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Umbria, un declino lungo 15 anni

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(Rassegna stampa. Dal Nuovo Corriere Nazionale di Giuseppe Castellini)

I dati Bankitalia sul Pil pro capite: gli umbri secondi peggiori I dati Bankitalia sul Pil pro capite: siamo i secondi peggiori

Un declino lungo 15 anni I dati Bankitalia sul Pii prò capite: gli umbri secondi peggio] L% Umbria arretra non soltanto nel periodo della lunga recessione (2007-2014): nell’andamento del Pii prò capite siamo penultimi in Italia anche nel periodo precedente, 2000-2007. Umbria, un declino lungo 15 ann

I dati Bankitalia diffusi ieri sul Pii – prodotto interno lordo – regionale e sul Pii per abitante nelle regioni per quanto riguarda l’Umbria dicono sostanzialmente una cosa: che l’Umbria declina non dall’inizio della recessione, quando ha preso una botta ben più forte della media nazionale, ma dall’inizio del nuovo millennio. Un passo più lento della media nazionale, per non dire di quella del Centronord, che evidenzia dei problemi strutturali pesanti che o non si sono affrontati, o si sono affrontati in maniera non appropriata. Insomma, un mezzo disastro, per non dire un disastro intero. Dividendo il periodo 20002014 in due sottoperiodi, 2000-2007 (cioè ante recessione) e 2007-2014 (gli anni della lunga recessione), l’Umbria in entrambi i periodi mostra un andamento del Pii per abitante che non solo è il peggiore del Centronord, ma è anche il secondo peggiore d’Italia. Vediamo le cifre dettaglio.

PIL PER ABITANTE

Nel periodo 200-2007 il Pii procapite è cresciuto in Italia, in media, del 5,1%. L’incremento maggiore lo registra il Centro, con +7,2% (da segnalare il +9,7% del Lazio, il più elevato del Paese), quindi il Nord-Ovest (+4,4%), il Sud e le Isole (+4%) e, a chiudere, il NordEst(+3%).

L’Umbria marca, secondo i dati Bankitalia, +0,9%, che è il penultimo dato italiano (dietro c’è solo l’Abruzzo, con +0,7% in 7 anni). Nel Centro, dopo il Lazio ci sono le Marche, con un ottimo +8,1%, e la Toscana con +3,9%.

Nel periodo 2007-2014, quella della recessione, il Pii prò capite è sceso in Italia del 12%, con il dato peggiore nel Centro e nel Sud-Isole, entrambi con -13,7%. Danni gravi, ma minori, nel NordOvest e nel Nord-Est, entrambi con -11,1%. Anche in questo caso l’Umbria, con un crollo del 17,4%, è la seconda penultima regione italiana (dietro c’è solo la Campania, con -17,6%). Nel Centro il Lazio fa -15,8%, le Marche 15%, la Toscana -9,7%.

PIL COMPLESSIVO

Cambiano i dati, ma l’Umbria manifesta sempre un ritardo, gravissimo soprattutto nel periodo 2007-2014, se invece che al Pii per abitante si guarda al Pii complessivo. Nel periodo 2000-2007, sempre secondo i dati Bankitalia, l’Umbria evidenzia +6,1%, contro +8,5% della media italiana e +11,9% del Centro (in sostanza, dal 2000 al 2007 l’Umbria è cresciuta poco più della metà di quanto non sia cresciuto il Centro). Tuttavia, rispetto al Pii prò capite, in questo periodo sull’andamento del Pii complessivo l’Umbria si posiziona meglio: non è l’ultima, ma la penultima del Centronord (fa peggio la Liguria, con +4,9%), e il suo dato è migliore di tutte le regioni del Sud-Isole, ad eccezione della Sardegna (+6,7%). La discrasia tra andamento del Pii e quello del Pii per abitante in questo periodo è quindi determinato dal fatto che in Umbria, dal 2000 al 2007, la popolazione ha avuto un incremento importante. Nel periodo della lunga recessione, 2007-2014, l’Umbria invece, con -14,5%, torna ad essere la peggiore del Centronord e la terza peggiore d’Italia, dopo Campania e Molise. Dati che dimostrano appunto come la crisi del modello di sviluppo della regione dati almeno 15 anni e di come il crollo durante la lunga recessione abbia radici più vecchie. Il modello Umbria, in altre parole, era già in crisi 15 anni fa.

 

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