Scricciolo ” Il cambiamento si legge nel fare quotidiano” L’intervista di quasi mezza legislatura al sindaco di Città della Pieve

Sono due anni di lavoro dell’attuale Giunta e Consiglio Comunale di Città della Pieve, giunta presieduta dal sindaco Fausto Scricciolo. Abbiamo voluto quasi anticipare un’intervista di “mid tem” che andrebbe fatta a dicembre. Ringraziamo il sindaco di avere anticipato su queste risposte fornite alle nostre domande anche valutazioni cha avrebbe voluto fare in altre sedi. 

Sindaco sei stato scelto, nelle ultimi elezioni comunali a Città della Pieve, soprattutto con le primarie del centro sinistra, fatto storico per questo paese, con grandi aspettative di cambiamento. Quanto e come pensi di essere riuscito a farlo? Diciamo che giudizio dai di questa prima parte del vostro lavoro. Quali i punti di forza e quali di debolezza?

Sono passati due anni e ne mancano ancora tre …il cambiamento è in corso ed ogni giorno lavoriamo con impegno e tenacia per costruirne un altro pezzo. Cambiamento non è solo l’effetto, cambiamento è anche il processo. Così come il viaggio non è solo il punto di arrivo, ma tutto il percorso per raggiungerlo. Abbiamo rimesso in discussione metodi di lavoro, persone, strutture, scelte e progetti. Su ogni ambito cerchiamo di produrre risposte il più possibile vicine ai bisogni dei pievesi che ascoltiamo quotidianamente. Al contempo perseguiamo il raggiungimento degli obiettivi che abbiamo indicato quando siamo partiti e altri che sono sorti in seguito. Siamo una squadra coesa e motivata che si è assunta un impegno con la Città e lavora per portarlo a compimento. I giudizi non spettano a noi e forze e debolezze sono sempre opinabili. Tutto è dinamico, ogni giorno una debolezza può trasformarsi in punto di forza e viceversa.

 Non c’è un bel clima a Città della Pieve. E’ un’impressione sbagliata? Da una parte c’è una parte, che al di là del logico ruolo di opposizione, si dice non abbia ancora digerito la sconfitta, dall’altro si accusa la vostra giunta di arroccamento e autosufficienza. Cosa ne pensi?

In effetti la primavera è un po’ piovosa. Scusa ma non ho resistito alla battuta, il fatto è che per quanto mi riguarda l’affermazione non ha valore assoluto. Il clima è legato ai luoghi ed alle persone che si frequentano. Ogni giorno ho riscontri positivi e negativi a seconda di chi incontro, delle posizioni assunte, delle aspettative e dei ruoli. Non ho mai condiviso la presunzione di coloro che si fanno interpreti del “comune sentire” ed in realtà danno solo sfogo al loro personale ego quando va bene o peggio al risentimento perché hanno dovuto farsi da parte, per scelta o mancata scelta, diretta o indiretta che sia.

Purtroppo, come ho sempre registrato nella vita, la differenza la fa il fare. Il fare è fatica, e responsabilità, è consumare per intero il proprio tempo, è mettersi in gioco. Il fare, sopratutto quello di un sindaco come sperimento ogni giorno, si scontra con le difficoltà, coi problemi, con la ricerca di soluzioni, con le interpretazioni e le opinioni.

Tralascio il resto che giudico una ricerca di spunti polemici e penso che di polemiche la Città sia stanca, sono certo preferisca le azioni concrete.

Il raccordo, la collaborazione, l’integrazione fra i comuni di quest’area che comprende il Trasimeno, l’Orvietano, la Valdichiana Romana, sono fattori fondamentali per lo sforzo di dare un futuro adeguato alle nostre popolazioni. A che punto siamo?

Stiamo lavorando per costruire l’Unione dei Comuni del Trasimeno. Gli statuti ed atti costitutivi sono stati rinnovati e approvati. Nel prossimo consiglio verranno individuati i rappresentati di Città della Pieve. A seguire i successivi atti, l’obiettivo è in vista. Con l’Orvietano abbiamo recentemente associato due servizi (Catasto e Protezione civile) in funzione della strategia aree interne ed alla luce di attività che ci vedono naturalmente collegati. Sempre nel prossimo Consiglio comunale il Comune di Città della Pieve assumerà il ruolo di Capofila nella gestione associata dello sportello per la Attività Produttive con i comuni di Monteleone d’Orvieto e Montegabbione. Abbiamo già associato la Centrale Unica di Committenza con Panicale, Piegaro e Paciano con cui stiamo per avviare insieme il servizio di accoglienza turistica. Con i vicini comuni della Valdichiana senese abbiamo sottoscritto protocolli d’intesa su itinerari culturali ed effettuato campagne promozionali per il turismo (RYANAIR) e abbiamo la scorsa settimana aderito al Distretto Turistico dell’Etruria Meridionale ricompreso e definito a seguito del protocollo sottoscritto tra Viterbo, Orvieto e Chiusi. Questa è una parte a molto altro si sta lavorando.

C’è grande attesa per le opportunità che possono crearsi con le linee di finanziamento comunitarie 2014-2020. Come ci state lavorando e come si sta muovendo l’imprenditoria locale? Possiamo contare su una buona “banca progetti”?

Sia l’Amministrazione comunale che i privati stanno lavorando e mettendo in campo diversi progetti. La Banca Progetti è già voluminosa. Nei prossimi mesi cercheremo di far conoscere a tutti strategie ed idee. Sarà l’occasione per raccogliere impressioni e nuovi spunti.

A che punto è il lavoro il Centro Commerciale Naturale?

Ci siamo mossi molto prima di tanti altri centri dell’Umbria, poi elezioni, ritardi, cambi e correzioni hanno ritardato l’uscita del bando regionale che ci dicono sia imminente. Come amministrazione oltre ad aver dato il via al progetto stiamo supportando l’Associazione Commercianti per arrivare ad avere il necessario per poter partecipare e costruire insieme un’occasione di crescita e miglioramento qualitativo ad interesse del centro storico e di tutta Città della Pieve.

E invece sul piano dei servizi sanitari a che punto siamo?

Sono in corso le fasi di espletamento del bando per l’aggiudicazione dei lavori di riconversione che speriamo si possano avviare quanto prima. Quella sui servizi sanitari è una battaglia dalla quale non ci siamo mai sottratti e quotidianamente portiamo avanti.

Leggo in questi giorni il solito allarmismo per spostamenti che non ci saranno prima dell’avvio degli interventi attesi. Se chi oggi ha la memoria corta e vende fumo si fosse ricordato dell’ospedale con determinazione e coraggio anche prima, e non solo dopo le primarie, forse ora già potevamo avere una struttura efficiente e funzionale, dimensionata e compatibile con il territorio su cui insiste.

A Perugia quest’anno si sono inventati a tavolino “Perugia 1416” una rievocazione storica senza tradizioni e senza passato. Noi la abbiamo giudicata una invasione di campo inopportuna , nell’ambito di una sorta di “divisione delle opportunità” a livello regionale, che almeno la Regione avrebbe dovuto promuovere e garantire. Invece prima ancora che l’iniziativa, la prima avesse luogo ci sono state le dichiarazioni dell’assessore sulla disponibilità di fondi regionali e sul sito della Regione l’evento ha campeggiato prima ancora della Quintana e delle Gaite. Cosa ne pensi? Una domanda che ti facciamo anche per sapere cosa possiamo aspettarci dalle manifestazioni del Palio e dei Terzieri nel 2016 e come iniziative dell’Ente Palio che presiedi.

Non vorrei addentrarmi su scelte che ritengo altri siano liberi di fare. Siamo in attesa delle attribuzioni dei contributi regionali per le rievocazioni storiche e li invece si è chiesto a più riprese che si rivedessero criteri e graduatorie di merito. La tradizione e le dimensioni del Palio Pievese debbono essere ancora ampiamente riconosciute. In questi due anni abbiamo lavorato molto insieme ai Terzieri per organizzare e meglio qualificare la manifestazione. L’Ente Palio è uscito definitivamente dalla sede comunale, ha recentemente rivisto su aspetti formali lo statuto. Si è dotato di collaborazioni volontarie. Ha una sede stabile. Ha istituito una commissione di lavoro che organizza e costruisce la manifestazione con la finalità di una sempre maggiore qualità.

 Per chi ne ha voglia il cambiamento atteso penso lo riesca a leggere nel fare quotidiano.

 

corrierepievese@gmail.com

Riguardo a Gianni Fanfano

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