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Berna:mettiamo fine a questa dissoluta gestione dei rifiuti

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Dopo anni di gestioni disinvolte fatte sulle spalle dei cittadini in nome delle logiche partitocratiche imperanti in Umbria, il sistema regionale della raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani sta letteralmente crollando a pezzi.

I tempi in cui tutto era permesso, ormai, sono finiti perché finalmente la magistratura su quel sistema ci ha messo le mani sopra.

Certo lo avrebbe potuto fare prima, ma evidentemente da noi il futuro arriva sempre in ritardo.

Ed è non da poco, in questo senso, che le inchieste giudiziarie pesanti, quelle che sollevano l’accusa di aver realizzato attività affaristico-mafiose non siano partite dalla magistratura umbra.

Evidentemente ad ogni livello, dalle nostre parti, si ritiene che gli umbri possono aspettare in eterno ed ingoiare ogni rospo. Forse sono loro stessi a voler aspettare: ma che cosa, dico io?

Facciamo un esempio per capire meglio cosa è successo.

Venti anni fa non era chiaro che la gestione dei rifiuti era un business, sia lecito che illecito a seconda delle proprie inclinazioni. Quello che però era chiarissimo era il fatto che se si fosse costituita una società partecipata tra i comuni del Trasimeno si sarebbe potuto organizzare un bel sistema di clientele e di voti di scambio. E nell’anno 1992 nacque la T.S.A. alla quale, senza nessuna gara pubblica, è stata affidata la gestione dei rifiuti ed alla quale è stato permesso di fare tutto quello che voleva in nome di una pax politico-clientelare che mettesse tutti d’accordo.

Nel 1991 il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani gestito direttamente dal Comune di Città della Pieve costò ai Pievesi 400 milioni di Lire.

L’anno successivo, con l’affidamento alla T.S.A. il costo salì a 1 miliardo e 200 milioni di Lire.

Da lì in avanti l’innalzamento del costo del servizio è diventato inarrestabile e, nel 2014, è stato di 1 e 870 mila Euro.

Un servizio che nel tempo non è migliorato, con una raccolta differenziata ridicola, con una tariffa puntuale (ovvero pagare per quanti rifiuti si producono) che non è stata mai introdotta.

Dal 1991 io denuncio queste cose e nessuno mi ha dato ascolto.

E a chi aveva la responsabilità di governo regionale e comunale sarebbe bastato veramente poco per convincersi di dover cambiare rotta. Invece nulla è stato fatto.

A causa di questa situazione ci troviamo in questo enorme paradosso:

  1. Il vertice di T.S.A. è sotto inchiesta per inquinamento ambientale e traffico di rifiuti
  2. Il vertice di Ge.Se.Nu. (che detiene quote importanti di T.S.A.) è stato decapitato a seguito delle indagini per mafia e, per questo, la società è stata colpita da provvedimenti interdittivi all’esercizo di appalti pubblici
  3. Gest srl (che è la società cui T.S.A. e Ge.Se.Nu. hanno dato vita per partecipare all’appalto, vincendolo, per la gestione dei rifiuti del territorio Perugia – Marsciano – Trasimeno) a sua volta è stata raggiunta da una interdittiva antimafia

In altri termini, la Gest srl, la società che ha vinto il colossale appalto per la gestione dei rifiuti della porzione più grande della provincia di Perugia dal 2008 al 2024 è stata costituita da amministratori che risultano coinvolti in vicende politico-affaristico-mafiose.

Tanto che anche alla Gest srl è stata inibita la possibilità di partecipare a nuovi appalti pubblici.

E nel frattempo noi?

Dobbiamo farci ancora vessare da questi signori o è finalmente arrivato il momento di non aspettare più?

Lorenzo Berna

 

 

 

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