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Macroregione, ora in campo anche i sindaci

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dal Giornale dell’Umbria  del 05-12-2015

 «La macroregione dell’Italia centrale è una realtà che si può concretizzare partendo dalla collaborazione tra sindaci, per valorizzare i territori e offrire ai cittadini servizi sempre migliori contenendo i costi». E quanto affermano in una nota congiunta i presidenti delle Anci regionali di Toscana, Marche e Umbria Matteo Biffoni, Maurizio Mangialardi e Francesco De Rebotti.

«La riflessione che hanno aperto nelle settimane scorse i governatori Enrico Rossi, Luca Ceriscioli e Catiuscia Marini per la fusione tra le tré regioni dell’Italia Centrale – continuano i tre presidenti – vede coinvolti in prima linea i sindaci, per approfondire un percorso frutto di sinergie che permettano di sviluppare la comunanza di cultura, vocazione imprenditoriale, caratteristiche paesaggistiche, per creare un ente strutturato e in grado di massimizzare gli investimenti sui territorio». Biffoni, Mangialardi e De Rebotti ricordano che Anci Toscana, Anci Umbria e Anci Marche «hanno già avviato un confronto sul tema e entro l’anno a Roma, presso Anci nazionale, si terrà il primo incontro operativo per lavorare in questa direzione.

Lo scopo è quello di creare sinergie sempre più stringenti tra le Associazioni dei Comuni presenti sui territori». Nel frattempo, anche le associazioni Anci Giovani delle tré regioni hanno avviato un percorso analogo, per mettere in campo iniziative mirate e sostenere la discussione sulla nascita di un unico raggruppamento territoriale.

Va ricordato che una decina di giorni fa, dopo l’incontro con i colleghi di Marche e Toscana Ceriscioli e Rossi, la presidente Marini aveva dichiarato che l’idea «è quella di avviare un percorso che non parta dai vertici, ma sia esteso alla società. Quindi è importante che la riflessione possa coinvolgere il mondo delle imprese, del lavoro, che investa i consigli regionali. L ‘ idea è un lavoro comune per punti strategici delle nostre comunità. Lavorando insieme – ha sottolineato – su alcuni obiettivi comuni possiamo innescare processi positivi nelle singole regioni». Insomma, sulle macroregioni il dibattito continua.

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