Home Rubriche Città della Pieve. Fase due. “Mattoni al posto del cemento”

Città della Pieve. Fase due. “Mattoni al posto del cemento”

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L’esplosione del virus, aveva interrotto anche dei lavori pubblici che erano stati avviati a Città della Pieve. Lavori che progettati e finanziati nella precedente legislatura, l’attuale esecutivo aveva avviato alla realizzazione per un importo di circa 250 mila euro. All’interno di questi lavori è compreso anche un intervento nel tratto della viabilità che collega l’ex Ospedale al Monumento, passando per le Mura. “Previsti degli interventi sul manto stradale, una colonnina per le utenze elettriche e soprattutto la copertura del muro di cemento sottostante la pista del Mocli che verrà rivestito con il materiale classico della nostra zona, cioè il mattone”. Dice questo il sindaco Risini, in una intervista comparsa sul Corriere dell’Umbria. Ora con la fase due riaprono i cantieri e ripartono i lavori.

In effetti Città della Pieve è nota ed amata, anche per l’omogeneità e l’ottima conservazione del suo centro storico. Un centro storico, grande e ampio, come quello dei centri medievali, sede di Diocesi che ha retto alle cementificazioni del miracolo economico ed a quelle successive,  anche grazie ad alcune scelte oculate, fatte nel secolo scorso e che videro interventi di edilizia economica e popolare al suo interno, insieme alla valorizzazione di alcuni palazzi storici. Omogeneità e buona conservazione, frutto dell’impegno pubblico ma anche privato, che ha superato, almeno complessivamente, anche la diatriba intonaco contro mattone.

Infatti, fermo restando che l’approccio visivo migliore di Città della Pieve, lo si ha guardandola da ovest, nella sua lunga distesa delle Piagge, con dietro Torre e Campanile, fino al Profiello, a Palazzo Fargna ed in fondo alla chiesa di San Pietro, venendo da est, cioè da Perugia si hanno due impatti non positivi. Prima il profilo emergente del giallo di Palazzo Orca, che denuncia chiaramente la necessità di rivedere il piano del colore della città e poi appunto il muro di cemento realizzato con la nuova viabilità per il parcheggio sotto San Francesco. Ora, con questi lavori, si interverrà su questo secondo aspetto. E’ una buona notizia che migliora l’assetto complessivo di quella che è diventata una zona centrale di Città della Pieve. Resta il problema, oltre Palazzo Orca, se torneremo a circolare e vivere come nel “pre coronavirus”, del caos dell’area “Monumento”.

Ma per risolvere quello servono progetti di grande respiro, anche economico, su parcheggi e percorsi meccanizzati. Che al momento sembrano essere non all’ordine del giorno e comunque fuori portata.  (g.f)