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Chiusi. Banca Valdichiana: terminati gli incontri con i Soci su riforma e proposta di fusione

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CHIUSI  – Si è concluso oggi, sabato 2 aprile a Chiusi, il ciclo di incontri sul tema “La riforma del Credito Cooperativo e il progetto di fusione di Banca Valdichiana con la BCC di Montepulciano” che ha visto nell’ultimo mese, a partire dal 4 marzo scorso, il Consiglio di Amministrazione presieduto da Mara Moretti, il Direttore Fulvio Benicchi e il Collegio Sindacale della Banca incontrare i propri Soci in tutto il territorio di competenza. Gli appuntamenti, cinque in tutto, sono iniziati da Sarteano e Piazze per l’area del Monte Cetona, per continuare a Sanfatucchio (Castiglione del Lago) per l’area umbra e Castiglion Fiorentino per l’area aretina, e finire a Chiusi per l’area di origine della Banca.

Obiettivo del ciclo di incontri era quello di spiegare di persona, con puntualità e trasparenza ai Soci, che sono anche gli azionisti delle BCC,  i cambiamenti prodotti dalla riforma del Credito Cooperativo e i perché della scelta della proposta di fusione con la BCC di Montepulciano. Gli appuntamenti – tutti molto partecipati, salvo l’ultimo in cui ci si attendevano forse più presenze (ma bisogna anche ricordare che a Chiusi si era svolto un incontro anche a novembre 2015 sullo stesso tema) – sono stati l’occasione per ascoltare dubbi e perplessità e dare risposte e spiegazioni, serenamente, secondo quello che è lo stile di questa Banca fin dalla sua origine.

“La proposta di fusione con la BCC di Montepulciano – ha detto la presidente di Banca Valdichiana Mara Moretti – è una scelta strategica che questo CdA si è sentito di fare perchè questa Banca possa continuare ad essere un punto di riferimento per il tessuto economico, sociale e istituzionale del suo territorio anche nel futuro, come lo è stata fino ad oggi da oltre un secolo”.

“Sarebbe stato forse più semplice – ha continuato la presidente – restare fermi e demandare tutto al nuovo CdA che verrà eletto alla prossima Assemblea ordinaria a maggio ma in una fase in cui tutte le altre BCC si stanno muovendo, in cui i costi stanno crescendo e i concorrenti nel mercato sono sempre più e sempre più agguerriti, a nostro parere non avremmo fatto il bene della Banca Valdichiana. Crediamo in questa proposta perché la fusione avviene con una BCC sana che ha un territorio complementare al nostro e insieme andremmo a coprire tutta la Val di Chiana dal Trasimeno fino ad Arezzo.”

Il Direttore generale Fulvio Benicchi ha sottolineato soprattutto la questione dei controlli e della normativa stringenti che sono ormai di livello europeo e non nazionali, per rispettare i quali una Banca piccola è sottoposta a costi crescenti e a sottrarre personale ad altre attività. “Solo nel 2015 abbiamo dovuto versare – ha spiegato Benicchi – un milione e settantaseimila euro per il Fondo di risoluzione europeo, il Fondo di garanzia del credito Cooperativo e a sostegno delle quattro Banche in crisi oggetto del decreto Salva Banche. Secondo le nostre proiezioni nel 2016 tali costi supereranno il milione e cinquecento mila euro. Se faremo la fusione i costi verranno abbattuti in modo più efficiente e riusciremo anche a liberare risorse del personale da dedicare allo sviluppo di altri settori quali il Servizio Estero, migliorando così i servizi ai nostri clienti e alle imprese ed essendo più competitivi sul mercato.”

A decidere sulla proposta di fusione tra Banca Valdichiana e BCC di Montepulciano saranno i Soci stessi che saranno chiamati a deliberare, per quanto riguarda Banca Valdichiana, l’8 maggio, mentre il 15 dello stesso mese saranno chiamati a rinnovare il CdA e il Collegio Sindacale.

La gran parte dei soci che hanno partecipato agli incontri si è detta comunque favorevole al progetto di fusione, tranne alcuni che hanno sollevato osservazioni sul fatto che non fosse necessario né urgente fare una fusione ora perché Banca Valdichiana è una Banca solida e quindi non ne aveva bisogno, sul timore di far perdere la centralità a Chiusi spostando uffici o risorse e sul timore di un cambiamento culturale e della natura della Banca. Su tutto la presidente e il direttore hanno risposto e tranquillizzato i soci.

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