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La Polvese come presidio della biodiversità lacustre

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dal Giornale dell?Umbria del 02-11-2015 Progetto dell’Arpa che insieme ad associazioni e volontari ieri ha organizzato la raccolta delle olive nell’isola

Soggetti anche molto diversi tra loro uniti in un’iniziativa comune per l’isola Polvese. Nella giornata di ieri, giovani e meno giovani armati di reti, rastrelli e tanto entusiasmo hanno invaso la piccola perla immersa nel lago Trasimeno per partecipare alla raccolta delle olive. La giornata, organizzata da Arpa Umbria, Provincia di Perugia, Legambiente, Cittadinanzattiva, PsiQuadro, Cooperativa pescatori del Trasimeno, e Cooperativa Plestina è stata quindi un primo simbolico gesto per richiamare l’attenzione della popolazione sul lago Trasimeno, e in particolare sull’Isola Polvese, che per le sue ricchezze naturali, paesaggistiche e culturali, può rappresentare un osservatorio privilegiato per lo studio e la salvaguardia della biodiversità. La valorizzazione e la conservazione dell’unicità e della specificità di questi luoghi rappresentano, infatti, uno dei motori principali per sviluppare modelli economici e produttivi orientati alla qualità ambientale intesa anche come primario fattore competitivo.

«Da alcuni mesi – secondo quanto si legge in una nota dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) – stiamo lavorando, in collaborazione con Legambiente, Cittadinanzattiva attiva e altri soggetti che hanno partecipato a questa iniziativa, alla messa a punto di un programma avanzato di conoscenza della biodiversità lacustre». «Si tratta di un programma che darebbe all’Umbria l’opportunità di candidarsi a supporto dello studio e della gestione delle zone umide, in relazione ai cambiamenti climatici, a livello nazionale ed europeo», ha aggiunto Valentina Della Bella di Arpa Umbria. «Con questa iniziativa intendiamo valorizzare il parco olivicolo dell’isola Polvese che conta oltre 4.000 olivi in cui prevale la Cultivar autoctona del lago chiamata “Dolce Agogia” ma anche tutte le altre specie, ancora da monitorare. che rappresentano un patrimonio unico di biodiversità», ha detto Daniela Riganelli di Legambiente.

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