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Castiglione del Lago. Recupero dell`ex aeroporto. Il Comune adesso cerca partner

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Dalla Nazione Umbria del 12-01-2016

Castiglione del Lago. Il sindaco Sergio Batino (nel riquadro), fa chiarezza sulla questione dell’ex aeroporto Eleuteri (nella foto), inserito nella lista dei 208 beni che lo Stato ha reso accessibili ai cittadini attraverso la piattaforma digitale «Open Demanio». Una vetrina sul web spalancata per promuovere la trasparenza e individuare possibili affittuari (fino a un massimo di cinquant’anni) del portfolio pubblico, attraverso bandi rivolti ai privati.

«Ancora non abbiamo pubblicato nessun avviso ma è vero che cerchiamo soggetti interessati a collaborare a un percorso comune di riqualificazione dell’area», fa sapere il primo cittadino. Ma la proprietà, sia chiaro, non si tocca. L’Eleuteri è del Comune dal 2012, quando è stato siglato l’atto di trasferimento dall’Agenzia del Demanio a fronte di un progetto di valorizzazione, recupero e salvaguardia della struttura. Il ‘tesoro’ lacustre resta in casa e al momento non c’è nessun interlocutore in vista per discutere di affitto, ma il cantiere per la futura realizzazione di spazi turistici e ambientali è aperto.

«Alcuni lavori – spiega il primo cittadino – sono iniziati, come quelli per ristrutturare alcune palazzine all’interno dell’area, mentre altri stanno per partire». Tra gli interventi pronti al via ci sono la sistemazione della recinzione esterna e l’allestimento della struttura dell’acquario di pesci di acqua dolce, che diventerà k Casa del Parco. Quest’ultimo è uno degli elementi principali del costituendo Ecomuseo del Trasimeno, di cui l’ex aeroporto farà parte. «Si tratta di un intervento molto complesso che speriamo di completare il prima possibile – osserva Batino – ma le risorse necessarie ci sono». I finanziamenti, tiene a precisare il sindaco, «non provengono dalle casse comunali ma dalla Regione, attraverso il Patto di stabilità territoriale». Per valorizzare il sito, che oltre alla parte museale comprende anche una struttura ricettiva da recuperare, servirebbe il coinvolgimento di realtà associative e investitori privati, che potrebbero entrare nel progetto con uno strumento ben preciso: l’affidamento temporaneo in concessione di valorizzazione

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