interloquire con questi poteri, per renderli meno forti e meno lontani.

Il futuro di questi nostri piccoli centri non si giocherà dentro le proprie mura, ma in campo aperto, piaccia o no,  nella capacità di fare rete e di competere con aree territoriali più vaste, che, o già lo sono, o si stanno attrezzando per esserlo..

Abbiamo la ventura di vivere in un’ area periferica ma anche  splendida. Lo dicono in tanti. Ricca di storia, di cultura, di arte, di bellezza paesaggistica e ambientale. Ancora non la apprezziamo del tutto nemmeno noi. Ma è una risorsa immensa. La nostra materia prima, la nostra specializzazione difficilmente riproducibile in Cina o a tre euro all’ora di costo del lavoro.

Con il Corriere Pievese vorremmo dare una mano in questa partita. Ammesso e non concesso che riusciamo, con i tempi stretti che corrono, ad iscriverci al campionato

Gianni Fanfano

 

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