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Pieve Nostra 1963: Bartolini presidente, il Pievese lontano, Serafini si presenta, rinasce il CSI

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Questa seconda parte del 1963 è caratterizzata, e non poteva essere altrimenti, dalle manifestazioni agostane dell’Associazione turistica e dalla “Giornata del Pievese Lontano”, la creatura dell’associazione che quell’anno fa il passo decisivo e che abbiamo citato più volte come la culla vera e propria dei nascenti Terzieri. Alla Presidenza della Turistica arriva in quel 1963 Domenico Bartolini, una figura storica di Città della Pieve, sia come medico che come animatore di diverse associazioni. Voglio segnalare in questa occasione, anche perché sono ricorrenti nelle pagine di questo giornale che ripubblichiamo i suoi articoli o le sue lettere, una persona che è stata sottovalutata e tenuta in ombra nelle ricostruzioni anche storiche del turismo, della cultura e dei terzieri a Città della Pieve. Mi riferisco ad Ernesto Ciarapica che si è sempre battuto perché i pievesi uscissero daal loro torpore atavico e si organizzassero con iniziative adeguate ai tempi. In uno di questi articoli Ciarapica prefigura proprio la sfida fra i Terzieri che arriverà soltanto dieci anni dopo.

Altro personaggio che compare ufficialmente i queste colonne è Marino Serafini, che pubblica un articolo di forte taglio politico rifacendosi alla discussione i atto in quel periodo ed in quegli anni sul “Piano di Sviluppo Regionale” che negli ambiento politici umbri stava configurando gli embrioni della futura regione. Serafini faceva già parte della Giunta Bombagli come assessore e di lì a poco ( nel 1964 ) sarebbe diventato sindaco. 

Du ultime segnalazioni. La prima riguarda un lavoro nel campo dell’edilizia. In via Viannucci si ricostruisce il palazzo che era stato abbattuto dai tedeschi durante il passaggio del fronte. E’ quello dove oggi c’è il negozio di “Severon”. Si può dire che a soltanto a distanza di venti anni, la nostra cittadina chiude definitivamente i conti con la guerra. L’altra notizia è marginale, in fondo ad una delle ultime pagine, ma di grande importanza storica. Tra la fine degli anni ’50 e gli inizi degli anni ’60 il calcio era scomparso da Città della Pieve. Una grande tradizione che soltanto qualche anno prima aveva visto due squadre presenti nelle massime categorie si era ridotta a vedere i suoi calciatori giocare a Villastrada. Bene nel 1963 si ricostituisce per opera di don Augusto Panzanelli il CSI a Città della Pieve, dove era già stato attivo nei primi anni ’50. Sulle basi del CSI alcuni  anni più tardi ripartirà anche la Pievese come società. 

(g.f)

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