Home Rubriche Riforma delle BCC. Confcooperative umbra preoccupata

Riforma delle BCC. Confcooperative umbra preoccupata

Condividi

Dal Corriere dell’Umbria  di Enrico Agamennone. Presentato lo scorso 15 febbraio, il decreto legge 18/2016 in materia di Riforma delle banche di credito cooperativo, ha da subito fatto discutere gli addetti ai lavori. “Dopo im confronto di diversi mesi con Confcooperative – ha spiegato Andrea Fora, presidente di Confcooperative Umbria – fatto di dialogo e cooperazione e che ha portato alla condivisione di una bozza di autoriforma, sono stati inseriti all’ultimo minuto, alcuni elementi di criticità”. “In particolare – spiega Andrea Fora – è stato inserito un principio molto pericoloso che rischia di snaturare la legge e l’intero sistema di credito cooperativo, cioè la clausola di non adesione (way out, ndr)”. In pratica, a far discutere è la deroga che consente alle BCC che hanno un patrimonio superiore a 200 milioni di euro e che non intendono aderire al gruppo bancario previsto dalla legge, di trasformarsi in società per azioni senza devolvere il patrimonio ai fondi mutualistici e rendendo divisibili le riserve con il pagamento di un’imposta forfettaria straordinaria. “Sarebbe una trasformazione delle riserve indivisibili – ha sottolineato ancora Andrea Fora – in capitale in libera uscita. Una novità che se adesso fosse applicata al credito cooperativo, potrebbe spianare la strada a provvedimenti simili nel mondo della cooperazione e mettere in crisi un modello d’impresa che funziona da più di 50 anni”. Per far fronte alla situazione e per creare un dialogo costruttivo, mirato alla risoluzione di alcune problematicità presenti nel decreto legge, Confcooperative ha organizzato ieri mattina un’ incontro con i parlamentari Umbri, per chiedere loro un sostegno nella tutela dei principi costruiti nei mesi scorsi insieme al Ministero per l’Economia e Bankitalia, e per tutelare il sistema di credito cooperativo umbro dai rischi che porterebbe la clausola di “way out”.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di Confcooperative, di Federcasse e delle banche di credito cooperativo umbre, oltre alla senatrice Valeria Cardinali, all’onorevole Pietro Laffranco e una rappresentanza della senatrice Linda Lanzillotta. “Speriamo nella collaborazione dei nostri parlamentari – ha sottolineato Andrea Fora – per cercare di rivedere la questione ‘way out’. Abbiamo fortemente a cuore il credito cooperativo e cercheremo in tutte le sedi possibili di lavorare per una correzione della nonna”. “Negli anni, a causa dell’accentramento di credito delle grandi banche, il credito cooperativo è stato fondamentale per sostenere le piccole e le medie imprese, risorsa fondamentale del tessuto economico umbro – ha spiegato Paolo Grignaschi, direttore generale della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo di Lazio, Umbria, Sardegna – siamo convinti dell’importanza di servire il territorio dove ce n’è bisogno e non solo dove conviene. Una clausola di non adesione tuttavia deve essere presente, ma non con le modalità presentate nel decreto legge. Non deve uccidere le cooperazioni nè essere riservata a pochi eletti”.