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Alice. Riabilitazione 2.0. Nuove tecnologie e riabilitazione domiciliare. Le nuove risorse nella lotta all’ictus.

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A.L.I.Ce. Umbria, nel pomeriggio del 30 maggio, ha organizzato a Città della Pieve un convegno sulla riabilitazione dopo l’ictus.

Ai saluti del Presidente, Guerrino Bordi, ha fatto seguito il Sindaco di Città della Pieve, Fausto Scricciolo, che ha comunicato le ultime notizie riguardanti il presidio ospedaliero pievese. Il finanziamento preannunciato dalla Presidente della Regione Marini è stato deliberato: i tre milioni e mezzo di euro stabiliti saranno così suddivisi: 2 milioni e mezzo per la riqualificazione strutturale  e 1 milione  per le attrezzature per il centro di riabilitazione, che occuperà un intero piano dello stabile e sarà dotato di palestre e personale dedicato.

Assemblea Terzo Sattore

Il successivo intervento del dottor Maurizio Massucci, responsabile del CORI di Passignano, ha chiarito che si tratterà di un centro di riabilitazione estensiva extraospedialiera: i colpiti da ictus, una volta dimessi dal centro di riabilitazione intensiva, quali il CORI, ma con bisogni ancora significativi, potranno proseguire le terapie riabilitative nel centro pievese.  Fondamentale dovrà essere la continuità del percorso della persona colpita da ictus, dal ricovero al Centro Ictus alla riabilitazione intensiva, alla estensiva e infine ai centri territoriali sia della ULS sia privati convenzionati, che dovrebbero aumentare di numero per diminuire i tempi di attesa, ancora troppo lunghi. Il dottor Massucci ha ricordato anche che la normativa in Umbria risale al 2006 e che, in alcuni punti, è da rivedere, come nella possibilità di avere in alcuni casi l’intervento riabilitativo a domicilio per renderlo più tempestivo ed efficace.

Il dottor Enrico Righetti, responsabile del Centro Ictus di Città della Pieve, ha ribadito con forza l’essenzialità di poter accedere, per il colpito da ictus, alle Stroke Unit in tempi brevi per ricevere le cure appropriate, diminuire i danni e di conseguenza i tempi di riabilitazione; al momento, purtroppo in Italia, esiste una situazione disomogenea, delle 170 Stroke Unit esistenti l’80% è al Nord, il resto 20% fra Centro e Sud, a Napoli non ve n’è neppure una.

Il Presidente di A.L.I.Ce. Italia, Paolo Binelli a proposito della necessità di una maggiore diffusione  dei Centri Ictus ha comunicato che è stato creato un intergruppo parlamentare che tratterà le problematiche legate all’ictus: maggiore conoscenza della malattia e della prevenzione, distribuzione più omogenea delle Stroke e riconoscimento da parte del Ministero della Sanità della teleriabilitazione.

Proprio le nuove tecnologie riabilitative sono state l’argomento centrale del convegno, trattato dal fisiatra  e ricercatore  dell’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma, dottor Patrizio Sale.

Il dottor Sale ha svolto una ricerca, finanziata dall’Agenzia spaziale europea e in collaborazione con Alice Italia Onlus,  su nove pazienti in Italia che hanno già terminato la sperimentazione con risultati incoraggianti. «Il dispositivo robot riabilitazione», ha spiegato il ricercatore  «ha la funzione di assistere i pazienti nel trattamento riabilitativo a domicilio per il recupero funzionale dell’uso della mano. I medici ed i terapisti della riabilitazione con questo nuovo e innovativo strumento hanno la possibilità di monitorizzare da remoto, per mezzo di una piattaforma web, i trattamenti prescritti ed effettuati nelle 6 settimane dai soggetti e hanno la possibilità di programmare nuovi e sempre più complessi esercizi finalizzati ad un sempre più funzionale recupero dell’arto superiore. Solo per mezzo di questi sistemi di tele-robotica e tele-assistenza, si ha la possibilità di effettuare in contemporanea misurazioni ed avere feedback immediati sui recuperi ottenuti dal paziente ad ogni seduta e, cosa fondamentale», ha concluso il medico, «si ha la possibilità di intervenire immediatamente laddove siano necessarie operazioni di correzione dell’esercizio svolto riducendo così anche il numero di accessi per visite ospedaliere specialistiche” Il sistema è stato brevettato, ma ancora non è  realizzabile  su larga scala e non è riconosciuto dalla Sanità Nazionale.

In attesa che la robotica divenga realtà è auspicabile che si estendano sul territorio esperienze positive come l’AFA , Attività Fisica Adattata, esistente a Ponte San Giovanni, nata per volontà della dottoressa Giuliana Costantini fisioterapista e psicologa con la collaborazione di A.L.I.Ce. e della USL e realizzata dal fisioterapista dottor Andrea Giorgetti, provider unico AFA Ictus. I colpiti da ictus, dopo la fase riabilitativa intensiva, al loro ritorno a casa spesso vanno incontro ad una situazione di sedentarietà e di perdita di interessi di relazione sociale col rischio di perdere i risultati ottenuti, ed è proprio per mantenere nel tempo lo stile di vita che la riabilitazione ha portato che è nata l’A.F.A. Dopo la valutazione del fisiatra del grado di disabilità, i pazienti  svolgono questa attività per gruppi omogenei due volte la settimana per l’intero anno, seguiti da un fisioterapista appositamente preparato che rispetta un protocollo fisso e condiviso con la USL. Ormai sono cinque anni che, a Ponte San Giovanni, viene svolta questa forma di riabilitazione con risultati positivi anche dal punto di vista relazionale, come afferma la dottoressa Giuliana Costantini. Dopo lo shock dell’evento traumatico la persona e i familiari devono reagire, elaborare ciò che è accaduto e sviluppare la resilienza cioè la capacità di far fronte in maniera positiva all’evento traumatico e riorganizzare la propria esistenza restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre. Questo è un processo lungo  e difficile, che lo “stare insieme” può comunque  favorire.

 

 

 

 

 

 

 

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