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Il Pd di Ficulle sulla chiusura delle Poste

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Riceviamo e pubblichiamo dal Pd di Ficulle.

“Dal 7 settembre, cioè da lunedì prossimo come si legge dal cartello apposto all’ingresso, l’Ufficio Postale di Ficulle chiuderà per tre giorni alla settimana.

E’ un fatto grave, che non si può sottacere e che avrà conseguenze ben peggiori di quelle che si immaginano.

Ovviamente a chi sta all’opposizione di un’Amministrazione fa comodo dire che la colpa è di chi amministra, ma in queste cose è tutto più complesso e non si deve prendere in giro la gente.

Si poteva fare di più, o si può fare ancora qualcosa?

Non lo sappiamo, perché nessuno dice niente ai cittadini.

La critica che noi facciamo a questa Amministrazione è proprio questa: non aver informato e continuare a non informare, soprattutto nelle sedi istituzionali, non solo i Consiglieri Comunali, ma nemmeno i Cittadini, né tanto meno averli coinvolti.

Ovviamente non solo su questa vicenda, ma in molte altre.

Questo è gravissimo.

Si cerca di nascondere il problema.

Noi capiamo l’imbarazzo di chi si dichiarava salvatore della Patria, di chi avrebbe risolto tutti i problemi, perché quegli altri erano tutti degli incapaci e si ritrova con una serie di sciagure come questa sulle mani e non riesce a trovargli un verso, però i cittadini vanno informati correttamente.

La posta chiude, l’Alzheimer non si riesce ad aprire, l’Unione che te lo dico a fa, non si riesce nemmeno a fare le convenzioni a geometria variabile, le tasse tocca aumentarle tutti gli anni, in più perdiamo rappresentanza in istituzioni create con risorse e patrimoni ficullesi, ecc.ecc..

Praticamente un disastro ed è passato solo un anno.

All’interrogazione dei Consiglieri di opposizione, che ha consentito di portare l’argomento in Consiglio Comunale e darne un’informazione pubblica, gli Amministratori hanno risposto che avevano proposto a Poste Italiane di ampliare i servizi ed addirittura aprire uno sportello Bancomat.

Sarebbe da riderci, se non fosse per la tragicità della situazione.

Significa semplicemente vivere fuori dal mondo, o pensare che sia tutto un gioco.

Sono anni che Poste Italiane sforna piani di riordino per ridurre la spesa e chiude sportelli in tutta Italia.

Certo che se il problema è stato affrontato così, ci viene da pensare che forse qualche cosina in più si sarebbe potuto fare, perché forse i nostri Amministratori ancora non si sono accorti che l’Ufficio chiude perché Ficulle è un piccolo paese, dove oltre alla posta c’è anche uno sportello bancario e la carne a cuocere non è molta e Poste Italiane se la spesa supera il guadagno chiude gli uffici.

Voi che cosa avreste fatto?

Innanzi tutto non saremmo caduti dalle nuvole, avremmo informato e coinvolto la cittadinanza ed avremmo fatto qualche proposta concreta, ma soprattutto realistica.

Considerato che l’Ufficio viene chiuso per motivi economici, magari avremmo proposto di ospitare l’Ufficio Postale o in un luogo di proprietà del Comune, o pagato dal Comune.

Certo a Poste Italiane, in queste condizioni, non ci sarebbe nemmeno venuto in mente di chiedere di spendere di più aprendo uno sportello bancomat.

Ma va bene, l’Ufficio per tre giorni rimane sempre aperto, sarà il problema di fare un po’ più di fila nei giorni di apertura?

Non è così semplice.

L’Ufficio di Ficulle che già non svolge alcuni servizi a causa della sua classificazione, ne potrà svolgere sempre di meno e la chiusura definitiva sarà sostanziale, diventerà un guscio vuoto.

Sempre più ficullesi si rivolgeranno ad uffici di altri Comuni, o per alcune operazioni alla banca e quello che è oggi il giro di affari dell’Ufficio di Ficulle si ridurrà sempre di più.

Non sappiamo se poi gli è sfuggito che c’è anche il rischio che la consegna della posta si ridurrà a tre giorni alla settimana.”

 

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