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Piegaro con Colle Val d’Elsa e Altare per dar vita alla rete dei Musei italiani del vetro

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Piegaro. C’è anche un Festival del vetro tra le iniziative messe in cantiere dal Museo di Piegaro, in collaborazione con i colleghi di Colle Val D’Elsa e Altare (Savona). Si stanno allacciando in questo periodo rapporti sempre più stretti tra queste tre strutture museali italiane. Lo scopo è la creazione di una rete di Musei del Vetro a livello Nazionale, per condividere esperienze, conoscenze e competenze, ma soprattutto una progettualità comune. I partner del progetto si sono ritrovati nei giorni scorsi in una tavola rotonda ad Empoli, che ha fatto seguito al convegno “Il vetro e il suo valore artistico e culturale – Esperienze a confronto: Piegaro, Empoli, Altare” dello scorso ottobre a Piegaro. Il piccolo borgo umbro da secoli è luogo di produzione del vetro.

Le prime testimonianze risalgono al XIV secolo. “Abbiamo pertanto una lunga tradizione – fa notare l’assessore comunale alla cultura e al turismo – che non solo non vorremmo dimenticare, ma riportare agli antichi fasti. E’ per questo – spiega – che abbiamo iniziato un percorso che vede il nostro Museo inserito in una rete interregionale che ci permetterà, oltre ad una gestione maggiormente focalizzata sull’arte del vetro, anche una promozione mirata ed inserita in un circuito in cui sono presenti altri Musei e che stimola sicuramente di più la curiosità del turista, ma anche l’interesse degli artisti e degli artigiani”.

I tre partner stanno già pianificando alcuni eventi e per il prossimo anno hanno pensato ad un Festival del Vetro, che si svolgerà presumibilmente nella primavera del 2017. Un Festival che rimetterà al centro delle attività, l’antica arte del vetro, accompagnata da seminari, laboratori, corsi di artigianato vetrario e mostre. A questo primo step, seguiranno momenti di scambio di lavorazioni, mostre congiunte, seminari annuali itineranti fino all’interscambio di lavori legati anche ad altre tradizioni popolari, come, nel caso di Piegaro, quella dell’ “impagliatura dei fiaschi” che ha costituito per secoli un’importante fonte di reddito per le famiglie di tutto il comprensorio del Trasimeno. “Stiamo lavorando perché il Museo del Vetro esca dall’ombra – conclude l’assessore – perché tutte le sue potenzialità vengano espresse e perché diventi un’opportunità di crescita e di sviluppo nel e per il nostro territorio. Ma per fare questo è necessario dargli una connotazione di più ampio respiro, inserirlo in un circuito almeno nazionale. Ci stiamo lavorando insieme alle associazioni civiche e culturali del nostro territorio e cominciamo a raccogliere i primi frutti”. Intanto si sta lavorando al prossimo incontro che si svolgerà presso il Museo del Cristallo di Colle Val D’Elsa a maggio.

da Stampa e Provincia

 

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