Regione. Crisi rifiuti. Proposte per l’emergenza e incombe la minaccia di aumenti delle tariffe. Rassegna Stampa dal Corriere dell’Umbria di Alessandro Antonini

 

Perugia –  Serve un nuovo assetto impiantistico per il trattamento della frazione organica umida e la frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Anche a causa del perdurante stop di Borgogiglione e Pietramelina i rifiuti vengono portati fuori regione, con tanto di richiesta di aumento della tariffa da parte del gestore. Lo sostiene l’Ati 2 con un nuovo atto di indirizzo, cuore del piano esecutivo di gestione dell’esercizio finanziario 2017 .

L’ambito integrato ne fotografa lo stato di attuazione al 29 marzo scorso, ultimo frame prima dell’affidamento delle funzioni all’Auri (Ambito unico regionale integrato), a far data dal 31 marzo. Di mezzo ci sono l’inchiesta giudiziaria sui rifiuti e i problemi legati all’ impiantistica e alle autorizzazioni. La relazione per l’elaborazione e la definizione dell’assetto che verrà vale come obiettivo – realizzato ancora solo al 35% – da centrare entro il 30 settembre prossimo.

“Le criticità emerse negli ultimi mesi – è scritto nella descrizione del progetto – non consentono al gestore del servizio, Gest, di utilizzare pienamente tutte le sezioni dell’impiantistica a servizio dell’Ati 2. A partire dal 6 dicembre 2016 sono stati sospesi i conferimenti della Fou all’impianto di Pietramelima e rispettivamente dal 20 febbraio e dal 4 marzo 2017 sono cessati i conferimenti (in discarica e bioreattore) a Borgogiglione.

L’Ati 2 ha approvato una specifica variante al piano d’ambito finalizzata alla realizzazione del revamping dell’impianto di compostaggio di Pietramelina. Conscguentemente il gestore, il 15 giugno 2015, ha presentato la relativa istanza Aia”. Ad oggi il provvedimento autorizzativo non è ancora concluso. Gesenu ha pronto un progetto che riduce i volumi. Le dimensioni non saranno più di 105mila tonnellate l’anno ma orientativamente di 45-60mila. Nel frattempo l’Ati ha avviato una serie di attività indirizzate all’individuazione di “un idoneo assetto impiantistico per il trattamento Fou e Forsu in grado di assicurare anche nel periodo transitorio, le esigenze dei Comuni dell’ambito e quindi garantire la continuità del servizio di gestione integrata dei rifiuti”.

Tra queste attività rientra la verifica della disponibilità di impianti situati nel territorio regionale per il trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani dell’Ati 2 anche attraverso accordi inter-Ati previsti dalla legge regionale 11 del 2009.

Ciò ha consentito di “individuare gli impianti di discarica di Belladanza e Colognola dell’Ati 1 per lo smaltimento del sovvallo in uscita dall’impianto di selezione di Ponte Rio, in virtù dell’accordo tra presidenti Ati 1 e 2.

Non sono state acquisite disponibilità in ambito regionale per il trattamento e il recupero di Fou e Forsu”. L’Ali ha inoltre fornito al servizio regionale “tutte le informazioni utili per la sottoscrizione di eventuali accordi interregionali necessari al trattamento e smaltimento della Forsu prodotta dall’Ati 2”: fabbisogni, periodo di riferimento, indicazioni per l’ individuazione degli impianti potenzialmente idonei da elenco Ispra.

Il gestore con proprie ricerche di mercato ha “inizialmente individuato impianti disponibili per il trattamento e recupero della Fou prevalentemente fuori regione; in seguito, in considerazione dell’interruzione dei conferimenti al bioreattore di Borgogiglione, Gest ha identificato impianti anche questi fuori regione per trattare la Forsu dell’Ati 2”.

Impegnati cinque milioni 268 mila euro per esportare le 43mila tonnellate di umido dell’Ati 2 in nove impianti fuori regione: tre di Hera tra Rimini, Ravenna e Cesena, poi quelli di Maserati a Piacenza, Futura di Grosseto, Green Asm di Temi, Azuca di Avezzano, Seitoscana di di Abbadia San Salvatore e Acea Sao di Orvieto. Non è mancata la richiesta di Gest ad Ati di aumento della tariffa con tanto di minaccia di sospensione del servizio di raccolta.

*Titolo del Corriere Pievese

 

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