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Macroregione: cosa ci guadagniamo? Forse nulla. Cosa ci perdiamo? Sicuramente nulla.

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Che l’Italia debba cambiare è fuori discussione. Molto più velocemente di quanto faccia. Lo Stato e la Pubblica Amministrazione sono un punto di debolezza. Come democrazia e come efficienza del sistema paese.

Le Regioni, previste dalla Costituzione, furono costituite solo negli anni ’70 del secolo scorso. Furono la risposta ad un forte movimento che chiedeva cambiamento, decentramento efficienza, controllo democratico, programmazione dl basso, semplificazione.

Dopo un controverso ed avversato tentativo iniziale prevalse sia a livello centrale che locale la burocrazia, l’irresponsabilità, le duplicazioni, la logica ministeriale moltiplicata per quante furono le regioni. Quelle a statuto speciale poi andarono praticamente fuori controllo.

Ora la crisi economica, accompagnata dalla perdita di credibilità. della politica, per un diffondersi patologico della corruzione proprio nelle regioni, impone scelte forzate a tutti. Per di più si è  sempre detto che l’Umbria era una regione  per modo di dire. Un quartiere di Roma, una regione attratta da quelle confinanti, una capitale Perugia, che mai nella storia è stata in grado o ha voluto svolgere questo ruolo.

Ci sono in molti che di fronte al progetto di ridurre i costi, semplificare, darsi delle dimensioni su scala europea e quindi di fronte alla proposta  di una “macroregione” che comprenda Toscana, Umbrai e Marche dicono cosa ci si guadagna. A cominciare da parti del Pd, insieme a tutta la destra.

Ecco, mi viene da rispondere che dipende dai punti di vista.

Prendiamone per esempio un punto di vista  che ci interessa molto, quello pievese, ma credo che non offenderemmo nessuno se lo estendessimo all’intera nostra zona sia umbra che toscana. Cosa ci guadagnerebbe Città della Pieve? Cosa ci guadagnerebbe questa zona? Forse niente. Ma fatevi anche questa domanda “cosa ci perderebbe? Dopo più di quaranta anni, di esperienza, mezzo secolo di vita e di storia , dopo un  paio di generazioni, possiamo dire che sicuramente non non ci perderemmo niente. Niente come quello che questa regione ci ha dato, Semmai ci ha soltanto tolto, con il concorso non di ignoti.

Per dirla con il vecchio  Marx, non abbiamo nulla da perdere se non le nostre catene!

Attendonsi smentite. Fatti alla mano.

(g.f)

corrierepievese@gmail.com

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