Ikea. Nodo-Collestrada. Si rischia il «tappo» Che traffico sarà?

Da diverso tempo il Corriere Pievese e lOra del Trasimeno segnalano le politiche regionali sbagliate nella viabilità e nell’assetto del territorio. Una di queste scelte sbagliate segnalate dall’inizio è stata quella della collocazione del centro commerciale Ikea a Collestrada. Così come avere impostato tutta la viabilità stradale interegionale verso le Marche. Ora i nodi vengono al pettine. E ne subiranno le conseguenze non solo i perugini ma gli umbri tutti e quanti  che passeranno per l’Umbria. (n.d.r)

(Rassegna stampa da NAZIONE UMBRIA  del 12-09-2018 di Michele Nucci.) Le idee ci sono, ma mancano progetti e risorse. E quelli che si prospettano per il traffico del capoluogo sono due o tre anni da incubo. Durante il dibattito in Commissione urbanistica per la presentazione del progetto-Ikea, infatti, sono emersi diversi elementi in chiaroscuro sul nodo compreso tra Collestrada e Ponte San Giovanni ,«la zona più trafficata di tutta l’Umbria» per ammissione dei tecnici che in questi mesi hanno studiato flussi automobilistici e soluzioni. I dati di Anas raccontano infatti che con l’apertura della Perugia-Ancona e della Foligno-Civitanova, su quei tre chilometri il traffico già elevato adesso è notevolmente aumentato.

E le prospettive? Se l’intervento previsto intorno al Centro commerciale allenterà la pressione sul collegamento E45-Statale 75 verso Foligno-Assisi (previste fino a quattro corsie e una bretella), per il resto la situazione resta problematica. E le parole del dirigente Anas Gioacchino Del Vecchio non confortano affatto. A cominciare dall’ipotetico collegamento tra Collestrada e Madonna del Piano (un pezzo del ‘Nodo di Perugia): «Nel contratto di programma non c’è il finanziamento di questo progetto». Il totale delle risorse ammontava a 72 milioni, 18 dei quali destinati a rifare la viabilità intorno al centro commerciale, mentre il resto non è finanziato. Quindi quel collegamento per abolire il «curvone» di Collestrada e bypassare Ponte San Giovanni resta solo un’idea. Addirittura quella del Mini-Nodo tra Madonna del Piano e Sant’Andrea delle Fratte non è più neanche un’idea: per Anas non è strada di interesse nazionale, anche se la Regione la pensa in modo diverso.

L’altro ieri si è anche parlato della possibilità di risolvere la questione della rampa della E45 che da Ponte San Giovanni sale verso le gallerie del Raccordo: la speranza di liberare quel «tappo» quotidiano per il momento è ridotta al lumicino. Del Vecchio ha ipotizzato un allargamento del viadotto di Piscille, «operazione estremamente costosa». Oppure di aggiungere una corsia alla rampa . « E’ una zona densamente abitata, la cosa è molto problematica. Sarà comunque avviato uno studio per capire come si possa intervenire».

Insomma, siamo ancora al pour parler. Dal luglio 2016 a luglio 2017 il traffico veicolare intorno a Perugia è aumentato del 7.6%: se la media dei veicoli nelle 24 ore, due anni fa era di 44.200 unità, dodici mesi dopo l’apertura della Perugia-Ancona è passata a ben 47.550, con un incremento di oltre 5mila autoveicoli al giorno.

 

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