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Intervista a Claudio Fallarino

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Claudio Fallarino, anni 54. Sindaco di Città della Pieve dal 1999 al 2009. Consigliere Provinciale dal 2009. Direttore dei Servizi amministrativi dell’Istituto Superiore “I. Calvino” di Città della Pieve.
Iniziamo con lui un dialogo per conoscere il lavoro svolto nel ruolo attuale di Consigliere Provinciale ma anche per avere la sua opinione su tematiche, aspetti e problematiche del nostro territorio.
Ci sarà anche una seconda parte, di prossima pubblicazione, dove raccogliamo un pò dei racconti e delle esperienze dell’ex sindaco. Per adesso vediamo di conoscere meglio il ruolo attuale.

Quale è il tuo ruolo e quali sono le tue funzioni in Provincia?
Il mio ruolo in Provincia è quello di semplice consigliere provinciale a cui, circa un anno e mezzo fa, il Presidente ha aggiunto una delega, senza portafoglio, sul territorio del Trasimeno. Ciò significa una serie di iniziative che ho portato avanti e che sto portando avanti.

Ho visto che è stata presentata una proposta di legge che riguarda il Trasimeno.
Ho preparato una proposta di legge che è stata votata all’unanimità del Consiglio Provinciale, presentata poi alla Camera dei Deputati, sia nella passata che in questa legislatura. La proposta è relativa al risanamento del Lago Trasimeno e del suo bacino imbrifero. L’obiettivo è quello di ricercare risorse finanziare per la tutela ambientale del lago e del suo territorio. L’iniziativa ha trovato il sostegno e la collaborazione forte delle amministrazioni comunali del Trasimeno nel loro complesso. In Parlamento ho avuto, nelle ultime due settimane, già due incontri importanti; uno con il vicepresidente della commissione ambiente On. Iannuzzi e l’altra con l’On. Realacci che è presidente della commissione ambiente. Vorremmo con tale iniziativa passare dal riconoscimento di azioni straordinarie di sostegno ad azioni ordinarie. Parlo per lo più di manutenzione. Siamo ancora fermi alle risorse stanziate con la crisi idrica del 2003, stanziate dall’allora governo e gestite dal commissario che era la presidente Lorenzetti.

La situazione è oggi migliorata? L’adduzione da Montedoglio è servita?
L’acqua di Montedoglio è stata importante e viene al momento utilizzata per usi irrigui consentendo l’adozione dei provvedimenti per il divieto di attingimento dal Lago. E’ stato determinante l’aumento della piovosità come pure la realizzazione del collegamento idropotabile di Castiglione del Lago alla rete di Perugia, con conseguente dismissione dell’approvvigionamento dal Lago.

Ma non è uno spreco utilizzare l’acqua di Montedoglio per usi irrigui viste le ottime caratteristiche?
Infatti sono in corso procedure anche per destinare tale risorse ad usi idropotabili. Mi risulta in proposito che a tale destinazione sia interessato anche qualche comune toscano.

Viabilità. Ultimamente la situazione delle strade in generale sta peggiorando. Cosa fa la Provincia?
Il discorso sulla viabilità è difficile perché purtroppo da molti anni, per l’assenza di risorse, sono stati tralasciati gli interventi manutentivi. Interventi indispensabili se si vuole garantire sicurezza e fruibilità. Insieme a questo aspetto è importante ricordare che è di questi giorni la firma del protocollo di intesa che abbiamo sottoscritto per l’adeguamento della variante che va da Tavernelle a Strozzacapponi. Variante che ci permetterà un migliore collegamento con il Capoluogo.
Vorrei citare anche antri aspetti del ruolo svolto dall’Amministrazione provinciale che è quello dell’apertura degli sportelli polifunzionali del Trasimeno, come quello di Città della Pieve, con cui è possibile avere un punto di erogazione dei servizi offerti dalla Provincia senza doversi recare a Perugia. Un punto aperto da qualche mese che non serve solo Città della Pieve, ma metà del territorio del Trasimeno.
Va anche detto che le difficoltà per le province stanno aumentando in modo esponenziale a seguito dei tagli che hanno decurtato negli ultimi tre anni ben 23 milioni di euro da un bilancio di 65-70 milioni con gravi ripercussioni ad esempio sulla viabilità.

Assenza di risorse. Amministrazioni sotto la scure dei tagli. Le Province hanno ancora una funzione o una soppressione a questo punto è la conseguenza più logica?
Come Presidente della Confederazione Regionale delle Autonomie Locali ho affrontato l’argomento in un convegno svoltosi circa un anno e mezzo fa. Convegno a cui hanno partecipato diversi soggetti. In quella sede ebbi a dichiarare la necessità di uno snellimento del sistema, partendo in primo luogo dai cosiddetti “enti ed agenzie di secondo livello” (ndr es: Comunità Montane) di cui spesso non si conosce l’esistenza e che sono gestori di servizi e non solo. A questo va aggiunta la necessità di individuare “chi fa che cosa” e “di cosa abbiamo bisogno”. In tal senso vorrei in primo luogo una valutazione sui contenuti, dopo di che operare le scelte su chi serve e su chi non serve.

La Regione Umbria non è piena di organismi ed enti che con poche competenze crescono poi in modo eccessivo e diventano centri di costo di non facile controllo?
Io vedrei bene uno stato più snello, una burocrazia più limitata, un’amministrazione più vicina al cittadino. Troppe amministrazioni hanno competenze sulle stesse materie. Vedi ad esempio settori urbanistica e turismo. Non va bene che la regione voglia fare programmazione e gestione. La gestione va lasciata alle amministrazioni locali. La cultura ne è un esempio.

C’è un problema di distribuzione di risorse nella Regione Umbria con Perugia a fare la parte del leone?
Non ne farei una questione di rivendicazioni piuttosto di ruoli. Io voglio essere propositivo, perché se siamo propositivi qualche risultato lo otteniamo. Purtroppo va riconosciuto che non ci sono città in Umbria che possono competere con Perugia, che ha strutture e potenziali unici. Voglio rammentare le difficoltà che abbiamo sostenuto nell’affiancare Perugia nell’evento commemorativo per i 500 anni del Perugino. Città della Pieve era presente, il ritorno di immagine e di presenze turistiche c’è stato. Ma non è stato facile.

Parliamo di scuola. C’è qualche problema per il futuro dei nostri plessi scolastici?
Noi abbiamo due istituti, il primo che comprende la scuola elementare, materna e media ed un istituto di istruzione superiore con liceo scientifico, liceo linguistico, scienze applicate e l’istituto professionale per il commercio. L’istituto Calvino, dove io lavoro, ha quest’anno circa 600 alunni, l’altra scuola superiore del Trasimeno non arriva a 300. Questi numeri e le norme ne impongono il mantenimento come pure per l’Istituto Comprensivo. Quello che invece occorre fare e che abbiamo iniziato a fare circa sei o sette anni fa è quello di non difenderci da soli, perché da soli non si difende più nulla. Dobbiamo continuare il dialogo avviato all’interno del Trasimeno che porti a riconoscere il ruolo prioritario per la formazione di Città della Pieve. Formazione intesa come scuole superiori, visto che le altre sono dappertutto. Non è questione di campanile ma di ruoli. Io difendo il lago quando occorre fare azione di tutela nei confronti di quella risorsa, voglio difendere allo stesso modo la scuola a Città della Pieve ed il suo ruolo preminente nel campo della formazione.

E’ quindi necessario chiarire e definire meglio i ruoli nell’ambito Trasimeno per individuare le diverse priorità dei distinti ambiti?
Io penso che ci sia bisogno di riprendere un filo che è quello del piacere di riconoscersi in un territorio e della convenienza dello stare insieme. Il riconoscimento in tal senso è fondamentale, visto che le convenienze possono col tempo mutare. Il territorio del Trasimeno potrebbe secondo me essere fatto oggetto anche di qualche piccola operazione di allargamento, penso ad esempio ai comuni dell’alto orvietano che potrebbero avere maggiore interesse nello stare con noi.

Convieni che sia giusto per Città della Pieve scegliere con chi stare tenendo conto prioritariamente del proprio esclusivo interesse?
Si, penso che il fine debba essere questo.

Perché allora Città della Pieve deve dialogare di scuola con Castiglione del Lago visto che la nostra offerta didattica è rivolta ad un’area molto più vasta?
Tra i vari flussi è molto importante quello di studenti Castiglionesi verso Città della Pieve. Io ritengo che si debba arrivare ad un’unica struttura scolastica con Castiglione del Lago. La struttura va dislocata su più sedi, con la “testa” che non può che essere collocata a Città della Pieve. Non servono altre strutture, basta un liceo, che deve essere potenziato con iniziative che coinvolgano tutta l’area del Trasimeno. Ciò perche sono necessarie scelte che non riguardano solo noi, penso in particolare alle politiche dei trasporti.

Non credi che la dimensione Trasimeno sia ormai troppo piccola nel quadro regionale per contare qualcosa ?
Io ho già  parlato di ampliamento e nell’allargare non ho problemi e nell’escludere che li rilevo.

Politica e Partito Democratico. Un momento difficile e complicato sia a livello nazionale che locale. Calo di consensi e di iscritti. Una tua riflessione.
Io sono convinto di una cosa. Il Partito Democratico è rimasto l’unico partito di riferimento in Italia, tutto il resto è noia, non esiste. Uno sembra più una S.p.A. e l’altro è un movimento di cui poco si riesce a capire. Altra considerazione è che, per gestire una democrazia, occorrono i partiti. Partiti che debbano avere rappresentanze democratiche e organizzazioni trasparenti. Dopo di che occorre definire in modo chiaro obiettivi e programmi e, relativamente al Partito Democratico, definire una linea chiara e precisa. Chi ci sta bene chi non è d’accordo decida, o dentro e si marcia insieme, o fuori.

Qui si chiude la prima parte. L’appuntamento è al capitolo successivo quando ripercorreremo insieme i dieci anni vissuti da Claudio Fallarino come Sindaco. 

Fausto Scricciolo

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