Chiusi. Sindaco Sonnini “ Le preoccupazioni dell’assessore ai trasporti dell’ Umbria, De Rebotti, sono anche le nostre”

by redazione

(dalla rete) Le preoccupazioni espresse dall’assessore ai trasporti della Regione Umbria, Francesco De Rebotti, sono le nostre preoccupazioni e meritano la massima attenzione anche da parte della Toscana.

Come riportato oggi dal Corriere dell’Umbria, la riforma del sistema ferroviario nazionale rischia di trasformarsi in un paradosso, si parlava della necessità di avere treni da 200 km/h con investimenti milionari, 170 l’Umbria e altrettanti la Toscana, per garantire l’accesso alla Direttissima, e ora si scopre che intercity e regionali verranno comunque “declassati” in linea lenta per lasciare spazio all’alta velocità a causa della saturazione della linea Direttissima.

Le conseguenze della delibera n. 49/2026 dell’ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti) rischiano di ridurre sempre più gli spazi per Intercity e regionali, peggiorando i collegamenti fondamentali per migliaia di pendolari e cittadini delle aree interne tra Toscana, Umbria e Alto Lazio.

A questo punto è necessario, oltre a chiedere maggiori treni, migliori coincidenze, fermate di treni av nelle stazioni esistenti, anche puntare su soluzioni innovative. Non possiamo accettare che i nostri territori vengano “tagliati fuori” definitivamente.

La salvaguardia dei collegamenti fondamentali passa anche per la trasformazione degli INTERCITY in TRENI AV, a partire ad esempio dalla coppia INTERCITY 581/598, sostituendo l’attuale materiale con convogli Frecciarossa ETR1000 per garantire senza dubbio l’accesso alla Direttissima.

E questa è una proposta lungimirante — suggeritami da Daniele Di Loreto, pendolare orvietano, presente alla conferenza di Chiusi del 7 marzo scorso, supportata anche da altri che conoscono il sistema ferroviario.

Non significa rinunciare ad un servizio, ma garantirne la continuità in una forma diversa, assicurando a lavoratori e studenti di raggiungere Roma e rientrare a casa in orari adeguati.

Le regioni dovranno poi garantire ai pendolari tariffe sostenibili, sul modello della Carta Tutto Treno, un investimento che porterà grandi benefici.

Non significa arrendersi nella battaglia comune per il diritto alla mobilità, bensì rilanciare la discussione su di un livello differente.

Questa proposta è già sul tavolo delle Regioni e ne abbiamo parlato con l’assessore Filippo Boni, è il momento di intervenire e soprattutto di crederci.

Se è vero che il futuro è ad alta velocità, anche le aree interne devono poterla raggiungere.

Gianluca Sonnini

Potrebbe interessarti