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Gesenu, il Tar conferma: «Il rischio infiltrazioni c’è»

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Dopo alcuni mesi è stata pubblicata la sentenza del Tar dell’Umbria rispetto al ricorso presentato da Gesenu sull’intredittiva antimafia del 16 novembre firmata dal prefetto di allora la dottoressa Antonella De Miro.

Il rischio infiltrazioni mafiose esiste e riguarda alcune inchieste in corso, anche a Perugia, sul socio privato principale,l’avvocato Cerroni, su altri soci privati e su alcune inchieste in Sicilia e nel viterbese.

Nel frattempo le iniziative dei soci pubblici di Gesenu, con il Comune di Perugia in testa, per risolvere la questione principale, cioè l’assetto societario e il ruolo del socio privato sembra che non stia ottenendo risultati. Sia sul versante di nuovi eventuali accordi interni alla società , sia sul versante di composizioni sociali diverse. Per il Comune di Perugia se ne sta occupando il vicesindaco Barelli.

Va ricordato che la Tsa, la società che gestisce il servizio rifiuti nell’area del Trasimeno, con una maggioranza pubblica,   e che ha dichiarato la sua totale estraneità ai fatti di cui si parla, è titolare del contratto in quanto parte del consorzio Gest, il cui Gesenu è socio principale.

 

 

 

 

 

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