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A Città della Pieve c’è il petrolio!

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Non chiederti cosa puoi fare per il tuo paese: chiediti, invece, cosa il tuo paese può fare per te.

Debbo dire che, girata al contrario, questa frase di J.F. Kennedy suona perfetta se rivolta a Città della Pieve ed ai Pievesi.

Siamo, infatti, seduti sopra un giacimento di petrolio e, da quel che sembra, non ce ne siamo accorti.

Città della Pieve, posta nel mezzo tra le due città più famose del mondo, è al centro di un territorio che nei secoli ha espresso il meglio della cultura italica.

E’ una città bella che ha la fortuna di essere al centro della bellezza.

Lo si ripete da un pezzo: il punto è che non basta declamare, occorre praticare.

Evidentemente non abbiamo ancora compreso quale sia la reale portata benefica del fatto di essere nati e di vivere a Città della Pieve.

Proprio perchè il nostro paese, o meglio, la nostra Città sta dando e può dare molto a tutti noi, ecco il motivo per cui mi piace aver girato al contrario la frase in questione.

Non si tratta, dunque, di spremere il limone ma di coltivare la pianta che quel limone produce.

E quella pianta è Città della Pieve con tutte le sue unicità ed i suoi punti di forza.

Punti di forza che, ed è qui che nasce il problema, sono quotidianamente contraddetti da una serie di punti di debolezza.

I piu noti li abbiamo sin troppe volte citati: il più evidente tra tutti è certamente la difficoltà nei parcheggi che colpisce soprattutto i residenti (con la quale, però, dovremo convivere per un bel po’).

Quelli meno noti, peraltro, sono quelli che riguardano l’immagine della Città e, quindi, colpiscono gli occhi del visitatore più attento e che, se colpito negativamente, può farci una pubblicità sfavorevole.

Siccome il turismo per il futuro non potrà che diventare una fetta importante dell’economia locale e non più solo un affare per pochi, è proprio da questi aspetti meno evidenti che dobbiamo partire per curare il Centro Storico, ovvero il più produttivo tra i nostri  pozzo di petrolio.

Esistono difetti di sistema che possono essere risolti senza troppa difficoltà: penso alla necessità di tenere aperto l’ufficio di informazioni turistiche con orario continuato almeno durante i giorni festivi.

Ma penso anche alla necessità di riqualificare l’arredo urbano e, soprattutto, riorganizzare la raccolta dei rifiuti.

Non possiamo più vedere, infatti, cestini che traboccano, al lato dei quali vengono abbandonati sacchetti di immondizia, buste, sacchi, scatoloni, ceste di ogni tipo esposte sin dalle prime ore della sera per il conferimento differenziato di questo o quel rifiuto riciclabile.

Ma penso anche ai mozziconi ed ai pacchetti di sigarette sparsi ovunque, ai fogliettoni pubblicitari lasciati sugli ingressi delle abitazioni (sui quali rimangono spesso per giorni), alle gomme da masticare, alle cartacce di qualunque genere, agli escrementi di cani, ai fili che penzolano ed ai tanti, troppi elementi fatiscenti dell’arredo pubblico e privato.

Sarebbe un gravissimo autogol pensare che queste siano cose secondarie.

Occorre tirare a lucido il Centro Storico in ogni suo centimetro quadrato.

Questo deve essere l’impegno a breve dell’Amministrazione Comunale come di ogni cittadino e di ogni operatore economico Pievese.

Si deve produrre un salto di qualità, perché la qualità non si professa e basta: la qualità si attua nella totalità dell’insieme.

Solo alzando lo standard dei nostri comportamenti potremo offrire a noi stessi ed ai visitatori una qualità tale da lasciare tutti a bocca aperta e trasformare ogni nostro visitatore in ambasciatore della nostra bellezza.

Prima il pane e poi la bellezza?

Sappiate, invece, che solo la bellezza potrà darci il pane!

Lorenzo Berna

 

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