Home Argomenti Arte e Cultura Agli “Stati generali della rievocazione storica”

Agli “Stati generali della rievocazione storica”

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Firenze 9 e 10 Aprile. Perché mai in due assolate giornate ( figurarsi lo splendore dell’Arno sotto Ponte Vecchio con il sole) un centinaio di persone si ritrovano nel “Palagio d Parte Guelfa” a ragionare di rievocazioni storiche, se non per passione?

Ecco: è successo proprio questo al primo Forum internazionale della Rievocazione storica organizzato da un apposito comitato,( con il patrocinio delle Regioni: Toscana, Umbria. Campania, Molise, Veneto,Piemonte, ma anche dell’UNESCO e del Ministero dei beni e attività culturali e del Turismo) interpretando quella esigenza di confronto e di collegamento che tanti addetti al settore da tempo avvertono.

Il rapporto tra l’originale storico e la sua rappresentazione presenta non pochi aspetti di problematicità, credo chiari a tutti coloro che in questi anni si sono posti, all’interno dell’Ente Palio o dei singoli Terzieri  la domanda di “ come” ricostruire : il corteo o alcuni episodi storici.

Esistono rievocazione e modalità di realizzare rievocazioni molto diverse, da quelle a forte identità storica a quelle di puro intrattenimento a quelle a mero fine turistico, e soprattutto le pratiche di ricostruzione con meno storia alle spalle risentono sia della cosiddetta “ liquidità “ della   società odierna, in cui i confini tra le cose si confondono; sia della perdita di coscienza storica dei giovani, dovuto alla trasformazione dei modelli e contenuti formativi – in cui la storia è sempre più marginale-

E’ la perfetta rappresentazione il modello cui tendere? Ed è questo possibile? Ha senso? O non è piuttosto più giusto intendere la rievocazione storica come riproduzione di qualcosa di storico che   si confronta con la contemporaneità? Possiamo ad esempio aspettarci in una cena rinascimentale di poter riprodurre sapori e profumi di quel secolo con prodotti che non sono più coltivati come allora e che si confrontano con il “ gusto” dell’uomo di oggi, abituato a ben altre cose ?

Abbiamo avuto spesso l’occasione di sottolineare la dimensione ludico- identitaria del nostro Palio come delle altre manifestazioni del genere, che forniscono l’occasione di una azione comunitaria in una società sempre più polverizzata, occasione   in cui si rafforzano identità personali, di gruppo e culturali. Interpretare un ruolo nella rievocazione storica può fornire persino un salvagente psicologico rispetto alla perdita di identità che la crisi economica e sociale va causando; il “figurante” diventa oggetto dello sguardo altrui, oggi che “essere visti” appare sempre più di vitale importanza per le persone.

Il rapporto con le giovani generazioni

Tema dolente per molti dei presenti al convegno; spunti interessanti sono venuti dalla riflessione sui rapporti di collaborazione attivabili in ogni comunità. Credo pensabile anche da noi realizzare ad esempio rapporti con gli Istituti scolastici, al fine di far conoscere – alle classi che studiano il periodo storico oggetto della nostra rievocazione- non solo la realtà dei Terzieri nella sua origine storica, ma anche le rappresentazioni di fatti storici autentici, la storia dei palazzi storici che ospitano le sedi, aspetti della storia del costume ( non solo vestiti, ma anche armi, armature e bandiere) e così via

E infine il rapporto tra rievocazione storica e turismo

Possiamo vestirci da dame e cavalieri ad ogni occasione? O piuttosto non dobbiamo considerare la manifestazione storica come occasione “ alta “ di incontro del turista con la storia e cultura locali?

Ed ecco i rischi per il futuro: se lasciamo prevalere un   rapporto poco consapevole tra l’originale storico e la sua rappresentazione, se diamo troppo spazio alla dimensione ludico identitaria,, se pensiamo alla rievocazione come mero strumento di turismo corriamo serissimi rischi: di sopravvivenza.

Anche la nostra rievocazione storica necessita di evoluzione e cambiamento, e strumento di questo cambiamento può essere una progressiva “professionalizzazione”, nel senso di una ricerca di strumenti, conoscenze, risorse atte a fronteggiare gli aspetti di rischio e valorizzare i punti di forza

Mi pare assai importante infine sottolineare come uno dei punti di forza del convegno da cui nascono queste riflessioni è stata la raccolta di osservazioni per il disegno di legge di disciplina del settore : dalla definizione di rievocazione storica agli aspetti di finanziamento a quelli delle forme societarie, fino a quelli di sicurezza ( si pensi a sbandieratori ,sputafuoco e armigeri).

Un fenomeno, quello della rievocazione storica, che può riscattare la marginalità culturale con cui finora è stato considerato, puntando alla qualità,( professionalizzazione) alla valorizzazione della dimensione sociale ( contributo alla prevenzione del disagio sociale e alla integrazione ) e al rapporto con quella economica,( anche sostegno all’artigianato: dal ferro battuto alla ceramica alla lavorazione del tessuto) forte delle migliaia di persone che oramai coinvolge in tutt’Italia e delle diverse centinaia a Città della Pieve.

Daniela Barzanti

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