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Intervista a Giacomo Chiodini «Subito meno rifiuti a Borgogiglione»

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Rassegna stampa. Dal Messaggero Umbria di Luca Benedetti. Meno rifiuti nella discarica di Borgogiglione e impianti di selezione di sub ambito per selezionare meglio e ridurre i costi di trasporto. Si muove il sindaco di Magione, Giacomo Chiodini (Pd). «Più differenziata e mini impianti per non ampliare Borgogiglione. Il nodo della discarica è tosto. E il sindaco di Magione ha nel suo portafoglio la proprietà del sito, che da una parte salva Perugia e dall’altra è sotto le lente d’ingrandimento degli ambientalisti, decide di aprire una nuova partita.

Chiodini, partiamo dai numeri. Quanti rifiuti ha accolto Borgoglionenel2015?

«Sono state 136mila tonnellate. Il trend è stabile da diversi anni».

Par di capire che per voi siano troppi anche se non è andata come il 2012 quando arrivarono anche i rifiuti di Foligno e Spoleto.

«Quella volta si raggiunse il record di 198 mila tonnellate, ma gli ultimi dati dicono che sono comunque tanti. Si rischia di esaurire la discarica troppo in fretta e di trovarsi poi senza soluzioni».

Quindi di ampliamento neanche a parlarne?

«Noi, parlo anche per il sindaco di Corciano Cristian Betti con cui sovente mi confronto sull’argomento, vorremmo scongiurare questa opzione. La discarica di Borgogiglione a oggi sta bene da un punto di vista chimico-biologico, ma un ampliamento potrebbe rompere questo equilibrio».

Però i maligni dicono che se la discarica si amplia, per Magione può essere un piccolo affare economico.

«In realtà si tratta di una discarica tra le più economiche del centro Italia. E questo in realtà è un problema. Perché più è economico lo smaltimento e più il sito tende a riempirsi velocemente: rendere più costoso lo sversamento è un modo per disincentivarlo. Inoltre il Comune di Magione sta riorientando il proprio bilancio per renderlo definitivamente autonomo dalla discarica. Un obiettivo che avverto come una missione di grande significato, etico e culturale prima ancora che politico-amministrativo. Lo scorso anno il Comune ha incassato circa 700mila euro, risorse vincolate a particolari voci di spesa legate all’ambiente. L’altra faccia della medaglia di questo incasso è che per prossimi decenni, anche dopo la chiusura, quella discarica dismessa continuerà a dover essere monitorata e gestita. Proprio per questo Tsa ha un fondo di ammortamento per la fase post-mortem del sito di diversi milioni di euro».

A proposito di Comuni vicini. Con Romizi, sindaco di Perugia, avete affrontato il tema della discarica?

«Sì, certamente. Con lui e con Betti che è anche presidente Auri. Sulla differenziata Perugia ha fatto molto, soprattutto nel centro storico, ma l’anello debole rimangono gli impianti di selezione della città. Ne andrebbero fatti di nuovi, anche alternativi a Ponte Rio e Pietramelina».

Sindaco, si spieghi meglio?

«Se ne possono realizzare di dimensioni ridotte. Penso all’utilizzo di qualche capannone nelle aree industriali, costituendo dei sub ambiti. Se ne potrebbe fare uno ogni 50 mila abitanti. Sarebbero evidenti i vantaggi economici sul fronte dei trasporti. Anche perché, a oggi, mettere mano a Pietramelina, sembra complicato».

Chiodini facciamo due numeri. Nell’Aio 2 quanti impianti mini di selezione servirebbero.

«Ne ipotizzo tre: nella zona del Trasimeno, nel Perugino e nel Perugino». Sindaco, quali sono i rapporti con Gesenu? Dentro Tsa avete giocato una partita pesante togliendo alla capogruppo la potestà di nomina dell’amministratore delegato.

«La cosa l’abbiamo fatta con largo anticipo sull’inchiesta che ha toccato Gesenu. La volontà è quella di rendere più autonoma Tsa. Di questa piccola azienda a maggioranza pubblica rivendichiamo una serie di risultati sul riuso dei rifiuti differenziati che non ha paragoni m Umbria: non basta differenziare, è importante la qualità del riuso di ciò che si differenzia».

E i rapporti con i Comitati? Quelli dell’Osservatorio Borgogiglione non scherzano mica.

«Si cerca sempre il dialogo. La posizione è distante su un punto dirimente: L’Osservatorio vorrebbe chiudere la discarica domani mattina se possibile, mettendo in crisi il sistema umbro dei rifiuti. Ai sindaci e alla Regione compete invece la responsabilità di far funzionare il sistema in maniera corretta ed efficiente. Per fare questo la discarica di Borgogiglione è imprescindibile. La sua sopravvivenza, fino al naturale esaurimento degli spazi, si garantisce però solo con i ritmi di conferimento ridotti rispetto a ora: messaggio che deve essere recepito da tutta la comunità umbra. Borgogiglione è un sito che è collocato in una valle semidisabitata, con parametri ambientali che non destano particolare preoccupazione, come dimostrano i sistematici controlli. Un impianto, come dicevo, che rischia di esaurirsi troppo velocemente. È necessario quindi ridurre i quantitativi apportati sin da subito. La svolta della Regione sulla raccolta differenziata è giustissima e va in questa direzione, ma i risultati tardano a venire».

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