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Pieve di Tutti: “Un Natale modesto”

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Un Natale modesto quello appena trascorso, un Natale senza alcuna progettualità. Città della Pieve ha offerto l’immagine di una città spenta di idee e di azioni. Il programma presentato, che ha accozzato iniziative diverse, non è riuscito a stabilire un filo conduttore, un elemento di caratterizzazione.  Alla base è emerso un vuoto di visione. Passeggiare per le vie del centro ha dato la sensazione di muoversi nel consueto di un qualsiasi giorno: qualche passante, i soliti volti, le consuete vicende. Non sono bastate luci proiettate o torri illuminate per dare il senso di una città vitale.

Il progetto “città dei presepi”, con cui il Natale pievese si è presentato,  è stato solo abbozzato senza  alcuna definizione. Il problema di fondo è che non è sufficiente  fare slogan e mettere due casette con semplicistici allestimenti di presepi in Piazza Plebiscito. Occorre mettere in moto sinergie autentiche e realizzare prodotti di valore artistico e artigianale tali da suscitare interesse e meraviglia. Insistiamo sulla parola meraviglia, non come vuota apparenza, ma come forte attrazione  verso le cose belle. Si insiste tanto sulla concezione di bellezza come modo di essere e di comunicare, ma occorre produrre bellezza, non solo dire parole. La bellezza è in quelle realizzazioni che imprimono sensazioni, che danno emozioni, che rimangono dentro. Non c’è stato questo nel Natale appena trascorso. Eppure abbiamo esempi supremi: una Natività, sublime di armonia e bellezza, come l’Adorazione dei Magi e il Presepe monumentale del Terziere Castello, con la sapienza della creazione laboriosa e l’attualizzazione dell’accoglienza verso l’altro. Da questi esempi imprescindibili, punti di partenza e riferimento per qualsivoglia credibile promozione natalizia della Città, occorre partire per ridare slancio ad una creatività che significa anche evoluzione.

L’offerta commerciale e di animazione urbana è apparsa incerta. Altri luoghi, altre realtà, hanno ideato e costruito per raggiungere un impulso diverso: ad iniziative di tipo religioso, si sono uniti momenti di animazione di piazza, musica e incontro, offerte di prodotti e di cultura, arte e artigianato. È nella relazione concreta tra queste componenti  che può nascere  un’offerta vera. A questo si deve aggiungere una maggiore attenzione al contesto urbano, con arredo più coinvolgente e percorsi pedonali più diffusi. I visitatori e i cittadini hanno bisogno di trovarsi in una dimensione accogliente di incontro e vita collettiva, di caratterizzazione e unicità che sfugga al conformismo di spazi comuni.

Per questo, perché Città della Pieve possa riprendere le fila di tutto ciò che sarebbe in grado di rappresentare e di trasmettere in qualità e autenticità, prima di tutto ci vuole l’autorevolezza di una guida che ne abbia conoscenza profonda, e memoria storica, e volontà e capacità di confronto, e volontà e capacità di proposta, sia per coordinare adeguatamente e sostenere ogni energia positiva, sia soprattutto per operare direttamente in termini di progetti e di azioni.

da www.pieveditutti.com

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