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Chiude il punto nascita di Castiglione?

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Per adesso sono soltanto voci ed indiscrezioni, per chi nel campo dei servizi e della politica è abituato a guardare oltre la punta del naso oppure con gli occhi della verità, sono soltanto nodi che vengono al pettine.

Pare che il punto nascita presente all’interno dell’Ospedale di Comunità di Castiglione del Lago sia prossimo alla chiusura.

La minaccia era nell’aria da tempo, almeno dal 2013 quando la Regione ha iniziato il percorso di adeguamento delle strutture sanitarie agli standard indicati nel decreto governativo del dicembre 2010. La soglia è quella delle 500 nascite all’anno, che Castiglione non raggiunge.

Il sindaco di Castiglione del Lago, Sergio Batino, ha scritto immediatamente alla giunta regionale, al nuovo assessore alla sanità Luca Barberini e al direttore generale della Usi 1 Giuseppe Legato, dicendo che “nessuna comunicazione, formale od informale, in tal senso è pervenuta al Comune, inoltre la Regione Umbria e la Usi 1 hanno approvato nel 2014 il documento attinente il riordino della sanità nell’area del Trasimeno che individuava quello di Castiglione del Lago come ospedale di comunità con le specializzazioni di medicina, chirurgia, punto nascita, dialisi e pronto soccorso” Poi Batino affronta il problema vero, grande come una montagna “il Trasimeno è l’unico territorio dell’Umbria che non vedrà realizzata una nuova struttura ospedaliera e non può accettare ulteriori penalizzazioni”.

E qui sta il punto vero. Quello che viene chiamato il comprensorio del Trasimeno è l’unica parte della Regione che non ha visto realizzata una nuova struttura ospedaliera, come a Gubbio/Gualdo, Marsciano/Todi, Foligno, Città di Castello, o nella vicina Toscana Nottola e Cortona. Ma perché? Solo perché la regione è stata cattiva? O piuttosto la politica locale non ci ha capito niente? Ha cioè preferito mantenere i voti di elettori disinformati piuttosto che lavorare, per tempo, per l’ospedale unico?

Ora i nodi vengono e verranno al pettine, come si diceva. Da quando è stato accantonato il progetto dell’ospedale unico, e di conseguenza, Città della Pieve ed il suo hinterland, chiudendo i suoi servizi per acuti si sono indirizzati verso il Policlinico di Perugia, il cosiddetto Trasimeno ha preso la strada che lo porterà ad avere diverse strutture sociosanitarie, ma nessun ospedale. Il punto nascita è una tappa di questo percorso. E rischi seri, si profilano anche per gli altri servizi di un ospedale che serve solo 15.000 abitanti.

(g.f)

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