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Batino “Non vorrei sentirmi fuori posto”

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Sul dibattito apertosi in più sedi dopo l’iniziativa promossa dal Segretario regionale del Pd Leonelli, e dalla parlamentare Ascani, che si è svolta al Teatro Mengoni di Magione, lo scorso fine settimana, riteniamo utile pubblicare sulle nostre pagine l’intervento che è stato inviato al Corriere dell’Umbria da Sergio Batino, attule sindaco di Castiglione del Lago, ma anche figura storica della sinistra nel Trasimeno. La pubblichiamo anche perché è sinora, per quanto ci risulta, e se a qualcuno risulta il contrario  preghiamo di segnalarcelo, l’unica presa di posizione da parte della politica della zona, pur essendosi tenuta qui l’iniziativa in questione.  Questo dopo avere pubblicato gli interventi di Mossuto, Ascani e Leonelli sempre sul Corriere dell’Umbria. PS. Ovviamente unica al netto dei commenti su Facebook. (N.d.R)

Non vorrei dovermi sentire fuori posto nel Pd per ragioni anagrafiche, visto che ho sessant’anni e sono, tra l’latro profondamente convinto delle ragioni del ‘Si’ al referendum. Milito nel partito dalla sua fondazione e vorrei partecipare ancora alla vita del Pd, dare ancora il mio contributo al dibattito interno e ai processi di elaborazione politica”. Esordisce così, Sergio Batino, sindaco di Castiglione del lago, nel commentare quanto è emerso nell’iniziativa “#PuntoACapo, al passato grazie, al futuro sì”, organizzata sabato, al “Mengoni” di Magione, dalla deputata Anna Ascani e dal segretario regionale del Pd, Giacomo Leonelli. Un’iniziativa per il “Sì” al referendum costituzionale, ma anche per dire che in Umbria occorre superare le correnti e i capicorrente che ostacolerebbero l’emergere di una generazione di giovani dirigenti politici.

“Non ho mai partecipato a nessuna corrente, trovo che siano uno dei mali della politica, e trovo singolare dunque che una corrente organizzi un’assemblea per superare le correnti – chiosa Batino -. Non è nemmeno immaginabile che con appelli del genere, facendosi forti solo dell’anagrafe, si possa giungere a un reale rinnovamento del partito. La percezione che produce una simile operazione è se mai un’altra, e cioè che si vogliano occupare spazi politici, magari senza troppo sforzo, sull’onda di slogan inneggianti genericamente al nuovo più che con il conforto di una precisa e articolata visione politica. Sono convinto che sia necessaria una discontinuità anche nei gruppi dirigenti, ma il nuovo non si fa per chiamata”. Il sindaco di Castiglione del lago spiega il compito vero che a suo avviso attenderebbe il partito. “Il Pd dell’Umbria non può limitarsi a porre problemi, ma deve indicare le strade da percorrere per risolverli, aprendo un confronto vero e ampio sia al proprio interno sia con gli operatori dei diversi settori cercando soluzioni che facciano dell’Umbria un vero e proprio laboratorio del nuovo – afferma -. E’ su questo punto, sulla volontà di ascolto dei cittadini e sulla capacità di interpretazione e di risposta alle loro esigenze, che si seleziona una classe dirigente. Più che i teatri, insomma, occorrerebbe frequentare i luoghi di lavoro delle persone, coltivare l’attenzione per le difficoltà quotidiane della gente.

Altrimenti – prosegue Batino – il rischio è quello di accentuare quella perdita di contatto con la realtà, quello scollamento sempre più profondo con la società che appare senza dubbio alla base dell’attuale e generale crisi della politica. Smettiamo di alzare steccati e lavoriamo per unire giovani e meno giovani, uomini e donne, anche con diverse opinioni per tenere insieme anche le diversità. Occorre soprattutto continuare il dialogo a tutti i lievlli e con tutti i soggetti.

Sergio Batino

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