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Elezioni Regionali: Mario Ripepi. M5S. Lavoro, ambiente, sanità.

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Elezioni Regionali 2015. Le interviste del Corriere Pievese. Mario Ripepi. Movimento 5 Stelle.

Domanda. All’inizio delle nostre interviste chiediamo ad ogni  candidato una propria breve presentazione e i motivi della candidatura a queste elezioni regionali, con quale lista e quale candidato presidente.

Risposta. Mi chiamo Mario Ripepi, 44 anni, ho 2 figli e svolgo attività di mediazione immobiliare con una mia piccola impresa in franchising.

Sono venuto in Umbria per studiare Economia e commercio, terminata nel ’98, e sono cittadino corcianese da 14 anni.

Ho deciso di candidarmi a portavoce dei cittadini, con il MoVimento 5 Stelle per Andrea Liberati presidente, perchè è giusto mettersi in gioco se ci si sente in grado di dare e fare qualcosa dentro le istituzioni. E’ un passaggio anche naturale, legato alla partecipazione che il MoVimento richiede, specialmente se c’è un bagaglio di esperienza accumulato grazie all’attivismo a livello locale, che è ciò che più di ogni altra cosa fa comprendere da vicino le esigenze e le problematiche delle famiglie e dei cittadini.

 La partecipazione al voto delle ultime elezioni regionali, a cominciare dall’ Emilia, è stata a dir poco fallimentare, le regioni sono al minimo di gradimento fra i cittadini anche per gli scandali che le hanno viste protagoniste negli ultimi anni. Si parla con insistenza di nuove leggi,  di accorpamenti e di macro regioni, che ovviamente vedrebbero la nostra regione interessata. In un sondaggio del nostro giornale i lettori si sono nettamente espressi per un accorpamento con la Toscana. Cosa pensa di tutto questo ed eventualmente come si  impegnerebbe in consiglio regionale rispetto a questi temi.

Come per qualsiasi tematica il mio impegno in consiglio regionale andrebbe nella direzione del rispetto del volere dei cittadini. Il programma dei cittadini che si sono espressi con il MoVimento 5 Stelle prevede l’abolizione delle province e l’accorpamento dei comuni al di sotto dei 3500 abitanti e sebbene la regione non ha potere per decidere in materia può certamente stimolare in quella direzione e decidere come e dove veicolare risorse economiche, evitando di impiegarne ulteriormente nelle istituzioni predette.

In campagna elettorale spuntano proposte come i funghi, specialmente se sono difficilmente realizzabili. L’accorpamento delle regioni è una di queste ed è anche vecchia. Fa parte delle sortite elettorali fatte per confondere le persone e dar loro sempre un nuovo motivo per distrarsi dai fallimenti e dalle ruberie di chi ci ha governato sino ad oggi.

Tutto questo però ha stancato i cittadini, i quali sono nauseati ed hanno perso ogni fiducia nelle istituzioni e vanno a votare sempre meno, spesso non riconoscendo nemmeno i chiari segni distintivi del MoVimento 5 Stelle. La domanda, però, contiene un errore concettuale in quanto non sono le regioni ad essere protagoniste di scandali da decenni, ma sono i partiti ed il loro sistema di gestione del potere che è fonte inesauribile di malapolitica e di malaffare. Il grosso problema è che essi non possono autoriformarsi e non possono gestire la cosa pubblica in maniera diversa, il loro sistema clientelare che li sostiene non lo permette.

Come giudica  la legislatura passata ed in generale l’attività della regione Umbria rispetto ai problemi che questa regione ha?

Un fallimento totale. Non ci sono parole più adatte. Disoccupazione al 12,5% circa, la giovanile quasi al 50% e al 51% nella provincia ternana, 25.000 cassintegrati, attività esistenti da decenni che muoiono a ripetizione, suicidi di disoccupati e imprenditori ogni settimana, agricoltura non valorizzata con inutilizzo dei fondi europei a disposizione, trasporti inefficienti o falliti, strade e superstrade disastrate, sanità piena di sperperi e disservizi ai cittadini, disastri ambientali specie nella conca ternana, aiuti ai più bisognosi inesistenti…….se continuo non mi basta lo spazio a disposizione.

Quali pensa che siano le tre priorità che la regione dovrebbe affrontare e come?

La prima è il lavoro: il M5S intende risollevare l’economia con una manovra combinata a forte impatto che prevede da una parte l’istituzione del reddito di cittadinanza regionale, dando così impulso alla domanda di beni e servizi, e dall’altra la riduzione delle imposte, delle tasse e della burocrazia a carico delle piccole e medie imprese, passando anche attraverso l’eliminazione di equitalia come soggetto a cui affidare la riscossione dei tributi e trovando forme di riscossione del dovuto attraverso un sistema non vessatorio e che prescinda dal profitto dell’ente riscossore.

La seconda è l’ambiente: il M5S attuerà una rivoluzione in campo ambientale, in termini di tutela della qualità della vita e della salute dei cittadini, in termine di salvaguardia del territorio ed in termini di valorizzazione delle risorse naturali di cui l’Umbria dispone. Nuova politica sui rifiuti che miri a chiudere le discariche e ad attuare veramente la strategia rifiuti 0. Applicare una severa politica di tutela dell’aria che respiriamo e dell’acqua che beviamo, colpendo senza indugio ogni forma di inquinamento in tal senso. Fabbisogno energetico basato sulle fonti rinnovabili e tante altre politiche che non faranno altro che portare benessere, salute e posti di lavoro ai cittadini umbri.

La terza è la sanità: riassetto totale della sanità umbra. Più salute e prevenzione, meno cure e medicine. Più assistenza domiciliare, meno ospedale. Più infermieri e dottori, meno dirigenti. Separazione netta tra chi svolge attività medica privata e chi svolge attività nel pubblico. Integrare il sistema convenzionale con la ormai riconosciuta medicina non convenzionale. Revisione profonda della spesa farmaceutica.

Cosa pensa della scelta che la Regione Umbria dovrà fare insieme alla Toscana per la individuazione della sede della stazione per l’Alta Velocità e che sembra orientata per la zona di Arezzo?

Il M5S boccia tale proposta, prima di tutto perchè riteniamo non risolva i problemi di trasporto da e verso l’Umbria. Sarebbe una soluzione forse funzionale ad una parte della regione  ma che probabilmente peggiorerebbe la situazione della restante parte tagliata fuori per le distanze non convenienti e dall’interesse generale delle istituzioni e dalle società ferroviarie.

In secondo luogo l’operazione richiederebbe miliardi di euro a carico delle 2 regioni, soldi che non ci sono, ed in tempi in cui ci sono famiglie che piangono bisogni è un delitto impiegare risorse per progetti faraonici che alla fine servono solo per mettere in piedi giri monetari per i soliti noti.

Finisco dicendo che uno dei principali promotori di questo progetto è l’assessore Rometti il quale, sin da quando era assessore al comune di Perugia, si è distinto per progetti faraonici anti economici, devastanti per casse del comune, e gestioni fallimentari di aziende di servizi per i cittadini: minimetrò, umbria mobilità, gesenu, etc.

A questi signori, tipo Rometti, il M5S non intende affidare nemmeno la costruzione di una pista del trenino per bambini.

Quali sono i provvedimenti che la Regione Umbria dovrebbe prendere per stimolare la crescita delle imprese e quindi dell’occupazione?

La prima priorità elencata nella risposta numero 4 credo sia più che sufficiente a rispondere anche a questa domanda.

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