Home Argomenti Cronaca Diana Bacosi premiata a Città della Pieve.

Diana Bacosi premiata a Città della Pieve.

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Città della Pieve. Peccato per il tempo inclemente e per l’orario particolare, che non hanno fatto fare il tutto esaurito all’Avvaloranti. Perché la protagonista e la serata lo meritavano. Diana Bacosi nell’ora di colloquio che c’è stata ieri pomeriggio con l’iniziativa promossa dal Comune, non solo ci ha fatto capire di quale stoffa sia fatta la sua bravura sportiva , ma anche che è una bella persona a trecentosessanta gradi. Una bella persona come atleta, come sportiva, come donna, come cittadina.

Sul palcoscenico c’erano il Sindaco di Città della Pieve Fausto Scricciolo, il vice sindaco di Cetona Gianfranco Torroni, l’assessore alle politiche sociali Barbara Paggetti. Ad intervistarla l’addetta stampa del comune Sara Minciaroni.

La serata è stata introdotta dalla riproposizione del video della finale di Rio, quella che ha consegnato la medaglia d’oro olimpica alla cetonese/pievese, quella finale che ha visto ad agosto l’una contro l’altra due italiane, due grandi amiche, l’Esercito contro la Forestale, come ci ha scherzato su lei stessa. Lei e Chiara Cainero, olimpionica uscente.

Poi è cominciata la serie di domande cui hanno partecipato anche alcuni spettatori presenti.

Diana ha confessato che della finale e della semifinale ricorda solo dei flash, ma poco, perché in quei momenti è tale e tanta la concentrazione che lei pensa soltanto alla gara.

Ci ha raccontato poi brevemente la sua vita sportiva cominciata a 13 anni, dentro un ambiente familiare in cui la caccia, i cani e quindi il fucile erano pane quotidiano. Il padre, commosso e appartato, in sala, aveva un forno nella vicina Cetona, la madre è stata maestra elementare. Una famiglia che quindi aveva tutte le caratteristiche per essere al centro della vita cittadina come ha ricordato il vice sindaco cetonese nel suo saluto.

Le prime gare a Parrano e Terni e poi Diana che oggi ha 33 anni è entrata a 21 anni nell’Esercito, vincendo un regolare concorso e non come quelli per titoli che oggi facilitano l’accesso degli atleti. Ormai quasi tutti gli atleti appartengono a qualche arma e questo è fondamentale perché serve un gruppo sportivo forte ed organizzato che poi ti da in un certo senso la sensazione una famiglia allargata.

Diana ha anche raccontato che la molla per la preparazione e per la vittoria olimpica pensa che le sia venuta dal risultato disastroso che ha ottenuto nell’Europeo che ha preceduto le Olimpiadi. Ho pianto per un giorno, ha raccontato, poi è scattata la molla, non potevo essere io, non poteva essere quello il risultato ed il punto di arrivo di tante fatiche e di tanti sacrifici.

Lavoro e mi alleno da lunedì al sabato mattina, ha continuato nel suo raccontarsi, al pubblico presente attentissimo a queste “rivelazioni” della campionessa. Poi nel periodo invernale faccio una sosta, una disintossicazione di circa tre mesi e appendo il fucile al chiodo.

Così posso dedicarmi meglio a quello che è il fulcro della mia vita, cioè mio figlio, che ora ha sette anni, che è un mio grande tifoso ma che più che con il fucile si diverte con bombe e mitragliatrici giocattolo.

Ora alla ripresa dell’attività comincerò a pensate ai prossimi appuntamenti e in prospettiva alla prossima olimpiade che si terrà a Tokio. Pianificando come sempre tutte le giornate, con l’allenamento sportivo e con quello fisico ed atletico, pianificando il lavoro, lo sport e la vita di famiglia. Con un marito che è sottoufficiale dell’Esercito e quindi è particolarmente impegnato anche lui.

Nel suo saluto Il Sindaco Scricciolo ha voluto sottolineare come avendola sentita si conferma il suo pensiero che Diana sia la giusta testimone dello sport. L’assessore Barbara Paggetti ha voluto ricordare come a Città della Pieve, città del Palio dei Terzieri, sia attiva da tanto tempo una compagnia di arcieri che ha vinto diversi titoli italiani.

Mentre il vice sindaco di Cetona Torroni, ha voluto ricordare il parroco che subito dopo la vittoria di Diana andò di corsa a suonare le campane, ma che poi si offese perché i giornali nel riferire la notizia lo avevano descritto con la tonaca, tonaca che nessuno a Cetona ricorda di avergli visto addosso.

ARCHVIO DEL CORRIERE PIEVESE
6 NOVEMBRE 2016

 

 

 

 

 

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