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Sindacati “A rischio le centrali Enel di Pietrafitta e Bastardo”

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Dal Corriere dell’Umbria di Sonia Brugnoni

L’Europa va verso la crescita sostenibile: promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva. Su questo sono tutti d’accordo, ma quello su cui non sono d’accordo e obiettano energicamente Cgil, Cisl e Uil Umbria e le categorie degli elettrici Fiaei Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil Umbria, è l’abbandono dell’Umbria da parte di Enel. Il gruppo, sta smantellando gradualmente due “pezzi” importanti della regione. Il processo di dismissione, a loro dire è già iniziato, basti pensare che nel 2015, Pietrafitta ha lavorato settantadue ore. I sindacati chiedono il sostegno da parte delle istituzioni affinché l’Enel non chiuda l’impianto a carbone di Bastardo e quello a turbogas di Pietrafitta.

La conferenza stampa nella sede della Cgil di Perugia, rappresenta un ulteriore passo, a seguito dell’incontro che si è svolto in Regione tra azienda, sindacati e sindaci dei comuni interessati (Giano dell’ Umbria, Gualdo Tadino, Paciano, Piegaro e Panicale) che si sono seduti attorno al tavolo tecnico per la riqualificazione dei due impianti. Entrambi rientrano nel progetto proposto da Enel a livello nazionale, chiamato “Futur-E” che prevede un percorso decisionale condiviso tra istituzioni e comunità locali per studiare ipotesi di riconversione o riqualificazione di ventitré impianti in Italia. La centrale di Bastardo entro l’anno sarà dismessa, mentre per quella di Pietrafitta, sarà rimessa in discussione la strategicità, poiché non ritenuta più competitiva. Un indotto occupazionale indiretto che si aggira intomo alle duecento persone ciroa, oltre ai sessantanove dipendenti di Bastardo e ai trentanove di Pietrafitta. Secondo Vasco Cajarelli, segretario regionale di categoria “quello che chiediamo – ha precisato – è che siano avanzate delle proposte per progetti concreti di rinnovamento e investimento tecnologico per salvarle. Ci stiamo occupando da qualche tempo di questa situazione che non deve perpetuarsi – ha precisato Pierpaola Pietrantozzi, segretario regionale Cisl Umbria – non si può pensare che Enel riesca a fare quello che vuole pensando di trovare una collettività favorevole”. Andrea Calzoni, segretario Filctem Cgil, ha spiegato che le logiche di mercato sono dettate dall’economia. “Per rientrare nei canoni – ha precisato – Enel, dovrebbe investire e non lo fa, perché è diminuita la domanda

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