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Gepafin, le ragioni di una scelta

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L’attenzione, per Gepafin, da parte del Corriere Pievese, nasce dal fatto che Gepafin, pur nelle ridotte dimensioni di cui parla Santucci, è stata e al momento resta l’unica realtà riconducibile all’Ente Regione, in grado di interloquire e intervenire rispetto a problemi e alle prospettive delle imprese umbre.

Rassegna Stampa dal Corriere dell’Umbria di Salvatore Santucci 

Gepafin Spa, la Società finanziaria partecipata dalla Regione Umbria e dalle banche operanti in Umbria, è una società di piccole dimensioni, 20 addetti, ma che ha un peso significativo nel nostro territorio. Infatti, solo nell’ultimo triennio, ha effettuato interventi di garanzia e partecipazione per circa 100 milioni di euro a favore di 850 imprese, attivando investimenti per 200 milioni. Nelle imprese in cui Gepafin ha attivato interventi lavora un’importante quota di dipendenti del settore privato della nostra regione.

Recentemente Gepafm ha acquisito una importante partecipazione in SICI (Sviluppo Imprese Centro Italia) SGR per la promozione e gestione di Fondi d’Investimento nel capitale di rischio di piccole e medie imprese. Inoltre, Gepafin è capofila del pool dei consorzi fidi della nostra regione per la gestione in ATI delle risorse della programmazione regionale a valere sui fondi comunitari. In tale azione Gepafin ha combinato l’utilizzo di risorse pubbliche con quelle private delle banche realizzando un rilevante processo moltiplicativo. Gepafin è stata a fianco di tutte le tré quotazioni realizzate da PMI umbre nel mercato AIM della Borsa di Milano, e ha partecipato attivamente alla costituzione del Fondo immobiliare ASCI (Abitare Sostenibile Centro Italia) che, tramite risorse apportate da Cassa Depositi e Prestiti ed altri investitori istituzionali, per complessivi 130 milioni di euro, consentirà la realizzazione nella nostra Regione di 700 alloggi in social housing.

L’attività di Gepafin e dell’ ATI con i Consorzi Fidi ha ricevuto espliciti apprezzamenti dalle autorità di controllo della Commissione Europea per il modo con cui ha gestito le risorse della passata programmazione destinate all’erogazione di servizi finanziari alle imprese. E’ un’esperienza di positiva alleanza tra pubblico e privato al servizio della comunità regionale. Di questa società sono presidente da tre anni, e la scorsa settimana ho avuto l’onore di essere nuovamente confermato per l’incarico dalla Giunta Regionale al pari di tutti gli altri Consiglieri che con me hanno condiviso questo primo triennio di lavoro comune. Il Consiglio ed il Collegio Sindacale di Gepafin sono formati esclusivamente da tecnici d’impresa di elevata esperienza, all’interno dei quali la componete femminile è assai rilevante. Il metodo di lavoro è stato ispirato alla concretezza che nasce dalla definizione di obbiettivi ed alla verifica del loro raggiungimento. Abbiamo cercato di orientare la nostra azione ad uno stile sobrio e riservato che è d’obbligo nell’attività di coloro che fanno finanza e parlano alle imprese ed agli imprenditori.

Nel triennio passato la Società ha raggiunto i risultati che d eravamo prefissi, nonostante ciò in tutti noi vi è la consapevolezza che si può fare di più di quanto fin qui fatto, in ottica di continuo miglioramento ed adattamento alle esigenze delle imprese umbre. Oggi, Gepafin guarda con determinazione al futuro. Ha un programma strategico, condiviso innanzitutto dalla Giunta Regionale e poi da tutti i soci: assumere la qualifica di intermediario finanziario vigilato da Banca d’Italia e iniziare l’esercizio di attività finanziaria a valere sul proprio patrimonio, superiore a 16 Mil/€, attivando nuove risorse per le imprese regionali. A tal fine lo scorso febbraio è stata presentata a Banca d’Italia l’istanza di iscrizione all’apposito Albo, corredata del piano industriale dei prossimi tre anni.

Oggi, in Umbria, non esiste nessun intermediario finanziario vigilato regionale. Noi abbiamo l’intima convinzione che la presenza in Umbria di un operatore finanziario qualificato e professionale potrà costituire un fattore importante di sviluppo del nostro tessuto industriale, considerato che la crescita delle PMI europee e del nostro territorio necessita del consolidamento della loro struttura finanziaria attraverso strumenti innovativi di capitale e di accesso al c

redito. Diventare un intermediario finanziario vigilato consentirà a Gepafin di essere ancora di più a fianco degli imprenditori e dei loro dipendenti che si impegnano con intelligenza e sacrificio per la crescita, fattore fondamentale per tutti noi. Ecco, quindi, da parte mia l’auspicio che nei prossimi mesi , per noi tanto importanti, si possa sentire accanto al nostro impegno e determinazione – che certo non mancheranno – lo sforzo comune di tutta una regione, riuscendo a costruire una comunità d’intenti rispetto ad un obbiettivo ambizioso, ma non velleitario, che, se raggiunto, farà più forte il nostro territorio e sentire meno sole le nostre imprese. Nella volontà di Gepafin di confluire sotto il controllo di Banca d’Italia c’è la ricerca di un’ eccellenza utile non solo alla nostra azienda, ma a tutta l’Umbria, in quanto potrà essere messa a servizio delle imprese e degli altri operatori delle garanzie, i Consorzi Fidi regionali, per realizzare un progetto comune in stretta sintonia con gli strumenti nazionali e comunitari. L’Umbria unita spesso è riuscita a raggiungere vette importanti ed essere un’eccellenza istituzionale, riconosciuta sia in Italia che all’Estero, superando la debolezza insita nella piccola massa critica internazionale.

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