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Pieve di Tutti: addetto stampa, come si cambia…

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da www.pieveditutti.com

 Uno scarno comunicato da parte del Comune informa i cittadini circa l’assunzione di un Istruttore Direttivo Amministrativo, Addetto Stampa, Responsabile della Comunicazione, Cat. D. Questa decisione merita qualche riflessione.

Negli anni precedenti è stato mosso un attacco senza pari alla scelta di avere una persona, determinata dal sindaco, per supportare specificatamente l’azione politica e di indirizzo; nel caso specifico, avendone i titoli necessari, alla stessa persona era stata affidata la direzione del giornale comunale, senza dover ricorrere ad incarichi esterni e senza alcun compenso aggiuntivo. Questa figura di supporto (assunta per due anni mezzo) ne affiancava un’altra, sostituendola per un anno e mezzo durante il periodo della maternità, che svolgeva la funzione più strettamente connessa alla segreteria del Sindaco. In campagna elettorale la questione è stata più volte sottolineata dagli attuali amministratori che hanno ribadito la inutilità e la ridondanza di avere tale supporto amministrativo e comunicativo.

Oggi, invece, si ritiene che un esperto di comunicazione sia essenziale per la diffusione di notizie e la presenza di Città della Pieve sulla stampa. Tra l’altro i fatti dicono che questa presenza si è diradata fino a poche righe nelle pagine dei quotidiani locali. E allora è spontaneo sottolineare come si cambia. Promesse, affermazioni sempre smentite dai fatti. Finché è strumentale c’è una posizione che poi viene ribaltata. Qui non vogliamo esprimere giudizi sulle persone: è lontano dal nostro modo di concepire i rapporti. Tuttavia è quasi inevitabile pensare che persone pievesi con competenza ed esperienza sono state oggetto di attacchi immotivati, nel gioco delle parti e per di più senza ragioni e valutazioni sulla qualità del loro impegno.

C’è poi una questione di metodo che non può essere taciuta. La figura di supporto politico è fiduciaria e cioè scelta personalmente dal Sindaco. Era dunque necessario emettere un bando-parvenza di democrazia? A che cosa è servito? Ad avere una rosa di candidati? Non poteva il Sindaco avere colloqui diretti invece di imbastire un processo che di democratico ha solo una veste esterna? Come sempre c’è un’ambiguità di fondo. Era semplicemente necessario chiamare la stessa cosa con un altro nome. La democrazia tanto esaltata è sempre calpestata.

 

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