Home Rubriche Interviste Elezioni regionali. Simona Fabbrizzi “Riaprire la partita”

Elezioni regionali. Simona Fabbrizzi “Riaprire la partita”

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In queste elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale e per l’elezione del Presidente della Regione, il Corriere Pievese è a disposizione delle forze politiche e dei candidati che chiedono di utilizzare le nostre pagine sia direttamente, sia attraverso le bacheche di eventuali soggetti locali. Ovviamente cercheremo di mantenere in questa apertura il maggior equilibrio possibile. La prima intervista è stata fatta a Simona Fabbrizzi, candidata di SEL in una lista che appoggia la candidatura a Presidente della Regione di Catiuscia Marini. ( N.d.R.)

Buongiorno, all’inizio delle nostre interviste chiediamo ai candidati una propria breve presentazione e i motivi della candidatura.

Sono di Citta’ della Pieve,figlia di un artigiano, Alfio e di una Infermiera Professionale, Graziella Antolini. Dopo il Liceo ,l’attuale Calvino,mi sono laureata in Scienze del Territorio presso la Facolta’ di Agraria,quando erano ancora attivi i corsi decentrati a Citta’ della Pieve ed operante il CIRTER.

Mi candido perché mi è stato richiesto da Sinistra Ecologia e Libertà dell’Umbria (e in particolare dal Trasimeno) e dal Coordinamento  delle liste civiche progressiste umbre, che si sono recentemente presentate con successo alle elezioni comunali anche nei nostri territori e che personalmente ho sostenuto. La richiesta della mia candidatura è stata sostenuta anche dal Prof.Filippo Stirati,sindaco di Gubbio ,con cui condivido ,da anni, una militanza comune ed appassionata per lo sviluppo dei nostri territori.

La partecipazione al voto delle ultime elezioni regionali, vedi Emilia, è stata a dir poco fallimentare, le regioni sono al minimo di gradimento fra i cittadini, si parla con insistenza di nuovi accorpamenti di macro regioni. Cosa pensi di tutto questo ed eventualmente come ti impegneresti nel tuo mandato per ovviare a questi problemi.

La partecipazione in Emilia e Romagna è stata scarsissima, anche per le travagliate situazioni giudiziarie che hanno colpito l’Emilia e Romagna; rimane costante un gap gravissimo tra politica e cittadini, complicato dalle normative elettorali nazionali che hanno delegato le composizioni delle liste alle segreterie dei partiti,con voto bloccato. La nostra proposta ,sostenuta da SEL e dalle Liste civiche ,era per l’Umbria ,un’altra:quella dei collegi uninominali dove i cittadini potessero votare i candidati per condivisione dei programmi, per l’ onestà dei candidati e per appartenenza al territorio. Purtroppo questa proposta, in primis sostenuta da Stirati,in Umbria dove fino ad ora non eravamo presenti in Consiglio,e’ stata rifiutata quasi da tutti ed e’ stato uno sbaglio gravissimo. Se eletta mi impegnerò per riprenderla con forza.

Come giudichi  la legislatura passata ed in generale l’attività della regione Umbria rispetto ai problemi che questa regione ha?

La prima critica è chiaramente rivolta al mancato potenziamento delle reti e dei servizi sanitari territoriali, come nel  Trasimeno-Pievese, dove vi erano progetti e finanziamenti. Non ha poi contribuito positivamente, in tal senso, la mancata nomina di un nuovo assessore alla Sanità dopo la prematura scomparsa di Tomassoni,che si facesse carico  a tempo pieno di un gravoso impegno,di fatto troppo lasciato alla tecnostruttura. Rimane comunque assolutamente poco chiaro ed incomprensibile il dietro front relativo al Presidio del Trasimeno, che dovrà tornare ad essere priorità della Regione Umbria.Voglio essere chiara su questo punto: la nostra lista Umbria più Uguale, ritiene che,( pur rispettando i ruoli delle Amministrazione Comunali e della Regione), tali scelte non possano essere fatte senza un reale coinvolgimento partecipato, a cominciare  dai rappresentanti di tutte le formazioni, anche civiche,  e non limitate ad un solo partito per quanto importante. In tal senso la stessa riorganizzazione del Presidio Pievese, dovra’ essere tema centrale della Nuova Giunta Regionale.  Altro punto fondamentale sarà quello di riprendere in considerazione la riforma regionale in merito alle forme associative dei Comuni, considerando anche il potenziamento di strutture regionali che ad oggi soffrono questa riforma in parte da attuare. Non a caso il mio slogan e’ RIAPRIRE LA PARTITA.

Quali pensi che siano le tre priorità che la regione dovrebbe affrontare?

La prima priorità è quella della reale partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche. Un esempio per tutti: la Sanità ,di cui prima, assorbe oltre l’ottanta per cento del bilancio della Regione Umbria; non e’ possibile che i portatori di interesse,cioè cittadini ed operatori (quelli che in gergo si definiscono stakeholders),debbano subire scelte fatte da un assessore e 4 (di numero)Direttori plenipotenziari di Asl ed Aziende Ospedaliere. Non era questo il senso della Legge di Riforma sanitaria del 1978,la 833,che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale,uno dei pochi allora in Europa e che molti ci invidiano nel mondo, a partire dagli Stati Uniti. E’ un caso unico nell’Europa Occidentale. Penso di conoscere bene tali problematiche,considerando che in famiglia, mia madre Graziella Antolini, infermiera, mi ha sempre parlato delle difficoltà degli operatori e delle famiglie,aumentate in questi anni a causa delle restrizioni dei finanziamenti e del blocco degli organici.

Le altre priorità per me devono essere l’occupazione giovanile (finanziando finalmente e realmente le cosiddette Start -Up di disoccupati e giovani in primis), la tutela del territorio con una normativa definitiva che blocchi la cementificazione selvaggia. Rimane poi il grave problema del Piano Sociale,il cui sottofinanziamento, crea gravi problemi ai Comuni, al terzo settore ed alle famiglie .

Cosa pensi della scelta che la Regione Umbria dovrà fare insieme alla Toscana per la individuazione della sede della stazione per l’Alta Velocità e che sembra orientata per la zona di Arezzo?

Come più volte ribadito da SEL, non vi sono margini di Alta Velocita’ a Ponticelli o Chiusi,se prima non si affronta il nodo di Terontola; il fatto cioè che da Foligno-Perugia, verso Roma ,si debba cambiare a Terontola. C’è un antico progetto,molto meno costoso di un collegamento rapido da Tuoro a Chiusi,una bretellina di pochi chilometri,di cui nessuno più parla. Gli addetti ai lavori,come affermato ,tra gli altri, ad esempio dal sen. umbro Brutti, già PDS e membro a suo tempo della CGIL Trasporti nazionali,che ho sentito tempo fa a Perugia, sanno che da tempo giace nei cassetti delle Ferrovie,il progetto di una Stazione in Val Di Chiana nord,proprio perché il tragitto avvicinandosi ad Arezzo sfiora la linea cosiddetta storica.

Quali sono i provvedimenti che la Regione Umbria dovrebbe prendere per stimolare la crescita delle imprese e quindi dell’occupazione?

Dovrebbe innanzitutto adottare misure tese alla valorizzazione di progetti di Start Up giovanili; troppo spesso i ragazzi vengono lasciati soli nell’impostazione progettuale delle loro idee. Bisognerebbe creare le condizioni affinché queste idee progettuali possano essere “incanalate” dentro progetti europei. Si dovrebbe,inoltre, puntare molto di più sulla qualità delle produzioni locali ed artigianali di  livello, facendo sì che gli imprenditori che investono sulla qualità e sulla certificazione abbiano delle “chance” in più rispetto ad altri e non un altro carico burocratico sulle spalle. E’ necessario   ridurre drasticamente i tempi di pagamento dei contributi europei alle imprese: è impossibile per un imprenditore attendere molti mesi, se non anni, per ricevere i cofinanziamenti di interventi necessari allo sviluppo della impresa e quindi del territorio dove si opera.

 

 

 

 

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