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“Fatevi le Usl vostre…”

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“Più preoccupanti, invece, le inopportune iniziative di soggetti che peraltro gravitano su un’altra Usl e che potrebbero determinare il blocco dell’ultima possibilità che abbiamo per riqualificare e rilanciare la struttura sanitaria pievese”. Questo è un passaggio preso dal giornale on-line (portavoce del Comune pievese) “Il Comune cittadino” e l’articolo in questione è datato 05 maggio.

Devo ammettere di aver riletto più volte questa frase, perché non credevo a ciò che leggevo. Ho chiesto pure a chi mi sta vicino di rileggermela. Dopo un bel proclama pieno di belle speranze ed un articolo scritto bene. Una frase così io, ma non solo io, non avremmo mai voluto leggerla.

“Pensate alle vostre Usl”. “Fatevi gli affari vostri, voi aldilà del fosso”. Verrebbe da dire. Prendendo spunto ed attualizzando una vecchia allegoria paesana. Non mi pare un esempio da dare. Soprattutto da chi siede ad amministrare un paese e dovrebbe dare il buon esempio. Neanche in una disputa tra amanti si può annoverare un astio del genere.

Questa risposta è per la splendida iniziativa del 21 aprile scorso fatta dal Comune di Montegabbione per cercare una risposta alla chiusura, non preventivata e motivata, del Pronto Soccorso pievese. Il Comune dell’Alto Orvietano ha poi presentato ricorso al Tar, per chiedere spiegazioni dopo che dai vertici aziendali, e non solo, non aveva ricevuto alcuna risposta in merito. Era un modo, a mio avviso, molto democratico per cercare una risposta, soprattutto dopo che dall’altra parte vi si è trovato un muro.

Facciamo un passo indietro. Il Pronto Soccorso di Città della Pieve, come tutto l’Ospedale, è ubicato in una zona strategica. Tra l’Alto Orvietano e la Bassa Val di Chiana. Più della metà delle persone che vi hanno fatto accesso negli ultimi anni, non erano solo cittadini pievesi ma anche di queste due zone. E tutte le volte che un cittadino accede ad un servizio oppure ad una prestazione in una Usl diversa da quella di appartenenza. Quest’ultima rimborsa la Usl erogatrice. In un principio equo e solidale. Io do a te ciò che tu spendi per me. Quindi non trovo ragionevole, quanto scritto ne “Il Comune Cittadino” a maggior ragione se si parla di un tema importante come un Pronto Soccorso.

Scorgendo le colonne del periodico “PrimaPagina” di Chiusi del 9 di maggio, invece ho letto che l’Amministrazione comunale ha chiesto che venga rivisto il Piano Sanitario Regionale per quanto riguarda la riorganizzazione del sistema urgenza-emergenza, e che vi sia il potenziamento del 118 con l’adozione di un’altra ambulanza. Sempre sul giornale chiusino si annota la creazione a Città della Pieve di un Comitato cittadino in difesa della Salute e che ha nell’articolo 32 della nostra Costituzione i suoi fondamenti. Del Comitato ne faranno parte non solo i pievesi, ma tutta la popolazione colpita, non solo dalla riconversione dell’Ospedale, ma anche della trasformazione del Pronto Soccorso a Punto di Prima Assistenza. Senza limiti campanilistici, ma con la ragione dei cittadini che fino all’altro ieri giustamente avevano usufruito del servizio del Pronto Soccorso e che da marzo hanno trovato la spiacevole sorpresa.

A proposito del Punto di Prima Assistenza che ha di fatto preso il posto del Pronto Soccorso. Esso è sperimentale, e la sua sopravvivenza ironia della sorte, è legata attualmente al numero prestazioni eseguite, ed in caso di accessi insufficienti il Punto di Prima Assistenza potrebbe chiudere. Ovviamente i numeri attuali sono dipendenti dal fatto che le persone nel clima di profonda incertezza, si recano in altri Pronto Soccorsi andandoli ad intasare. Nella speranza che ciò non avvenga, abbiamo un Comitato dalla nostra parte.

Patrik Manganello

 

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